Il draft 2013 verrà ricordato per esser stato quello in cui alla chiamata numero 1 è sbarcato nella lega uno dei possibili bust peggiori della storia del draft? Si probabilmente. Anzi no, il draft 2013 sarà ricordato anche per Bennett, ma soprattutto per 4 ragazzi davvero niente male, due già in odore di All Star, e due che stanno letteralmente facendo impazzire i tifosi di OKC e Utah, rivalutando il ruolo di Big man. Di chi parliamo?
Futuro da All Star, futuro assicurato: CJ e Giannis

Gianni, uno dei migliori prodotti del draft 2013
Con le scelte numero 10 e numero 15 sono arrivati rispettivamente dal draft 2013 C.J. McCollum, guardia dei Portland Trail Blazers e Giannis Antetokounmpo, tutto fare dei Bucks di Jason Kidd. Due giocatori diventati già dalla scorsa stagione, ma ancor di più in questa, giocatori fondamentali per le rispettive squadre: il secondo violino di Lillard nella macchina offensiva di Stotts, il playmaker tutto fare, da punti, assist, stoppate, rimbalzi, palle rubate (è leader in tutte queste statistiche dei Bucks) di Jason Kidd. Giannis e CJ sono i primi giocatori classe 2013 che potrebbero centrare l’obiettivo di diventare degli All-Star.
Giannis al momento del draft? Nessun senso per i Bucks. Almeno per molti, se non per tutti. Ma il suo unico talento all’età di 21 anni ha fatto ricredere tutti, spaventando in senso positivo i cultori del basket moderno, e ancora non sappiamo fino a che punto potrà spingersi nella sua maturazione. CJ nel frattempo, è diventato il giocatore rivelazione della passata stagione della riscossa dei Portland Trail Blazers, privati di 4/5 del quintetto titolare dell’Oregon. Entrambi rappresentano il meglio del meglio di quel draft, ad oggi almeno.
I lunghi di una volta, o quasi
Con le scelte numero 12 e numero 27 sono arrivati dal draft Steven Adams e Rudy Gobert, due big man niente male, che stanno facendo le fortune di Oklahoma City Thunder e Utah Jazz. Non era già stato celebrato il funerale dei centri di una volta? Beh troppo presto, troppo presto…Il lungo di OKC ha dimostrato nelle scorse finali di Conference di che pasta è fatto: è giovanissimo, classe 1993, si è sacrificato e molto in fase difensiva, ha accettato tutti i cambi difensivi sui piccoletti dei Warriors, salvo poi capitolare sul più bello contro Golden State. E’ uno dei giocatori simbolo di OKC dopo l’addio di Kevin Durant, lui e Westbrook sono i giocatori su cui poggiare le basi per il futuro, con Sabonis, Oladipo e compagnia bella…L’altro, Rudy Gobert, centro francese di un anno più grande di Adams: 1992, centro purissimo, con buone mani, stoppate pronte, tanti rimbalzi ed un vizietto niente male per i poster.
Il bizzarro draft 2013 ha portato alla ribalta altri due centri puri, non grandissimi tiratori dalla lunga distanza, giocatori da pitturato, in grado di prendere rimbalzi, stampare stoppate. Di chi parliamo? Alex Len fa parte della famiglia, Nerlens Noel dei Sixers, finito fuori per infortunio e forse anche fuori dai piani futuri dei Sixers.
Ah dicevamo. Draft bizzarro, o forse completo: altri due big man, diversi però. Parliamo di Gorgui Dieng e Cody Zeller, due lunghi non proprio convenzionali, giocatori in grado di raccogliere rimbalzi, effettuare screen, dare un contributo in attacco. Il primo un buon compagno di reparto di Towns (ma ha 27 anni), mentre Zeller è un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, un centro molto intelligente, che sta trovando nel sistema di Clifford a Charlotte, una sua identità precisa.
Altri profili interessanti
Come non citare Dennis Schroder, mattatore dei Cavaliers (alla prima sconfitta stagionale), playmaker diventato titolare in Georgia dopo l’addio a Jeff Teague in estate. 4 anni, 70 milioni, ad Atlanta credono fortemente in lui.
Victor Oladipo, altro ragazzo terribile ad OKC, come Adams, uno dei punti cruciali, per il futuro della franchigia di Donovan. Giocatore molto anarchico, non è uno scorer continuo e affidabile, e non ha trovato ancora una vera dimensione ad OKC.
Michael Carter-Williams, finito ai margini del progetto Bucks, ma giocatore da rotazione molto interessante a Chicago, nella second uniti dei Bulls infatti è uno dei pochi a portare difesa e rimbalzi al servizio di Fred Hoiberg. Non un gioiello ma un giocatore utilissimo. Altri due ragazzi in crescita? Otto Porter e Kentavious Caldwell-Pope, da Washington e da Detroit.
Mason Plumlee, centro dei Portland Trail Blazers, scelto però dai Brooklyn Nets, che sta contribuendo a suo modo alle fortune della franchigia dell’Oregon.
Ben McLemore, il meno fortunato forse fino ad ora, un giocatore potenzialmente molto forte ma che soffre la piazza di Sacramento, confusa per usare un eufemismo, che non gli sta concedendo di esprimere il suo potenziale.








