Generations Duel: LeBron vs LeBron
‘È meglio il LeBron dei Miami Heat o l’ultimo ai Cavaliers?’. È una domanda molto frequente tra gli appassionati del gioco, specialmente da quando ha conquistato il suo terzo titolo. Le risposte ci sono state, e diverse, ecco la nostra, analizzando alcuni tra gli aspetti più importanti nella carriera di un giocatore.
I Numeri
La battaglia delle statistiche finisce quasi in pareggio. Il LeBron del quadriennio Heat (2010-2014) vince di misura in punti a partita (26.9 contro 25.3), rimbalzi (7.6 a 6.7) e palle perse (3.4 contro 3.6); d’altro canto, però, in quei quattro anni ha anche giocato di più (38 minuti di fronte a 35.9). “The King”, da quando è tornato a Cleveland, invece è migliorato negli assist (7.1 contro 6.7). Di conseguenza, se si prende come base un minutaggio uguale, 36 minuti a partita, il numero 6 degli Heat trionfa nuovamente in punti (25.6 contro 25.4), rimbalzi (6.1 a 5.7) e palle perse (3.2 contro 3.6), mentre il numero 23 dei Cavs primeggia ancora in assist (7.1 a 6.4).
Playoffs
Per quanto riguarda i Playoffs, in cui è noto che LeBron si carichi la squadra, qualunque essa sia, sulle spalle, la storia cambia: nelle ultime due stagioni “Il Prescelto” ha viaggiato a 28.2 punti, 8.1 assist e 10.4 rimbalzi in circa 41 minuti a partita. Nei quattro anni precedenti a South Beach invece ha avuto 26.8 punti, 5.7 assistenze e 8.4 rimbalzi a partita ed un impiego di quasi 42 minuti per match disputato.
Voto: Cleveland Era
Il Palmares
“Sono tornato per riportare un titolo nel Northeast Ohio” fu la frase con cui LeBron si presentò

I due James a confronto
nuovamente ai tifosi di Cleveland. Il dovere è stato fatto ma, rispetto al periodo a South Beach, ha conquistato un titolo in meno. Infatti con Miami, in quattro stagioni, conquistò per due volte il Larry O’Brien Trophy e il Bill Russell Finals MVP Award, mentre le sconfitte patite nell’atto conclusivo furono lo stesso numero. Il percorso a Cleveland per Il Re è perfettamente sulla tabella di marcia con la monarchia precedente: dopo due annate un trofeo in bacheca e uno sfuggito alle Finals. In ritardo invece dal punto di vista dei premi individuali, un MVP stagionale conquistato al secondo anno in maglia Heat contro gli zero ottenuti con la casacca di Cleveland dal suo ritorno.
Voto: Miami Era
La Partita
È risaputo di quanto LeBron dia il suo massimo quando ha le spalle al muro. Infatti due tra le numerose partite memorabili del “Prescelto” sono state giocate in una situazione di “win or go home”.
In maglia Heat una partita molto importante fu gara-6 delle Eastern Conference Finals contro i Boston Celtics. In quel match, con la serie in mano ai Celtics per 3-2, ed un match point al Boston Garden, LeBron sfoderò una prestazione da 45 punti, di cui 30 nel solo primo tempo, 15 rimbalzi e 5 assist e condusse la sua squadra alla vittoria della partita, per 98-79, della serie, in gara-7, e del titolo, in finale contro i Thunder per 4-1.
Invece, riferendosi al periodo tra il 2014 e l’ultima stagione, una delle partite più significative della carriera di James è stata gara-5 delle NBA Finals 2016. Ancora una volta in svantaggio nella serie, per 3-1, LeBron e compagni dovevano affrontare un temibile avversario, i Warriors delle 73 vittorie in regular season, nella sua inviolabile tana, sbancata solo tre volte precedentemente nella stagione. In quel match il numero 23 siglò una doppia-doppia (41 punti e 16 rimbalzi) e contribuì, insieme a Kyrie Irving, responsabile di altri 41 punti, a portare a casa inaspettatamente la partita con un risultato di 112 a 97. La conclusione ormai è nota, Cavs vincitori in gara-7 e James con il suo terzo anello al dito.
La Fotografia
Le fotografie che abbiamo selezionato sono sicuramente tra le più famose e influenti riguardanti l’NBA, anche perché

La presentazione dei Big Three di Miami nel 2010
riguardano il giocatore, senza alcun dubbio, più influente della Lega.
La foto che rappresenta il periodo a Miami Beach del “Prescelto”, a parer mio, è tratta dalla presentazione ai tifosi dei Big Three, nel 2010. Quest’immagine rappresenta l’inizio di un ciclo di vittorie per LeBron, ciclo che continuerà per molti anni dal lontano 2010.
Per quanto riguarda il periodo attuale a Cleveland, la mia scelta ricade sul James piangente dopo la conclusione di gara-7 delle Finals 2016 contro i Warriors. La foto, più di ogni altra, rappresenta la ‘promessa mantenuta’ del “Re” di portare un titolo nel Northeast Ohio.

LeBron in lacrime dopo la conclusione di gara-7 nelle Finals 2016
L’impatto sul gioco
Quando l’età si fa sentire i campioni adattano il proprio gioco in base alle esigenze. Come tale anche LeBron, a trent’anni, ha dovuto cambiare il proprio modo di giocare a Cleveland, anche causa del ruolo di superstar assoluta, affiancata da un fenomeno ancora in crescita e un giocatore che di ‘Big’ ha dimostrato ben poco: di certo non i “Big 3” di Miami.
Se in precedenza l’esplosività era la caratteristica principale dell’attacco del “Re”, adesso le sue azioni sono diventate molto più ‘sedentarie’. Stoppate, schiacciate e penetrazioni erano le giocate più frequenti per James; ora sono state in parte sostituite da assist, tiri dal perimetro e un gioco maggiormente da play o guardia, nonostante sia spesso impiegato da lungo.
Il nostro voto va a favore della Cleveland Era, poiché una tale versatilità non è facile vederla in alcun giocatore e

I due LeBron si marcano
cambiare il proprio stile di gioco è molto arduo.
Voto: Cleveland Era
Le Conclusioni
La sfida è durissima ed anche dare una sentenza lo è. Il mio voto però va all’attuale LeBron che stiamo ammirando nel Northeast Ohio. L’intelligenza cestistica, il gioco completo e con i compagni batte l’esplosività e la forza del James visto nel quadriennio a Miami. A Cleveland, inoltre, con un supporting cast di livello minore rispetto a quello Heat è riuscito a conquistare il titolo contro gli inarrestabili Warriors. Leggendario.










