Per tutti noi prima o poi arriva una data, un anniversario, un compleanno o una qualsiasi ricorrenza annuale la quale, semplicemente, è più importante del solito. Insomma ci sono quelle date che più si avvicinano, più ci costringono a pensare ai tempi ormai passati senza che ce ne accorgessimo.
Così, ci capita di passare più tempo persi nei nostri ricordi, e ci accorgiamo che la nostra immagine riflessa nello specchio, con la vita che ci circonda, è completamente diversa da quella che vedevamo anche solo qualche anno prima.
Ci sono cose che non cambiano, ma sono davvero poche.
Magari si cambia abitazione, lavoro, fidanzata, macchina, sogni, speranze ed abitudini. C’è tanto della quale poter parlare, e quelle cose che restano uguali possono essere sia importanti che non. Sono rimasto sorpreso nel vedere che una cosa c’è, una cosa è rimasta sia per me che per tanti miei vecchi amici: L’amore per la pallacanestro.

Micharel insieme a The Big Dipper
Potremmo parlare di tante altre cose, certo, ma quanti si sono mai soffermati su questo dettaglio della vita di tutti quelli i quali amano la palla a spicchi? Si cresce, ci si allena e si gioca, con agonismo ma anche senza. Parlare con le persone che facevano parte di una generazione differente è sempre interessante.
Ricordo i primi anni che mi approcciai alla pallacanestro e all’NBA.
“Sai, c’era un tipo che si chiamava Kukoc, era un tiratore eccezionale!” mi disse un uomo al campetto. “Sii come Rodman in campo, mettici l’anima!”, mi ripeteva il coach.
L’NBA è cambiata tanto, davvero ma davvero tanto. Sia dall’epoca d’oro di nostri padri che si sono goduti l’era Jordan, sia dall’epoca di Iverson, di Kobe, dei brutti e cattivi Detroit e della magnifica nascita dei San Antonio Spurs per come li conosciamo oggi.
Guardarsi indietro e chiedersi “Dov’è Kobe? Perchè invece della canotta indossa la giacca? E Duncan? Mi state dicendo che Pop dovrà allenare senza di lui?!”, I Lakers non sono più gli stessi, e nonostante il grande gioco che hanno, guarderemo ancora i San Antonio con gli stessi occhi?
Poi guardi i roster, aspetta aspetta, ma Garnett? Non dirmi che quel bastardo si è ritirato così all’improvviso! Westbrook sarà senza Durant? Dov’è finita la coppia dei prepotenti Oklahoma?
Da quando il figlio di Chicago D-Rose indossa la maglia dei Knicks? E perché Wade, nonostante fosse anche lui un altro figlio della città del vento, non è più a South Beach?
Sono cambiate tante cose nell’NBA, la pallacanestro non è più la stessa. Ma siamo sinceri, quanto cambia per noi? Le assenze, i cambiamenti non ci lasceranno mai abbandonare del tutto questo magnifico sport. Troveremo nuovi beniamini, ammireremo altri stili di gioco e creeremo nuove bandiere. Vedremo i nostri copri cambiare ma al diavolo! l’allenamento si farà e non si rinuncia alla partita al campetto, sia con zero gradi che con quaranta.
Non importa se il lavoro è cambiato, non importa se sta per iniziare un altro anno scolastico. Le occhiaie torneranno proprio come l’anno prima e come quello prima ancora.
Fidanzati o non, la partitella e l’allenamento vanno fatti, se ti ama davvero capirà!
Non importa se ti sei trasferito in capo al mondo, oppure se sei nella stessa casa che ti ha visto crescere, l’angolo partita lo si trova, e si tornerà a guardare l’NBA nel bel mezzo della notte, rischiando di essere sfrattati per rumori molesti.
Il fatto è questo, nella vita cambiano tante cose, importanti e non. Nonostante tutto è bello vedere come in un’esistenza così instabile e poco costante ci sia qualcosa che ci farà sempre compagnia, ci farà sempre sorridere e ci farà sempre ricordare chi eravamo.
Il basket può essere un dettaglio della vita, per alcuni addirittura può essere quasi tutto. Non importa, l’unica cosa che conta è che c’è. Proprio come qualche anno fa, proprio come il prossimo anno e quello dopo ancora.
Quindi prepariamoci alle docce fredde, agli allenamenti, alle partite, ai canestri, alle retine che si muovono e ai compagni di una vita. Prepariamoci allo streaming di bassa qualità, oppure alla telecronaca di Flavio Tranquillo, che ammettiamolo, è nella testa di tutti noi.
Prepariamoci a Curry-Thompson-Durant, a LeBron-Irving-Love. Prepariamoci a Ben Simmons (sperando di rivederlo presto in campo), prepariamoci alle schiacciate di LaVine, ai passaggi di Paul, ai canestri sovrannaturali di zio Dirk, alla difesa di Leonard, alle stoppate di Davis, agli scatti di Rose, alla follia di Westrbrook, alla barba di Harden. Ai palazzetti pieni, ai tifosi impazziti, all’All Star Game e alle interviste di Popovich.
Prepariamoci per l’anno che verrà. Diverso dal precedente, ma sicuramente spettacolare come tutti gli altri. Dio quanto amo questo sport.
Per NBAPassion,
Giuseppe Cusano



