Per Tim Bontemps di ESPN non ci sono dubbi, l’8 novembre la Casa Bianca tornerà ad accogliere i campioni NBA. Un digiuno durato cinque anni che verrà interrotto, il prossimo 8 novembre, dai Milwaukee Bucks, trionfatori della passata stagione.
Era il 2017, una tradizione radicata negli anni veniva soppressa figlia dell’ondata di polemiche per l’elezione del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti: Donald Trump.
Un personaggio mai digerito dalla comunità sportiva americana, la quale nel corso degli anni non si è mai risparmiata ad aspre critiche sull’operato del miliardario newyorkese.
Protagonisti in assoluto, Steph Curry e LeBron James, volti copertina della NBA. Proprio la star dei Golden State Warriors, appoggiato dai compagni di squadra, si disse contrario al cerimoniale di Washington, teatro di celebrazione del primo titolo dell’era Kevin Durant.
Ad alzare il volume della provocazione ci pensò anche l’allora stella dei Cleveland Cavaliers, con un tweet dalle nuance assai aspre.
“ha già detto che non verrà! Quindi non è un invito. Andare alla Casa Bianca è stato un grande onore finché non sei arrivato tu!” (riferendosi a Trump)
Da quel momento, nessun campione NBA ha più varcato le porte della splendida sede presidenziale. Tuttavia, con l’avvento di Joe Biden, storico vice dell’era Obama, le speranze di un ritorno all’antica usanza, paiono quanto mai fondate.
Già lo scorso gennaio, i Los Angeles Lakers, assoluti dominatori nella Bolla di Orlando, avevano provato a studiare la fattibilità dell’evento, poi saltato a causa delle ferree restrizioni dovute alla pandemia.
In estate, incalzato da Dave McMenamin di ESPN, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, si era sbilanciata sul tema, affermando che, con ogni probabilità, i vincitori della stagione 20/21 avrebbero ricevuto un invito formale dalla White House.
“Sono convinta che li inviteremo alla Casa Bianca, non abbiamo ancora un incontro programmato. Per il momento staranno festeggiando per conto loro”

