Doppio premio per lui: da Green a Morris, quasi tutto il team gli corre incontro e si congratula!
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=iNYLhPdCCYY?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
Doppio premio per lui: da Green a Morris, quasi tutto il team gli corre incontro e si congratula!
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=iNYLhPdCCYY?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
Cerchiamo di analizzare la notte NBA per vedere quali sono stati i giocatori che si sono distinti in base ad i punti segnati, per rimbalzi raccolti, per assist serviti ad i compagni e per le stoppate.
Punti:
A brillare più di tutti è la stella di Gerald Green, guardia di Phoenix, capace di mettere in ombra Kevin Durant, battendolo e sparandogli praticamente in faccia la bellezza di 41 punti. Green è andato a segno in 12 tentativi, di cui 8 da tre punti, su 22 dal campo e segnando 9 degli 11 tiri liberi a sua disposizione.
Ecco le sue statistiche complete:
Min: 41 FGM-A: 12-22 3PM-A: 8-13 FTM-A: 9-11 REB: 5 AST: 2 STL: 3 BLK: 1 TO: 3 PF: 3 +/-: +11 PTS: 41
Rimbalzi:
A prendere più rimbalzi di tutti sono stati Matt Barnes e DeAndre Jordan, entrambi dei Clippers ed entrambi capaci di dominare sotto canestro, strappando 12 rimbalzi a testa. Barnes ha saputo mettere a segno anche 17 punti, mentre Jordan 14, risultando così decisivi nella vittoria della stracittadina contro i Lakers. Per DeAndre Jordan è arrivato anche la trentaduesima doppia doppia in carriera e lo troviamo in cima a questa classifica per l’ennesima volta.
Ecco le statistiche complete (1. Barnes 2. Jordan):
1. Min: 30 FGM-A: 7-13 3PM-A: 3-7 FTM-A: 0-0 REB: 12 AST: 5 STL: 3 BLK: 0 TO: 1 PF: 2 +/-: +43 PTS: 17
2. Min: 22 FGM-A: 6-9 3PM-A: 0-0 FTM-A: 2-4 REB: 12 AST: 3 STL: 0 BLK: 0 TO: 2 PF: 2 +/-: +42 PTS: 14
Assist:
A servire più assist di tutti è stato Chris Paul, playmaker dei Los Angeles Clippers, che nella larga vittoria contro i concittadini dei Laker ha concluso in doppia doppia, facendo registrare 13 punti e la bellezza di 11 assist. Paul si è esibito in quel che gli riesce meglio, risultando decisivo per la vittoria dei suoi. Buone anche le sue statistiche al tiro: 50% dal campo, 33% da tre punti, ma mai a segno dalla lunetta (un solo tiro tentato).
Ecco le sue statistiche complete:
Min: 26 FGM-A: 6-12 3PM-A: 1-3 FTM-A: 0-1 REB: 4 AST: 11 STL: 4 BLK: 1 TO: 3 PF: 1 +/-: +36 PTS: 13
Stoppate:
A condividere il trono del miglior stoppatore sono Serge Ibaka e Danny Green, entrambi con il numero 3 alla voce ‘stoppate’. Ibaka, insieme a Durant e Westbrook, non è bastato ai Thunder per portare a casa la vittoria, mentre Green è riuscito a strapazzare gli Heat di James, Wade e Bosh sul terreno dell’AT&T Center. Ibaka è riuscito a mettere a segno anche 18 punti, mentre Green, nei 21 minuti giocati, ha segnato soltato 6 punti, ma è stato bravissimo in fase difensiva.
Ecco le statistiche complete (1. Ibaka 2. Green):
1. Min: 37 FGM-A: 7-11 3PM-A: 0-0 FTM-A: 4-4 REB: 5 AST: 2 STL: 1 BLK: 3 TO: 1 PF: 4 +/-: +3 PTS: 10
2. Min: 21 FGM-A: 2-8 3PM-A: 2-6 FTM-A: 0-0 REB: 3 AST: 3 STL: 1 BLK: 3 TO: 3 PF: 2 +/-: +10 PTS: 6
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Partita combattuta fino all’ultimo quella dell’ US Arway Center tra i Phoenix Suns e gli Atalanta Hawks: finisce 129 – 120 per i padroni di casa. grazie ad una grande prova offensiva, ma ancora una volta una gara, difensivamente parlando, non di grande intensità.
I Suns, dopo l’allungo iniziale, riescono sempre a gestire il vantaggio conquistato senza mai però riuscir a lanciarsi nell’allungo decisivo. Troppi i palloni persi in mezzo al campo e le disattenzioni difensive; le “Aquile”, grazie ai 29 punti, 6 rimbalzi e 9 assist di Teague e all’ormai scontata prova super da 3 punti di Korver Kounter, 6/7 e 127 gare consecutive con almeno una tripla messa a segno, rimangono così aggrappati al treno dell’Arizona per buon parte della gara.
Ma la fase offensiva di coach Jeff Hornacek riesce,grazie ad un Green in grande spolvero che mette a referto ben 33 punti con 5 triple su 6 messe a canestro solo nella prima parte della gara, a sbarazzarsi degli Hawks.
Bene anche Markieff (21 punti) e Goran Dragic, 19 punti e 8 assist, che con i loro canestri finali regala no una vittoria importantissima in chiave PO ai Suns.
http://www.youtube.com/watch?v=PxueK9CBB2E
Mario Ramogida, @marioramogida
Al TD Garden di Boston, Massachusetts, i Celtics affrontano i Los Angeles Lakers, con l’infermeria piena, in quella che solo qualche tempo fa era il big match per eccellenza. Nel primo quarto la partita è molto equilibrata, con i Celtics costretti a rincorrere i Lakers, che però non hanno un vantaggio enerme ed il quarto termina sul 25-23. Nel secondo periodo arriva la risposta di Boston, che in men che non si dica rimonta i Lakers e riesce a tenerli a distanza per tutto il quarto riuscendo a chiudere il primo tempo in vantaggio per 52-58. Al rientro sul parquet le squadre si equivalgono e, nonostante i Lakers facciano di tutto per raggiungere Boston e Boston faccia di tutto per distanziare ulteriormente i Lakers, il quarto termina con un parziale di 24-24 (76-82), lasciando così invariato il distacco tra le due squadre. Nell’ultimo periodo, però, i padroni di casa calano vistosamente. Nonostante riescono a tenere per maggior parte del periodo il vantaggio costruito nel secondo e terzo quarto, a spuntarla sono gli ospiti, che a 1.08 dalla sirena si portano sul 105-104 grazie alla tripla di Kendall Marshall. Il tempo per recuperare ci sarebbe, ma Rondo (impiegato col contaggocce) e compagni non riescono a mettere a referto neanche un punto. La partita si chiude dopo i 2 tiri liberi messi a segno da Ryan Kelly e la tripla mancata da Rondo.
Per i Lakers buona prova di Gasol, in doppia doppia con 24 punti e 13 rimbalzi. Da segnalare anche le prove di Marshall, doppia doppia con 19 punti e 14 assist, Meeks, autore di 17 punti e Kelly, che mette 20 punti dalla panchina.

Per i Celtics Buona prestazione di Olynyk, autore di 25 punti dalla panchina. E, nota positiva, si rivede Rajon Rondo, che ha giocato solo 19 minuti segnando 8 punti, servendo 2 assist e rubando 2 palloni.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
All’AT&T Center di San Antonio gli Spurs, ancora privi di Manu Ginobili, affrontano i Minnesota Timberwolves di Kevin Love e Pekovic. Nel primo quarto i padroni di casa cercano di scappare subito e, quando mancano 3 minuti e 49 secondi alla fine del quarto, vanno sull’11-19. Dopo un tentativo di rimonta dei Timberwolves gli Spurs riescono a prendere un buon vantaggio e chiudono il periodo sul 21-28. Nel secondo periodo Minnesota prende le misure a San Antonio e riesce a limare il passivo, raggiungendo per qualche secondo i padroni di casa sul 47 pari, e chiudono il primo tempo sul risultato di 49-52. Al rientro sul parquet i Timberwolves ci mettono tutta la buona volontà, ma la difesa degli Spurs regge bene così come è spietato l’attacco, che permette a San Antonio di portare l’allungo decisivo e chiudere il terzo quarto sul 71-81. Nell’ultimo periodo, complice la stanchezza visti i tanti tentativi a vuoto, gli Spurs fanno, definitivamente, propria la gara concedendo soltanto 15 punti a Minnesota e segnandone 22, per il definitivo 86-104.
Per San Antonio ottima prova di squadra. Su tutti Leonard, autore di 17 punti, Tony Parker, autore di 14 punti e 10 assist e Duncan, autore di 15 punti, 8 rimabalzi e 5 assist. Da segnalare anche le buone prove dalla panchina di Bonner, 14 punti, Mills, 10 punti e 4 rimbalzi, e Belinelli, 13 punti, 2 rimbalzi, 2 assist e una palla rubata.

Per Minnesota buona la prova di Pekovic, autore di 22 punti. Da segnalare anche i 14 punti (e visto la media realizzativa è una notizia) di Kevin Love e gli 11, dalla panchina, di Shved.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
All’AT&T Center di San Antonio arrivano i Dallas Mavericks di Ellis e Nowitzki. Nel primo quarto i padroni di casa vogliono mettere in chiaro le loro intenzioni e ci riescono, portandosi sul risultato di 4-13 dopo pochi minuti. Il quarto procede su questo ritmo e si conclude sul risultato di 16-25. Nel secondo periodo Dallas riesce a rimontare soltanto 2 punti a San Antonio e si va all’intervallo lungo sul risultato di 38-45. Al rientro sul paquet gli Spurs dimostrano tutte le loro potenzialità rifilando ai, malcapitati, Mavericks un parziale di 24-37, che gli permette di aprire l’ultimo quarto sul risultato di 62-82. Nel quarto periodo, nonostante l’assenza dell’infortunato Splitter e dell’acciaccato Ginobili, Popovich si può permettere di svuotare la panchina, facendo rifiatare soprattutto Parker e Duncan, senza incombere in nessun tipo di problema. I Mavericks, nonostante la buona serata di Ellis, non riescono ad avere una buona presenza in fase realizzativa e permettano agli Spurs di trovare un ulteriore allungo per il 90-112 finale.
Per San Antonio ottima la prova di Tony Parker, autore di 25 punti e 7 assist. Da segnalare anche le buone prestazioni di Belinelli, 17 punti dalla panchina, e Tim Duncan, anche oggi in doppia doppia con 16 punti e 13 rimbalzi.

Per Dallas l’uniche note liete sono rappresentate dai 21 punti di Ellis e dai 14 di Vince Carter. Deludono Nowitzki, appena 8 punti per lui, e Calderon, autore di 5 punti.
I Celtics (13-21) perdono terreno sin nel primo quarto (26-34), con un Reggie Jackson da 11 punti in meno di 4 minuti, ma poi tengono bene fino a quasi metà gara, tornando sotto di 2 punti a tre minuti dall’intervallo lungo (49-51). Nel secondo tempo Oklahoma City (27-7) mette, com’era prevedibile, il turbo, e grazie ad un break di 7-17 si porta sul 62-83, chiudendo di fatto i giochi. Dopo un garbage time nell’ultimo quarto, termina 96-119, con la panchina di OKC che da ottime risposte, soprattutto con Lamb, Collison e Fisher. Questa è la quinta vittoria nelle ultime 7 partite, 6 delle quali giocate senza Westbrook, per i Thunder. Il conto alla rovescia per il ritorno di West, dunque, procede tra alti e bassi, ma la prestazione del giovane play nato a Pordenone promette bene. Per Boston, invece, si tratta della settima sconfitta nelle ultime 8 gare, la quarta di fila, che sprofonda ancor di più i Celtics nelle zone paludose della Eastern Conference.
Oklahoma City: Jackson (27 pts, 6/9 da due, 3/3 da tre), Durant (21 pts, 7 reb, 8 ast), Ibaka (17 pts, 11 reb), Lamb (13 pts, 6 ast), Perkins (12 pts, 6 ast).
Boston: Bradley (19 pts, 5/12 da due, 5 reb), Green (19 pts, 5/10 da due, 3/5 da tre), Crawford (17 pts, 7 ast), Humphries (14 pts).
Allo STAPLES Center i Lakers vincono per 86-100, con una grande prestazione da parte di Gasol e di Xavier Henry. Gasol ha dato continuità alla buona gara fatta nell’ultima partita andando a segnare 20 punti e recuperando 10 rimbalzi, mentre Henry, partendo dalla panchina, ha segnato 21 punti. Ottima anche la prova di Blake, autore di 12 assist. Per i Kings buone le prove di Vasquez (20 punti), Cousin (17 punti) e McLemore (15 punti). Prestazioni che non sono state supportate dal resto della squadra che ha pagato la poca lucidità sotto canestro.

Ad Orlando i Suns si impongono per 104-96 contro i Magic. Fondamentale la prestazione di Dragic che ha segnato i 7 punti decisivi per la vittoria nell’ultimo periodo. Buona la prestazione della guardia di Phoenix che ha chiuso il match in doppia-doppia con 23 punti e 13 assist. Da segnalare anche i 20 punti di Gerald Green ed i 14 di Channing Frye. Per Orlando, che ha pagato il devastante avvio di partita dei Suns, delude le aspettative Oladipo, autore di soli 6 punti, mentre non delude Vucevic che va in doppia-doppia con 20 punti e 10 assist. Oltre i 16 punti del solito Afflalo c’è da segnalare il buon impatto avuto sulla partita da Nicholson, autore di 19 punti.
Nella gara di stanotte al Philips Arena di Atlanta sono risorti i Celtics. Dopo 6 sconfitte consecutive i ragazzi di coach Stevens riescono a vincerne una, battendo in trasferta gli Hawks 94-87.

Risorgono non solo per il record ma anche all’interno del match, visto che Atlanta è sempre stata in vantaggio e in controllo durante tutto l’arco della partita.
Il primo quarto è caratterizzato da un sostanziale equilibrio tra le due squadre, chiuso 25-24 per i Celtics. Nota a margine: Korver mette una bomba intorno al secondo minuto di gioco, tripla che rappresenta la sua 87esima gara consecutiva con almeno un tiro da tre messo a segno e gliene mancano 2 per pareggiare il record di Barros, fermo a 89.
Dal secondo quarto in poi gli Hawks cominceranno a volare chiudendo il primo tempo in vantaggio 53-49. Stessa storia nella seconda parte del match: Atlanta continuerà a mettere punti di vantaggio sui Celtics arrivando a 9 minuti dalla fine con un vantaggio in doppia cifra (+11) sui Celtics.
Sembra una gara segnata e invece una tripla di Gerald Wallace fa risorgere i Celtics che piazzano un parziale di 14-2 e arrivando addirittua al vantaggio 84-83, a 3 minuti dalla fine. Jordan Crawford poi si mette in proprio e piazza altri 5 punti a meno di un minuto dalla fine, oro colato per i Celtics. Teague e compagni non riescono a reagire e la partita termina con la clamorosa vittoria di Boston per 94-87.

Boston abbatte i falchi e risorge dalle ceneri, sempre in attesa di Rondo che potrebbe porre rimedio alla stagione disastrosa in cui versa la franchigia.
San Antonio vince ancora. Spopovich sembra aver trovato la quadratura del cerchio e, sebbene qualcuno gli rimproveri che il suo gioco sia un po’ noioso, i suoi continuano ad esprimere un buon gioco a prescindere dalla qualità dei suoi avversari.
Andati all’intervallo sul 48 pari ad essere letale per i Celtics, e decisivo in positivo per gli Spurs, è stato il terzo periodo nel quale Parker e Leonard hanno chiuso di fatto i giochi regalando a San Antonio un parziale di 22-32.
A rispondere a chi giudica il gioco degli Spurs scolastico e noioso è Manu Ginobili: “Ci sono quei momenti in cui iniziamo a far girare il pallone e giochiamo più aggressivi, sono momenti divertenti da guardare ed è quello di cui abbiamo bisogno per vincere. Certo non siamo spettacolari perché non andiamo a cercare gli alley-oops o le schiacciate, ma facciamo girare il pallone molto bene e quando c’è lo spazio cerchiamo la penetrazione. Tutti si sentono coinvolti e questo per noi è divertente. Per San Antonio a chiudere la partita come top-scorer è ancora una volta il solito Parker con 19 punti, seguito da Leonard 16 punti, Duncan 13 punti, Diaw 12, Splitter 11 e Green 10.
A rendere onore alla prestazione degli Spurs sono anche i giocatori dei Celtics che, rappresentati da Sullinger, nel post partita hanno fatto i complimenti agli avversari. “Sono una squadra difficile da affrontare per chiunque. Giocano bene palla, non si preoccupano del punteggio. Giocano da vera squadra -ha detto Sullinger-. Potrebbero andare in azione personale, ma non lo fanno perché fanno girare palla per trovare lo spazio. Sono davvero difficili da marcare”.

Sullinger, Bradley e Jeff Green
si sono regalati una grande prestazione sul parquet dell’AT&T Center, andado a segnare 19 punti a testa. Ad essere parzialmente soddisfatto è il coach di Boston Stevens: “La squadra che ha giocato stasera ha giocatori su cui si può lavorare bene. Ne abbiamo parlato dall’inizio della stagione: ci saranno delle partite in cui misureremo i nostri progressi anche se non vinceremo”.
Il progresso di Boston visto stasera è stato buono visto che i Celtics sono andati a segnare 93 punti contro una delle migliori difese del campionato, regalando però il terzo quarto ai padroni di casa.
Cominciando dai Rockets che vincono contro i Raptors, ripercorriamo tutte le partite della notte Nba

