In attesa di Russell Westbrook, i Rockets hanno riaccolto James Harden sul campo di allenamento a Orlando.
Il Barba ha condotto la sua prima seduta con i compagni dal suo arrivo nella bolla, un arrivo ritardato per ragioni personali che nessuno dei diretti interessati ha meglio specificato. Risolta la cosa, Harden ha impiegato poco a scrollarsi di dosso la ruggine.
“Per almeno 30 secondi è sembrato arrugginito” scherza coach Mike D’Antoni “Poi però è tornato quello di sempre, sta bene“.
“Tutto il mondo sa che alla fine, James Harden ama giocare a pallacanestro” parla di sé in terza persona l’MVP 2018 “E’ un tipo competitivo, e già oggi ci abbiamo dato dentro in allenamento per un paio di quarti. Un po’ di trash talking per motivare i ragazzi, le solite cose“.
Gli Houston Rockets aspettano ancora l’arrivo a Orlando di Westbrook, bloccato dal coronavirus e in attesa di potersi imbarcare per la Florida. Anche l’ultimo acquisto in casa Rockets Luc Richard Mbah a Moute, arrivato al posto di Thabo Sefolosha, deve ancora arrivare ma non sono noti i motivi della sua assenza.
“Quando riavremo Russ ed il nostro roster al completo, allora credo che potremo giocarcela con tutti“, così D’Antoni “Su Harden, pensavo che avremmo dovuto andare per gradi, invece lui è già pronto, non ho notato differenze rispetto al solito. Vedremo come starà domani (venerdì, ndr), ma è in ottima forma“.
E James Harden ha già la testa ai playoffs: la “bolla” di Orlando annullerà l’effetto campo di casa per ogni squadra, rendendo molto meno importante il piazzamento in una Western Conference che proporrà comunque sfide difficili sin dal primo turno: “Senza tifosi si tratta di noi contro gli altri, non importa molto essere quarti, quinti, sesti… quello che conta è essere pronti, attacco e difesa, ce la giochiamo con tutti“.


