Jamahl Mosley è stato sollevato dal suo incarico dopo cinque anni di contratto, negli ultimi tre ha sempre portato la sua squadra ai playoff, ma in nessuna di queste occasioni è riuscito a superare il primo turno.
Particolarmente dolorosa l’eliminazione di questa stagione. “Un pugno allo stomaco” afferma Jeff Weltman, presidente dei Magic, che però aggiunge “Non voglio distruggere la squadra e smantellarla solo per come è finita”. Orlando era infatti in vantaggio per 3-1 nella serie contro i Pistons, primi classificati a Est, per poi essere superata 4-3.
Non tutto è da buttare, nonostante l’amarezza, per Weltman, secondo cui “Fossimo rimasti integri mi piace pensare che avremmo superato questa serie e saremmo andati ancora più avanti”. Il momento decisivo, stando al presidente, risiede nell’infortunio di Franz Wagner in gara-4, senza cui i Magic hanno perso le tre sfide successive.
In quest’ottica bisogna leggere la scelta di licenziare Jamahl Mosley come un messaggio di fiducia alla squadra, il cui nocciolo sembra di assoluto livello, tra Banchero, Bane e Franz Wagner. Lo stesso Weltman ha confessato “Sembra il momento giusto per una nuova prospettiva”.
Inevitabilmente, le voci sul nome del nuovo allenatore hanno cominciato a rincorrersi subito dopo il licenziamento di Mosley. Su tutti, i principali candidati sembrano essere Billy Donovan, che però presenta le stesse difficoltà ai playoff di Mosley, e Tom Thibodeau, neo-licenziato a sorpresa dai Knicks dopo aver perso in gara-7 contro i Pacers.
Proprio Thibs sembrerebbe il timoniere ideale per una squadra ambiziosa come Orlando, vista l’alta percentuale di vittorie del coach e, soprattutto, le otto serie vinte ai playoff in carriera.


