La stagione 2015/16 sarà l’ultima prima della scadenza dell’attuale contratto di Durant. I rumors di mercato danno come favoriti i Wizards nella caccia a KD, e per questo motivo i Thunder saranno costretti a fare gli straordinari nel restante anno e mezzo di contratto per riuscire a trattenere il loro miglior giocatore, e non lasciare il proprio destino incompiuto. Incompiuto sì, e non c’è altro modo per definirlo: due eliminazioni alle WCF e una alle Finals negli ultimi quattro anni la dicono tutta. Nel corso degli anni i giocatori sono stati spesso e volentieri giustificati, vuoi per l’inesperienza ad alti livelli, vuoi per infortuni più o meno gravi, mentre la dirigenza e l’allenatore sono stati vittime di critiche, talvolta anche pesanti, per aver deciso di firmare Ibaka e non Harden nell’estate 2012, ma soprattutto per la gestione tecnica di coach Brooks.
Come detto però, il tempo scorre inesorabile e agli albori dell’attuale stagione, i Thunder si sono presentati ai blocchi di partenza con l’intenzione di darsi una svegliata e compiere finalmente il proprio destino, quello di vincere un titolo. Puntualmente il fato ha presentato il suo conto e gli infortuni di Westbrook e Durant hanno messo a serio rischio la qualificazione ai Playoff.
L’inizio è stato pessimo, ma ora la squadra dell’Oklahoma è in netta ripresa: ottavo posto nella durissima Conference occidentale e striscia aperta di 10 W e 3 L. Ma cosa c’è dietro questo straordinario periodo di forma? Innanzitutto le grandissimi prestazioni di Westbrook, il quale sta viaggiando a 31.2 punti, 10.3 assist e 9.1 rimbalzi di media nel mese di febbraio, l’innesto di nuovi giocatori come Augustin, Singler e Kanter e il sistema offensivo di coach Brooks, finalmente rinnovato dopo anni all’insegna di isolamenti e improvvisazione.
L’attacco è basato principalmente sul pick and roll/pop, grazie alla presenza di due ottimi portatori come Westbrook e Durant. Secondo i dati forniti da NBA.com, i Thunder producono 0.85 punti per ogni tiro preso dal portatore nel pick and roll (3° miglior risultato nella lega).
Come detto però, il tempo scorre inesorabile e agli albori dell’attuale stagione, i Thunder si sono presentati ai blocchi di partenza con l’intenzione di darsi una svegliata e compiere finalmente il proprio destino, quello di vincere un titolo. Puntualmente il fato ha presentato il suo conto e gli infortuni di Westbrook e Durant hanno messo a serio rischio la qualificazione ai Playoff.
L’inizio è stato pessimo, ma ora la squadra dell’Oklahoma è in netta ripresa: ottavo posto nella durissima Conference occidentale e striscia aperta di 10 W e 3 L. Ma cosa c’è dietro questo straordinario periodo di forma? Innanzitutto le grandissimi prestazioni di Westbrook, il quale sta viaggiando a 31.2 punti, 10.3 assist e 9.1 rimbalzi di media nel mese di febbraio, l’innesto di nuovi giocatori come Augustin, Singler e Kanter e il sistema offensivo di coach Brooks, finalmente rinnovato dopo anni all’insegna di isolamenti e improvvisazione.
L’attacco è basato principalmente sul pick and roll/pop, grazie alla presenza di due ottimi portatori come Westbrook e Durant. Secondo i dati forniti da NBA.com, i Thunder producono 0.85 punti per ogni tiro preso dal portatore nel pick and roll (3° miglior risultato nella lega).
Partiamo con uno dei pick and roll/pop più letali della lega, quello tra Westbrook e Durant. Quest’ultimo esce dal blocco di Perkins e compie la “Ray Allen action”, ovvero porta un blocco al portatore, dopo averne ricevuto uno lontano dalla palla. KD, invece di giocare un normale pick and roll, esegue lo “Slip the pick” e si allarga per una tripla.
Quest’eccessiva ricerca del pick and roll/pop non è la ragione per cui l’attacco disegnato da Brooks è stato spesso asfittico negli anni, ma invece costituisce il fiore all’occhiello della produzione offensiva di OKC. A partire da un pick and roll/pop, il roster dei Thunder ha un talento tale da sottoporre la difesa avversaria a una difficoltà continua e produrre punti in maniera costante.
Quest’eccessiva ricerca del pick and roll/pop non è la ragione per cui l’attacco disegnato da Brooks è stato spesso asfittico negli anni, ma invece costituisce il fiore all’occhiello della produzione offensiva di OKC. A partire da un pick and roll/pop, il roster dei Thunder ha un talento tale da sottoporre la difesa avversaria a una difficoltà continua e produrre punti in maniera costante.
Altra variante del pick and roll/pop, questa volta con Westbrook e Ibaka protagonisti. I Thunder si posizionano per l’HORNS, con i due lunghi ai gomiti, entrambi pronti a portare un blocco al portatore. La PG sceglie di giocare il pick and pop col congolese e sfrutta l’attenzione che gli avversari ripongono nei suoi confronti per trovare Ibaka libero.
Dove però va ricercato il miglioramento delle ultime partite, è, come detto, nel nuovo sistema offensivo di Brooks, caratterizzato da movimenti senza palla più frequenti e riconducibili alla Flex Offense e alla Motion Offense di matrice Spursiana. Non è un caso se nel mese di febbraio i punti prodotti sono saliti fino a 111.8 PPG.




Dove però va ricercato il miglioramento delle ultime partite, è, come detto, nel nuovo sistema offensivo di Brooks, caratterizzato da movimenti senza palla più frequenti e riconducibili alla Flex Offense e alla Motion Offense di matrice Spursiana. Non è un caso se nel mese di febbraio i punti prodotti sono saliti fino a 111.8 PPG.





In questa sequenza vediamo un esempio di come i Thunder eseguano la Flex Offense. Jackson passa la palla a Perkins che ribalta l’azione sul lato debole per Morrow. Nel frattempo Waiters riceve un blocco orizzontale da Collison, il quale ne riceve uno verticale da Perkins. Collison esegue un hand-off con blocco per Jackson, che ha una corsia di penetrazione centrale e un layup facile.
Ecco un esempio di Motion weak contro una difesa a zona come quella dei Cavs. Westbrook passa la palla a Jackson e taglia sul lato debole (weak side), mentre Roberson prende il posto del n. 0 sul lato forte. Westbrook riceve da Adams e gioca un pick and roll con il centro australiano. Love è in ritardo e la PG penetra e mette il layup.
Situazione di attacco per i Thunder in cui assistiamo a tre diversi tipi di Set. I due lunghi si posizionano ai gomiti (HORNS) e Collison riceve un passaggio. Jackson taglia sul lato forte (Motion strong) per portare un blocco a Durant. In realtà è lo stesso Jackson ad uscire dal blocco di Perkins (Screen the screener). La difesa è sorpresa e due Grizzlies escono sul playmaker. Di conseguenza c’è superiorità numerica sotto canestro per Perkins e Durant, il quale riceve da Collison e mette a segno il layup.
Per quanto riguarda gli innesti apportati alla squadra a stagione in corso, al GM Sam Presti va dato il merito di aver colmato alcune lacune e migliorato i punti di forza già esistenti. Singler è un ottimo tiratore e può ricoprire un ruolo fondamentale nel mantenere le corrette spaziature, D.J. Augustin può essere devastante con i suoi “penetra e scarica”, vista la bench unit ricca di tiratori, mentre Kanter può offrire ai Thunder una soluzione offensiva spalle a canestro, tanto desiderata negli anni passati, poiché né Ibaka, né Perkins, né Adams offrono grandi sicurezze in post.
Azione d’attacco in cui sono all’opera tutti i tre nuovi arrivi in casa OKC. Augustin riceve un doppio blocco da Ibaka e Kanter, mentre sul lato debole Westbrook esce dal blocco di Singler. La SF ex Detroit porta un blocco anche a Kanter, il quale riceve in ottima posizione e mette il gancio spalle a canestro.
Passiamo ora alla fase difensiva, la quale rimane una sicurezza per gli ex Sonics. Non ingannino i 99.1 punti subiti a partita, perché la percentuale concessa agli avversari è del 42,8%, secondo miglior risultato nella lega. Il sistema difensivo di Brooks si basa molto sulle letture individuali e su rotazioni e aiuti dal lato debole molto frequenti. In particolare sul pick and roll, i lunghi di OKC sono soliti uscire sul portatore per consentire al bloccato di recuperare, mentre anche gli altri non coinvolti direttamente nel pick and roll aiutano sul lato debole.
Situazione d’attacco per i Suns, con un pick and roll giocato tra Knight e Morris. Ibaka raddoppia su Knight per consentire a Roberson di recuperare e far perdere un tempo di gioco all’ex Bucks, ma subito ritorna su Morris. Nel frattempo Waiters aiuta e i Suns non riescono a mantenere il vantaggio. L’azione prosegue e Tucker e Morris giocano un altro pick and roll. Anche questa volta Ibaka esce sul portatore ma subito recupera su Morris. Il risultato è un isolamento in post e un tiro contestato.
Ovviamente questo sistema non è esente da difetti, anzi sotto la gestione Brooks è stata spesso anche causa di mali (citofonare Perkins). Infatti basta un aiuto portato con troppo vigore o un recupero effettuato con un cattivo tempismo per mandare in tilt l’intera difesa e concedere agli avversari un tiro aperto.









Azione simile a quella precedente con un pick and roll tra Bledsoe e Morris. Questa volta l’ala dei Suns si allarga e Kanter, uscito sul portatore, è in ritardo nel recupero. Si crea una situazione di 2 vs 1 a favore della squadra dell’Arizona e Morris mette il long-two.
In conclusione, il talento non è mai mancato a questi Thunder, ma il titolo è sempre sfuggito, proprio quando sembrava a portata di mano. Questa stagione, in cui erano dati per spacciati già a novembre, potrebbe essere l’anno buono, grazie al nuovo sistema offensivo di Brooks. KD potrà finalmente alzare il titolo di MVP delle Finals? Ovviamente, Russ permettendo.





























