https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=G9bi6SeEnEM
Knicks
Di recente i New York Knicks hanno dichiarato di non essere disposti a trattare il loro centro, nonchè l’unico vero fulcro difensivo della squadra, Tyson Chandler.
La stagione della franchigia della Grande Mela, però, non sta andando affatto bene e anche se nelle ultime settimane hanno messo a segno 5 vittorie consecutive, mietendo anche vittime di lusso come Heat e Spurs, di recente sono ripiombati nell’oblio perdendo 3 gare in fila.
Di certo non saranno queste 3 gare a far cambiare idea ai Knicks ma davvero per loro sarebbe utile trattenere Chandler?
Forse si, per almeno un altro anno e per tentare, con Tyson in roster, di ri-segnare Anthony, visto che in estate sarà un free-agent. Probabilmente questo potrebbe essere il piano principale dei Knicks.
O forse no? Il dilemma di tenere in roster Chandler si potrebbe presentare nel 2015, quando l’attuale centro di NY avrà 33 anni e ci saranno dei nomi importanti dalla free agency, come Rondo, Parker, Marc Gasol e Roy Hibbert. Inoltre con un probabile contratto stellare di Anthony, i Knicks potrebbero non essere più finanziariamenti adeguati a mantenere pure quello di Chandler. A questo punto sorge anche un’altra complicazione: chi sarà disposto a prendersi un centro di quell’età, con quel contratto, con un passato di infortunii e con evidenti limiti offensivi?
Che fare dunque? Tenerlo ancora in roster e attuare il piano sopra scritto o tentare di monetizzare ora che avrebbe mercato, magari spedendo via Chandler insieme ai contrattoni di JR Smith e Bargnani?
Chandler o non Chandler? Questo è il problema.
Giuseppe Frisina
per Dunk NBA
Altro infortunio per Amar’e Stoudemire. I New York Knicks hanno annunciato che il centro ha subito una distorsione alla caviglia sinistra.
Si presume che il giocatore dovrà restare fuori dal campo per diverso tempo.
Da quando è a New York Stoudemire ha subito diversi infortuni che lo hanno allontanato dal campo e limitato fortemente il suo minutaggio. In questa stagione, infatti, ha una media di 19.6 minuti a partita, ovvero il suo più basso minutaggio della sua carriera (senza contare la stagione 2005-06 in cui ha giocato solo tre partite).
Vincenzo Dragotto
http://nbarumorsitaly.wordpress.com/
New York Knicks: si fermano a 7 le vittorie consecutive al Madison Square Garden
Scritto da Marco Tarantino

C’era molto ottimismo attorno ai Knicks: dopo aver ottenuto 7 vittorie in casa, traspariva dalle parole e dai volti dei giocatori e dell’head coach di NY un grande slancio di ottimismo.
“If we can win all eight, it would be fantastic” era stata la dichiarazione pre-gara di Woodson che sognava di raggiungere il miglior risultato di vittorie casalinghe consecutive, dal 1986 con i Knicks.
Ma il record si è infranto contro i Clippers: 109-95 il risultato finale, con grande protagonista Griffin, da 32 punti, che stravince il confronto diretto con Melo (si è parlato più volte di una trade tra i due sull’asse Los Angeles-New York).
Per Anthony infatti gara da incubo con 4/23 dal campo, 2/7 da tre punti e 16 punti dei 26 complessivi arrivati dalla lunetta (risultato di squadra 34.9% di tiri dal campo realizzati, 29/83 complessivamente).
Doc Rivers ha un motivo in più per tenersi stretto Griffin, in attesa del grande ritorno di Chris Paul!
Al Madison Square Garden di New York i Knicks affrontano i Los Angeles Clippers. Nel primo quarto i padroni di casa riescono a chiudere sul 23-27 senza particolari problemi. Il secondo periodo, invece, termina con lo stesso parziale, ma a parti invertite. Si va dunque al riposo sul 50-50, dopo un primo tempo divertente. Tornati sul parquet, però, i Knicks sembrano non avere la stessa brillantezza che hanno avuto nel primo tempo ed i Clippers ringraziano portandosi sul 76-67. Nell’ultimo periodo, nonostante New York si sia svegliata, gli ospiti sono devastanti sotto canestro, specialmente con Blake Griffin e Crawford e la partita termina 109-95. Altro stop, dunque, per i Knicks. Per i Clippers grande prova di Blake Griffin, che mette a referto 32 punti. Buona anche la prova di Jamal Crawford, che parte dalla panchina e segna 29 punti. Solita doppia doppia per DeAndre Jordan, autore di 11 punti e 16 rimbalzi. Per i Knicks buone prove di Carmelo Anthony, in doppia doppia con 26 punti e ben 20 rimbalzi, e J.R. Smith, che parte dalla panchina e segna 24 punti.

All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs, vittoriosi nelle ultime uscite, affrontano i Portland Trail Blazers. Nel primo periodo la partita è più che equilibrata ed il risultato finale non può che essere di parità: 27-27. Nel secondo periodo i Trail Blazers riescono a prendere un buon vantaggio e portano il risultato a proprio favore, chiudendo il primo tempo sul 54-49. Al rientro sul parquet gli Spurs riescono a raggiungere e superare, seppur di musura, Portland, grazie al layup sulla sirena di Manu Ginobili, sul 77-78. Nell’ultimo periodo, però, San Antonio sembra accusare la stanchezza accumolata nelle ultime uscite e Portland non si lascia scappare l’occasione di controsorpassare, ed allungare, sui padroni di casa per il 109-100 finale. Per i Trail Blazers buone prove di LaMarcus Aldridge, in doppia doppia con 13 rimbalzi e 26 punti, e Wesley Matthews, che mette a referto 24 punti. Per gli Spurs ottima prova di Manu Ginobili, autore di 29 punti.
Al Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis, Indiana, i Pacers ospitano i Knicks. Nel primo quarto parte bene New York, che riesce a tenere a debita distanza Indiana fino agli ultimi 2 minuti del periodo, momento in cui i Pacers iniziano a fare sul serio e riescono a sorpassare i Knicks a 4 secondi dalla fine, salvo poi farsi riprendere sul 31-30 dalla tripla di Anthony. Nel secondo periodo i Knicks riescono a tenere il passo dei padroni di casa per circa metà tempo, salvo poi cedere il passo ad Indiana, che riesce a prendere il largo e chiudere il primo tempo sul 48-63. Al rientro in campo, però, New York riesce soltanto a non far allungare ulteriormente i Pacers, che,però, riescono a mettere altri 4 punti tra sé ed i Knicks. 69-87 il risultato con il quale si va all’ultimo quarto. Nell’ultimo periodo i Knicks gettano definitivamente la spugna ed i Pacers ringraziano andando a chiudere sull’89-117.
Per Indiana grandi prove di Stephenson, autore di 28 punti, e Paul George, che ha segnato 25 punti.
Per i New York buona porva di Carmelo Anthony, che ha firmato 28 punti.
Alla Time Warner Cable Arena di Charlotte i Bobcats affrontano i Knicks, reduci da un buon momento. Nel primo periodo la partita è equilibrata ma, dopo aver giocato praticamente tutto il quarto sul filo del punto, a spuntarla sono i Bobcats, che chiudono sul 24-27. Anche il secondo quarto prosegue sulla falsa riga del prima, con Charlotte che, però, riesce ad allungare nel finale, chiudendo il primo tempo sul risultato di 46-55. Al rientro sul parquet New York cerca di rimettersi in gioca, ma i Bobcats controllano discretamene la partita, ma sono costretti a farsi rimontare 4 punti dai Knicks per il 73-78 con il quale termina il quarto. Nel quarto quarto Charlotte riesce ad allungare sui Knicks, che hanno giocato contro i Bobcats e la stanchezza per tutto il periodo, chiudendeo la partita sul 98-108.
Per i Bobcats buona partita e, soprattutto, ottima prestazione di Al Jefferson, autore di 35 punti. Buone anche le prove di Walker, 25 punti, e Henderson, 17 punti.

Per i Knicks 20 punti segnati da Anthony, e 17 punti, dalla panchina, di Amar’e Stoudemire.
NBA results: Pacers indomabili ad Indianapolis , Z.Randolph ferma KD, stop per i Knicks, passano i Cavs a LA
Scritto da Marco Tarantino
Gli Indiana Pacers raggiungono gli Spurs a quota 30 vittorie, con la diciannovesima grande perla tra le mura domestiche: una sola caduta stagionale per gli uomini di Vogel, il miglior allenatore ad Est, fresco fresco di nomina agli All Stars Game.
George le mette tutte (o quasi) e chiude a 31 punti con il solo West a seguire (da lontano) la sua scia con 16 punti e 8 rimbalzi. Dall’altro lato gli risponde DeMarcus Cousins, anche lui a quota 31, con 13 rimbalzi, (12/21 dal campo e 7/7 dalla lunetta), male Rudy Gay che si ferma invece al minimo sindacale: 12 punti per l’ex Toronto con soli 6 canestri messi dei 15 provati. Finisce 92-116.
Jefferson ferma invece la corsa dei NY Knicks a Charlotte: i Bobcats si impongono con un Jefferson da 35 punti e 8 rimbalzi e Walker da 25, 7 rimbalzi e 5 assist. Per New York Melo si ferma a 20, mentre Bargnani in campo solo 20 minuti chiude sotto la doppia cifra, con 1 solo rimbalzo.
98-108 il risultato finale.
A Memphis i Grizzlies tirano di nuovo su la china: la terza vittoria consecutiva arriva contro i Thunder di KD per 87-90, nel giorno del ritorno di Marc Gasol. Oklahoma City deve fare sempre a meno del suo play titolare, Westbrook e Kevin Durant, che fa 37 punti, non riesce a sopperire totalmente alla sua assenza, con soli 4 assist; nei padroni di casa Z.Randolph fa come vuole con 23 punti, 13 rimbalzi e 4 assist per i compagni, ma bene anche Marc con 12 punti in 24 minuti sul campo e Lee con 24. La gara è molto combattuta e si decide nel finale con i Thunder che subiscono la settima sconfitta stagionale e i Grizzlies che cominciano a fiutare la scia dei Suns.
L’ultima gara della notte vede in scena i Los Angeles Lakers (inutile ribadire le assenze, si fa prima a dire chi era effettivamente disponibile), e i Cavaliers di Loul Deng: passano di misura i Cavs con il risultato finale di 120-118, grazie ai 27 punti dell’ex di Chicago, i 18 di Varejao e i 17 di Waiter. Black Mamba assiste invece all’ennesima sconfitta stagionale, la ventiquattresima (sono solo 14 le vittorie), la quinta consecutiva sintomo di una annata davvero di transizione; dall’altro lato i Cavaliers raggiungono invece la 14esima vittoria (con 24 sconfitte) e restano in scia per i PO: strano caso di una Eastern Conference mai stata così poco competitiva.
I Knicks per la sesta vittoria di fila, Thunder e Pacers nottata abbordabile?
Scritto da Marco Tarantino
Quattro i match in programma nella notte Nba, un italiano in campo, il mago Bargnani con i suoi Knicks, che ritornano in campo dopo la vittoria sofferta contro i Suns. Dopo 10 punti e una buona presenza a rimbalzo, l’avversari di Bargnani e company sono i Charlotte Bobcats. In questo momento, è una sconfitta di troppo ai Bobcats a condannarli fuori dai play-off, ma grazie al basso livello nella eastern conference, per la prima volta nella loro storia, i Bobcats si giocano la post-season, per la felicità di Michael Jordan.
Rimanendo a Est, Indiana ospita i Kings, in piccola crescita, grazie anche a Rudy Gay. Indiana sta segnando dei numeri incredibili, solo 7 le sconfitte in stagione, di cui una sola in casa. Paul George sta esprimendo numeri da All star, quasi 22 punti di media a partita, ma non c’è nessuna vera stella da Mvp che trascina i Pacers, cinque giocatori sopra i 10 punti di media a partita e due Granger, infastidito dai numerosi infortuni e Scola sotto la media ma giocatori di alto spessore.

Volando ad ovest, Oklahoma, sempre senza Westbrook, ma con un Reggie Jackson in più, è ospite dei Grizzlies, a cui non bastano Randolph e Gasol per entrare in lotta per la zona play-off. L’ultimo incontro della serata, vede protagonisti i Lakers allo Staples center, contro i Cavs di Luol Deng. Dopo la sconfitta nel derby stracittadino, i Lakers sono chiamati ad una riscossa con o senza Bryant.
Luca Fedi
Al TD Garden di Boston i Celtics, in evidente difficoltà, affrontano gli Houston Rockets. Nel primo quarto sembra presagire ad una buona prova dei Celtics, visto che i padroni di casa concludono sul 19-27. Ma, già dal secondo periodo, anche stasera è una serata no per Boston. Houston, infatti, conclude il primo tempo con il risultato di 52-43 (33-16 il parziale). Al rientro sul parquet la musica non cambia ed i Rockets portano l’allungo che chiude definitivamente il match, 32-22 il parziale ed altri 10 punti messi tra loro ed i Celtics, per l’84-65 con il quale si chiude il quarto. Nell’ultimo quarto Houston allenta un po’ la presa ed i Celtics possono rendere meno duro il passivo, chiudendo con un 104-92. Per i Rockets grande prova di Howard, autore di 32 punti e 11 rimbalzi. Nei Certics buona prova di Bradley, autore di 24 punti.

Al Madison Square Garden di New York i Knicks affontano i Phoenix Suns. Nel primo quarto i Knicks riescono ad ottenere un discreto vantaggio e chiudono sul 21-28. Anche nel secondo periodo i padroni di casa riescono a limitare gli attacchi di Phoenix, mettendo anche altri due punti di distacco per il 43-52 con cui si chiude il primo tempo. Al rientro in campo gli ospiti iniziano la loro rimonta, mangiando 2 punti nel terzo quarto e recuperando i Knicks ad un secondo dalla fine della partita con i tiri liberi di Leandro Barbosa. Allovertime, però, i Knicks sono più lucidi ed i suns non riescono a tenere il passo di Anthony e compagni. Phoenix-New York 96-98. Per New York ottima prova di Anthony, autore di 29 punti e 16 rimbalzi. Per Phoenix impressiona Dragic, autore di 28 punti.
Al Wells Fargo Center di Philadelphia i Seventysixers affrontano i Knicks, che sembrano aver trovato il giusto equilibrio. Nel primo quarto i padroni di casa cercano di mettere pressione agli ospiti e gli rifilano un parziale di 20-28 con il quale si chiude il primo periodo. Nel secondo quarto, invece, i Knicks raggiungono e sorpassano i padroni di casa con un perentorio 32-12, che manda le squadre al riposo sul risultato di 52-40. Al rientro sul parquet i Knicks riescono a mantenere il comando della gara andando anche ad allungare di ulteriori 2 punti, chiudendo il quarto sul 84-68. L’ultimo periodo vede Philadelphia rimontare su New York, che, però, ha un vantaggio che gli consente di gestire la partita senza tante pressioni. New York Knicks-Philadelphia Seventysixers 102-92. Per i Knicks ottima prova di Amar’e Stoudemire, autore di 21 punti in 22 minuti. Buona anche la prova di Anthony, autore di 18 punti e 9 rimbalzi. Nei Seventysixers buone le prove di Anderson e Hawes, autori di 17 punti a testa.
Al Moda Center di Portland i Trail Blazers affrontano i Celtics, che sono ormai da tempo in grave difficoltà. Nel primo quarto Boston riesce a prendere un piccolo vantaggio di 5 punti, grazie anche agli errori sotto canestro di Portland. Nel secondo quarto Portland riesce a limare lo svantaggio, andando così all’intevallo lungo sul risultato di 60-58. Nella ripresa i Celtics non riescono a tenere il passo dei Trail Blazers, che raggiungono e sorpassano gli ospiti chiudendo il quarto sull’86-90. Nell’ultimo periodo Boston Cede definitivamente e la partita si chiude sul 104-112. Per Portland ottima prova di Aldridge, autore di 21 punti e 13 assist. Per Boston non basta la buona prova di Bradley, autore di 25 punti.











