Ecco il video di Kyle Lowry con tutte le sue giocate contro i Denver Nuggets: sensazionale!
https://www.youtube.com/watch?v=40_Aapo7Biw
Ecco il video di Kyle Lowry con tutte le sue giocate contro i Denver Nuggets: sensazionale!
https://www.youtube.com/watch?v=40_Aapo7Biw
Blame Hofmann, per NBA_Passion.
The Analysis :
Ottava vittoria utile consecutiva per gli uomini di coach Blatt: davanti ad una Quicken Loans Arena gremita, i Cavs rimontano i Raptors in una partita equilibrata, giocata a viso aperto da entrambe le compagini.
Gara tutt’altro che semplice quella affontata da Cleveland: quando mancavano 7 minuti alla fine del terzo quarto i Cavs erano sotto di 14 punti grazie alla tripla di Kyle Lowry(in doppia-doppia da 16 punti, 14 assist, 4 rimbalzi ed una palla rubata). Colpevole di questa situazione è stata sicuramente la leggera difesa dei padroni di casa che non riuscivano ad opporre resistenza ai Raptors (orfani in questa importante trasferta di una pedina fondamentale come DeRozan).
Ci pensa il Prescelto a rimettere in carreggiata i suoi segnando 10 punti nel quarto decisivo, e riacciuffando gli ospiti con una splendida tripla quando mancavano 48 secondi al termine della gara. Una gara sontuosa la sua, da vero ed autentico leader.
Tra i padroni di casa da menzionare le prestazioni di Kyrie Irving(doppia-doppia da 12 punti, 10 assist,1 rimbalzo, 2 palle perse e 1 palla rubata), di Kevin Love(17 pts, 9 rbz, 4 ass con 3 palle perse) e di Dion Waiters, che conferma il suo buon momento di forma mettendo a referto 18 punti(7/10 al tiro), 1 rimbalzo e 2 assist.
Per gli ospiti i migliori marcatori sono 2: Terrence Ross(18 pts,3 rbz, 1 ass e ben 5 palle perse) e Jonas Valanciunas(doppia-doppia da 18 punti e 15 rimbalzi, con 3 palle perse).
In conclusione la differenza è stata fatta dalla difesa di Cleveland: una volta prese le misure, i Cavs sono prepotentemente rientrati in partita, superando gli avversari guidati da James. Per Toronto poca precisione al tiro, soprattutto da Lowry(6/18 al tiro per lui).
The Grades :
Cleveland Cavaliers
il migliore: Lebron James,voto 8: squadra in difficoltà, ospiti a +14, difesa molle… sembra andare tutto storto per i 20.500 della Quicken Loans. Ma il Re non ci sta. Il Re si arrabbia con i suoi, si fa sentire. E da li la difesa inizia a stringersi concedendo assai meno a Toronto. E Lebron? Con 10 punti nell’ultimo quarto segna la strada per i suoi compagni, la strada che conduce alla vittoria. Chiude da MVP-best scorer della serata con 35 punti (12/21 al tiro) conditi da 2 rimbalzi, 4 assist, 2 palle perse, 2 recuperate e 2 stoppate. Piu passa il tempo, piu Cleveland prende forma e coraggio. Giudata dal suo Re. SOVRANO
il peggiore: Shawn Marion, voto5: ancora lui, ancora Marion il peggiore. Questa volta gioca 16 minuti di gioco, con lo zero a far da protagonista nelle sue stats(e nella sua serata) : 0 punti, 0 assist e 1 solo rimbalzo (ma anche 1 palla persa). Non tira mai a canestro e non offre una solidità dietro che tanto servirebbe a Blatt e company.Altra occasione sprecata, Mr Shawn. ABULICO
Toronto Raptors
il migliore: Jonas Valanciunas, voto 7:prestazione convincente del lituano centro dei Raptors. In 37 minuti di gioco cattura ben 15 rimbalzi(10 difensivi-5 offensivi) aggiungendo 18 punti con un concreto 6/7 dal campo. Freddo anche dalla lunetta con 6/6. Unico neo della sua serata le 3 palle perse. E’ una forza della natura, e considerando che è del 1992, puo ancora fare passi da gigante. Anche se gigante lo è gia (211 cm). COLONNA
il peggiore: Kyle Lowry, voto 5.5: ok per i 14 assist. Sono sicuramente tanti. Ma quello che risalta piu agli occhi è la sua serata-no al tiro: 6/18 per lui, con 2/8 dalla lunga distanza. Se queste stats sarebbero state leggermente migliori, sarebbe stata tutt’altra serata per lui e per la sua squadra. E’ sulla strada giusta: un inizio di stagione buono per lui. Forse deve trovare solo quella tranquillità e quella continuità per fare veramente la differenza. Una cosa è sicura: da lui, ci si aspetta il salto di qualità. Individuale e collettivo. SPUNTATO
HIGHLIGHTS :
Lo si era già capito lo scorso anno che i Toronto Raptors erano in crescita esponenziale. Con i playoff 2014 e l’inizio dell’attuale stagione, è arrivata la conferma. Trascinati dalla leadership e dal talento di Kyle Lowry e con la freschezza di DeRozan, rigenerato dall’esperienza con Team USA, anche se il suo infortunio è stato un duro colpo per coach Casey, Raptors sono ora una corazzata della Eastern Conference. Oltre a loro, Terrence Ross, Amir Johnson Grevis Vazquez e Jonas Valaciunas portano sicurezza, esperienza e talento, e dalla panchina l’apporto di Williams è fondamentale. Inoltre, gli oltre 109 punti a sera li proiettano al secondo miglior attacco dell’intera Lega, dietro solo ai Dallas Mavericks (+8.4 punti rispetto alla passata stagione!). Ma non solo: se stoppate e rimbalzi hanno mantenuto l’andamento regolare delle scorse annate, lo stesso non si può dire per palle perse, recuperate e assist.
Un caso? Per niente. Senza sminuire l’eccezionale lavoro dei lunghi canadesi, occorre riservare un elogio particolare per Kyle Lowry, faro dei Raptors e vero leader di questa prima parte di stagione. Cercato in estate dai Miami Heat, come possibile rinforzo per convincere LeBron James a restare in Florida, ha deciso di restare in Canada e proseugire un progetto che da qualche stagione inizia a mettere in luce i propri frutti. Già votato una volta come Giocatore della Settimana, nelle ultime quattro partite non è mai sceso sotto i 25 punti. In stagione viaggia a 20.6 punti (prima annata sopra i 20), 6.8 assist (seconda migliore stagione della carriera) e 1.6 palle perse, gli stessi ritmi dei tempi dei Grizzlies, quando giocava però 7-10 minuti in meno e con un numero decisamente inferiore rispetto alle scorse stagioni. Il vero salto è stato lo scorso anno, con i 21.1 punti di media nelle sette gare di Playoff contro i Nets. E’ leader della squadra per minuti, punti e assist, segno di come sia ormai diventato il vero faro di Toronto.
Aumentando il focus sui numeri, notiamo come l’assenza di DeRozan sia un vero problema per Toronto, che sembra però non risentirne particolarmente. Il 29.5% dei passaggi di Lowry è indirizzato a DeMar, su cui recentemente il numero #7 ha dichiarato: “Senza DeMar non posso passare i tiri che mi spettano: devo fare ciò che è meglio per la squadra”.
Questa notte, per i Raptors sarà grande spettacolo: difronte, infatti, LeBron James e i Cleveland Cavs, in un mini-momento di ripresa. In particolare, per Lowry sfida con Irving, reduce dai 37 del Madison Square Garden. Mettendo a confronto i numeri, notiamo come i numeri sono simili, tranne che nella categoria assist. In sistema di gioco fatto di diversi violini di primo piano come quello dei Cavs, la palla in mano a Irving resta meno tempo che del suo avversario. Chi è meglio? Lo si decide all’1.30 all’Air Canada Center.
https://www.youtube.com/watch?v=cQQZTNAkmq4
Se i Raptors attualmente occupano la seconda posizione nella classifica della Eastern Conference è in gran parte per merito suo. E in quel di Toronto, viste le sue prime uscite, sognano in grande: Kyle Lowry è senza dubbio il leader della franchigia di una franchigia quantomai in rampa di lancio. Dopo una offseason trascorsa all’ombra dei Chicago Bulls e Cleveland Cavaliers per le note vicende di mercato, il play di Philadelphia ha voluto passare ai fatti prendendo le redini della squadra. In queste prime 9 partite (7 vinte e due perse), il classe 1986 ha messo a referto numeri di tutto rispetto: 18,2 punti, 5 rimbalzi e 6 assist di media, senza contare i 35 punti messi a segno contro i Boston Celtics e la tripla doppia portata a casa contro i Washington Wizards (13 punti, 11 rimbalzi e 10 assist). E dire che ci era andato vicino anche nello scontro al vertice perso per 93-100 con i Bulls di Derrick Rose. Insomma, Kyle Lowry può rappresentare l’arma in più di coach Dwane Casey per arrivare in alto, sorprendendo tutti.
LA SCHEDA
GENERALITÀ’: Kyle Lowry (Philadelphia, 25 Marzo 1986
RUOLO: Playmaker
SQUADRA: Toronto Raptors
CONTRATTO: Triennale da 36 milioni di dollari complessivi, con player option da 12 milioni valida per la stagione 2017/2018
CARRIERA: Dopo aver frequentato la Cardinal Dougherty High School di Philadelphia, Lowry sceglie il college di Villanova, dove rimane due anni. Nel 2006 si dichiara eleggibile per il Draft NBA, venendo selezionato dai Memphis Grizzlies con la 24esima scelta. Nella trade deadline del 2009 passa agli Houston Rockets in un’operazione che vede coinvolti anche gli Orlando Magic. Rimane in Texas fino al 2012, quando approda ai Toronto Raptors in cambio di Gary Forbes e una prima scelta futura.
CARATTERISTICHE TECNICHE: Abile passatore, col tempo ha affinato le sue doti di realizzazione. Nella stagione precedente infatti ha totalizzato 17,9 punti di media, attualmente il risultato più alto in carriera.
CURIOSITÀ’: Grazie alla tripla doppia offerta nel match del 7 novembre 2014 contro i Washington Wizards (la sua sesta in carriera e la quarta con i Raptors), Lowry è diventato il leader della franchigia in questa specialità, superando Damon Stoudamire, fermo a quota tre.
STATS: 18,2 PPG, 5,0 RPG, 6,0 APG (Aggiornate al 14/11/2014).
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)
Questa Free Agency è stata piena di colpi di scena e magari ce ne saranno ancora. Probabilmente tutti questi colpi di scena hanno tolto attenzione da alcune squadre che hanno fatto offseason molto interessanti. Penso ai Blazers con Blake e Kaman, penso ai Wizards con Pierce e, magari anche a Miami, con i vari Granger, Deng, McRoberts, Napier e le rifirme. Una delle squadre che mi ha impressionato i più oltre alle solite note è Toronto. I Raptors hanno fatto la prima mossa del mercato di quest’anno. Kyle Lowry, uscito dal contratto ha rifirmato a 48 milioni di dollari in 4 anni. Detto cosi sembra un azione molto semplice in realtà la dirigenza ha dovuto convincere il giocatore, con i soldi ma soprattutto, con il progetto per diventare una franchigia vincente. Sembra che ci siano riusciti. Il risultato è il punto fisso di un ottimo Playmaker come Lowry, in continuo miglioramento, per 4 anni, attorno al quale costruire una franchigia contender. Dal draft, invece, è arrivato Bruno Caboclo. Inaspettatissimo alla sedicesima scelta. Veramente uno dei classici giocatori Boost or Bust sul quale Toronto ha deciso di puntare. Nel caso si rivelasse un Boos sarebbe lo Steal dell’anno. Inoltre le firme di Patterson e Vazquez hanno dato molta solidità alla franchigia. Quindi ottima offseason, ma lontano dai riflettori. Voto: 8 a Toronto.
Per NBAPassion
Giulio Scopacasa
Dopo i migliori centri e le migliori guardie della stagione, mi ritrovo di nuovo qui a provare a stilare i migliori cinque playmakers della Eastern Conference. Leggendo i vostri commenti agli articoli precedenti ci tenevo a precisare una cosa, queste non sono classifiche che tengono conto del valore assoluto del giocatore, o della carriera, ma soltanto del loro andamento durante la stagione 2013/2014. Ovviamente è una mia classifica quindi decisamente opinabile, anzi il dibattito è fondamentale per crescere.
Con l’infortunio di Rajon Rondo e di Derrick Rose, la costa Est ha sicuramente perso due pezzi pregiati che sarebbero sicuramente stati nei primi cinque della classifica, ma purtroppo le pochissime partite giocate dai due non hanno permesso un loro ovvio inserimento nei primi cinque.
Al 5° posto
Deron Williams
Il playmaker dei Brooklyn Nets non ha certo avuto la sua miglior stagione della carriera. Ha giocato soltanto 64 partite per problemi alle solite caviglie che lo hanno limitato anche nel gioco, e sicuramente il nuovo assetto della squadra con i nuovi veterani e la partenza non proprio brillantissima hanno contribuito alla sua stagione travagliata. Ha chiuso la regular season con 14.3 punti, 6.1 assist, 1.5 palle recuperate e un rapporto tra assist e palle perse di 2.74. Il dato che mi ha obbligato a inserirlo almeno al quinto posto (ci sono almeno altri due play con statistiche migliori di lui) è stata la differenza del NetRtg dei Nets con DWill in campo e quello con lui fuori. Si passa, infatti, da un -0.6 senza Deron ad un 5.2 con Williams in campo. E’ senza dubbio il miglior differenziale, e rende bene l’idea di quanto sia importante per i Nets. Ha avuto una media di 77.8 tocchi per partita con un tempo di possesso pari a 6.1 minuti sui 32.2 passati sul parquet. Sui 60.6 passaggi effettuati, 12.7 sono state opportunità di assist e, come già detto, 6.1 lo sono diventati rendendo 15.1 punti. Si è preso 11.2 tiri a partita (che sono il 21.9% dei totali di squadra) che ha realizzato con il 45%. In difesa non è mai stato un “cuor di leone” e i problemi fisici lo hanno limitato ulteriormente ma con lui in attacco Brooklyn la differenza la sente.
Al 4° posto
Kemba Walker
Il playmaker ex UConn ha fatto senza dubbio una grande stagione, grazie a lui e Al Jefferson i Bobcats (ora Hornets) hanno raggiunto la post season dopo anni di lottery. 17.7 punti e 6.1 assist ed un NetRtg che migliora di 3 punti quello di squadra. 15.2 tiri a partita sono stati il 25.8% dei possessi offensivi. Ha avuto una media di 100.3 tocchi per gara e 77.3 passaggi a fronte di soltanto 2.3 palle perse, e questo significa che la qualità delle scelte di passaggio è stata elevata. Le opportunità di assist sono state 12.2 a partita e dai suoi assist Charlotte ne ha fruttato ben 14 punti. L’Assist Ratio (assist per 100 possessi) è stato di 23.4 ed il rapporto tra assist e palle perse di 2.64. E’ andato in lunetta per 4.6 volte a gara convertendo i liberi con l’83.7%. Dal campo ha tirato con il 39.3% e nei 4.5 tentativi dalla lunga distanza ha avuto il 33.3% di realizzazione.
Al 3° posto
Kyrie Irving
Qui so già che solleverò qualche polemica. Kyrie è stato il miglior realizzatore tra i play ad est con 20.8 punti per partita con il 43% dal campo. I 17.4 tiri di media sono il 28% dei tiri dei Cavs e lo rendono il principale terminale offensivo di squadra. Ma…..si c’è un ma….ha effettuato soltanto 56.1 passaggi di media su 81.1 tocchi e le assist opportunity sono soltanto 11.7. Gli assist sono 6.1 e hanno prodotto 13.9 punti. E’ vero che dobbiamo anche valutare i compagni, ma sicuramente per il tempo che passa con la palla tra le mani, ovvero 6.2 minuti, a mio parere quest’anno ha cercato troppo poco i compagni, in più il suo NetRtg è peggiore di quello di squadra, da -3.5 a -5.1. Vedremo se nella prossima stagione riuscirà a coinvolgere meglio la prima sceta assoluta Wiggins.
Al 2° posto
Kyle Lowry
Come per Kemba Walker, i risultati di squadra per me contano, e Lowry è stato il playmaker della terza forza della Eastern Conference. 17.9 punti di media con 13.7 tiri tentati che ha realizzato con il 42.3%, di questi 6.3 li ha presi da tre punti segnandoli con il 38%. E’ andato in lunetta più volte di tutti tra i playmakers ad est, con 4.9 tentativi e l’81,3%. Nelle sue statistiche compaiono anche 4.7 rimbalzi per gara. Nei 36.2 minuti passati in campo ha una meda di 90 tocchi ed un totale di 6.8 minuti di possesso in cui effettua 68.2 passaggi con appena 2.5 palle perse. Le palle recuperate sono invece 1.5. Si crea 14.2 opportunità di assist che diventano tali per 7.4 volte producendo 17.2 punti per i suoi Raptors. Il rapporto tra assist e palle perse è un pauroso 3.02. La grande stagione dei Toronto Raptors passa anche dalle sue mani oltre che da DeRozan!
Al 1° posto
John Wall
Nella classifica dei migliori assist man della Lega è arrivato secondo dietro soltanto a Chris Paul, e di conseguenza è il miglior uomo assist delle Eastern Conference. Ma non è al primo posto della mia personalissima e opinabilissima classifica soltanto per questo. I suoi punti di media sono 19.3 con il 43.3% dal campo, il 35.1% dalla lunga distanza e l’80.5% dalla lunetta su 4.8 tentativi. Migliora di ben 2 punti il NetRtg di squadra nei 36.3 minuti di media. Le palle perse sono 3.6, un pochino tante, ma se consideriamo i 95 tocchi per partita e 70.1 passaggi, la percentuale un po’ si attenua. I minuti di reale possesso palla sono 7.8 dove però si crea 17.2 possibilità di assist. 8.8 diventano assist reali e producono 21.3 punti. Se sommati ai suoi punti, per le mani di Wall passano più di 40 punti a partita, che sono veramente parecchio fatturato per una squadra! In più ci sono 1.8 palloni recuperati ed una gran leadership in campo, per me assolutamente il miglior playmaker della costa est.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo (@albicoach)
Gara che prometteva spettacolo quella giocata stanotte @ Quicken Loans Arena tra Toronto e Cleveland: cosi è stato.
I padroni di casa partono subito forte chiudendo il primo tempo avanti di 14 punti grazie all’ottima prova del best-scorer della serata : Dion Waiters (24 pts, 3 rbz, 7 ass) coadiuvato da Luol Deng (19 pts, 6 rbz, 7 ass)
Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare e i Cavs raggiungono il massimo vantaggio di 21 punti (74-53) con 8 minuti da giocare nel terzo quarto.
Da qui comincia la rimonta degli ospiti con 7 punti a testa per Kyle Lowry (doppia-doppia con 22 pts, 5 rbz, 10 ass), e per Greivis Vasquez ( 16 pts, 4 rbz, 4 ass) che permettono a Toronto di passare addirittura in vantaggio (95-94) nell’ultimo quarto.
Sono i canestri di Deng e di Jarrett Jack (12 pts, 5 rbz, 5 ass) a dare ai Cavs la spinta decisiva per arrivare alla vittoria mentre Vasquez brucia rovinosamente l’ultimo possesso per vincere la partita scivolando : mancavano solo 7 secondi al termine e Anderson Varejao (11 pts, 8rbz, 2 ass) sbaglia clamorosamente una rimessa consegnando la palla a Toronto sul 102-100 per i padroni di casa.
i Raptors affidano la palla decisiva a Vasquez che, scivolando, mette la parola fine alla gara.
Per Toronto in doppia cifra vanno anche Terrence Ross (16 pts, 2 rbz, 1 ass), Amir Johnson (12 pts, 9 rbz, 2 ass) e DeMar DeRozan (12 pts, 3 rbz, 8 ass) .
Per i Cavs da segnalare l’ottima doppia-doppia per Tristan Thompson (15 pts, 13 rbz), mentre Spencer Hawes chiude con 11 punti, 7 rimbalzi e 1 assist.
Seconda vittoria consecutiva e convincente per i ragazzi di coach Brown (giunto alla vittoria numero 300 sulla panchina dei Cavs) nonostante l’assenza forzata della loro stella Irving, ancora fuori per problemi al bicipite.
Non erano della gara anche Anthony Bennett, Sergey Karasev (tendinite ginocchio destro) e CJ Miles, ancora alle prese con una distorsione alla caviglia sinistra.
Per Toronto assenti Patrick Patterson e Dwight Buycks.
UP Next for the Raptors : stanotte @Boston
UP Next for the Cavs : stanotte @Detroit
VIDEO :
http://www.youtube.com/watch?v=3YCTHMUKTzM
Una notte NBA abbastanza fuori dall’ordinario con vittorie a sorpresa, come quella dei Sixers a Denver contro i Nuggets, o quella dei Raptors, che puntano direttamente i PO dopo essersi liberati di Rudy Gay: la serata storta di George, che chiude con 12 punti, è anche merito dei Raptors che portano a casa la vittoria per 95-82, grazie ai 26 punti di DeMar DeRozan e i 14 assist di Kyle Lowry conditi anche da 13 punti; a Denver invece ci pensa Evan Turner con 23 punti a trascinare i 76ers per 114-102.
La sfida più interessante è andata in scena a Minneapolis dove i Timberwolves hanno avuto la meglio sui New Orleans Pelicans, nella sfida tra le stelle emergenti Kevin Love e Anthony Davis: a spuntarla è stato Nikola Pekovic che ha messo 22 punti con 7 rimbalzi e 1 stoppata, contro i 21 di Love, che tira con 7-19 dal campo e 1-7 da tre e i soli 13 punti di Davis che ne mette 5-9 e 3-6 dalla lunetta in 33 minuti in cui non lascia il segno. Risultato finale Minnesota 124, Nola 112: i Timberwolves allungano proprio sui Pelicans e provano a puntare ancora l’ottavo posto per i PO.
La prima sfida ha visto invece a Washington arrivare i Mavericks di Monta Ellis, contro i Wizards di John Wall: la gara è finita 87-78 per gli ospiti con 23 punti per Ellis e 13 di Carter, mentre fa malissimo Dirk Nowitzki che mette 3 canestri su 14 da 2 e nessuna tripla delle 4 provate, chiudendo sotto la doppia cifra a punti. Dall’altro lato una prestazione abbastanza anonima dei Wizards con Wall che ne mette 22 ma monopolizza la fase offensiva dei suoi compagni che chiudono in netta difficoltà.
La notte si è chiusa infine con la scontata vittoria dei Clippers per 112-85 a Los Angeles con la doble di Blake Griffin, ormai inarrestabile con 31 punti e 12 rimbalzi; non fa invece più notizia l’ennesima double di CP3 che chiude con 17 punti, 14 assist e 4 rimbalzi; bene anche Dudley con 20 punti e 5 assist.
Ecco tutti i risultati:
Mavericks-Wizards 87-78
Pacers-Raptors 82-95
Pelicans-Timberwolves 112-124
Sixers-Nuggets 114-102
Bobcats-Clippers85-112
Un Andrea Bargnani da 18 punti e 12 rimbalzi non è sufficiente ai Knicks per battere i Raptors di uno scatenato DeMar DeRozan (25 pts, 4 rbz, 2 ass).
Primo tempo a favore dei padroni di casa con un buon Andrea a condurre il gioco assistito da JR Smith (17 pts, 7 rbz, 6ass)

Ripresa dominata da Toronto che allunga nell’ultimo quarto di gara col solito DeRozan coadiuvato da Jonas Valanciunas (16 pts, 18 rbz) e da Kyle Lowry (15 pts, 11 ass).
Altra buona gara per Timothy Hardaway Jr che chiuderà con 15 punti e 1 assist.
UP Next Knicks : Sabato @Toronto
UP Next Raptors : Sabato VS New York
M.M.
Ai Clippers servono i supplementari per piegare i T’wolves, che registrano una prestazione poderosa dell’immenso Kevin Love, capace di segnare 45 punti, raccogliere 19 rimbalzi e fornire 6 assist, accompagnato dal fondamentale apporto di Pekovic e Rubio. Si arriva all’over time sul 106-106, dopo una partita pazzesca, con un Griffin da urlo, messo in ombra dall’uomo di serata Love e dai numeri da leggenda già citati: mai più di 7 o 8 punti di vantaggio tra le due formazioni, con i Clippers sempre un passetto avanti nella prima metà di gara, e poi in equilibrio quasi perfetto nella seconda. Ma in OT la classe di CP3 e la rassicurante presenza di DeAndre Jordan fanno la differenza, accompagnate da qualche imprecisione di troppo tra le mani di Nikola Pekovic. 116-120, quinta vittoria di fila per i Clippers di Doc Rivers.
Minnesota: Love (45 pts, 13/17 da due, 2/6 da fuori, 19 reb), Pekovic (34 pts, 16/28 da due, 14 reb), Martin (16 pts), Barea (12 pts).
Los Angeles: Griffin (32 pts, 11/20, 10 reb), Crawford (22 pts, 5 ast), Paul (19 pts, 13 ast), Collison (18 pts), Dudley (15 pts, 5/7 da due).
Manca concentrazione, in casa Thunder, e il risultato è pesante: prima sconfitta in territorio amico per il team di coach Brooks e abbandono della leadership in Western Conference, a favore di Portland. Si avverte sin da subito che a Oklahoma City, contro Toronto, manca la verve delle ultime partite, si sbagliano tiri senza preoccuparsene, e alla lunga questo porta al secondo peggior rendimento al tiro da inizio season: 36.8% (avevano fatto peggio solo contro i T’wolves il primo novembre, 34.9%). I Raptors, dal canto loro, conquistano l’ennesima vittoria on the road, la settima sugli undici successi raggiunti fin’adesso, e mettono in campo una bella prestazione di squadra sul parquet della Chesapeake Energy Arena. OKC subusce l’allungo Raptors nei minuti finali, KD si trova tra le mani la tripla del -1 a 11 secondi dalla fine, ma la sbaglia, e la vittoria va a Toronto.
Toronto: Lowry (22 pts, 3/10 da due, 3/6 da tre, 9 ast), Johnson (17 pts, 13 reb), DeRozan (17 pts), Salmons (14 pts), Valanciunas (13 pts).
Oklahoma City: Westbrook (27 pts, 7/15 da due, 9 reb, 5 ast), Durant (24 pts, 3/9 da due, 8 reb), Ibaka (9 pts, 6 reb).
Ordinaria amministrazione per i Pacers contro Boston, i +27 di vantaggio finale rendono bene l’idea dell’effettiva sproporzione tra le due franchigie. Boston rimane in partita solo nel primo quarto, poi dilaga Indiana, con un George capace di 18 punti in un solo quarto (il terzo) e un grandioso Lance Stephenson in tripla doppia (12 punti, 10 rimbalzi e 10 assist).
Boston: Bradley (13 pts, 5/13, 6 reb), Green (11 pts, 6 reb), Lee (11 pts), Crawford (9 pts).
Indiana: George (24 pts, 7/10 da due, 2/3 da tre), Hibbert (15 pts, 12 reb), Stephenson (12 pts, 10 ast), Granger (12 pts).
Si tratta della decima sconfitta negli ultimi tredici incontri, per Chicago: il team di coach Thibodeau aveva condotto da subito un gara in risalita, (24-21, 27-20, 22-25 i parziali dei primi tre quarti), con un minimo di -16 dai Raptors all’inizio del terzo quarto, sul 57-41, ma arrivando poi a raggiungere il -4 da Toronto grazie ad una tripla di D.J. Augustin all’inizio del quarto quarto (73-69). Da lì però Toronto sferra il colpo finale: dopo un parziale di 11-2, Chicago cerca di scuotersi con la tripla di Mike Dunleavy a 6:35 dal termine, ma subito dopo arriva l’allungo decisivo dei Raptors con un break di 15-2 che condanna Chicago alla quarta sconfitta in casa, la terza consecutiva. Mancano i punti di Boozer, che si ferma a quota 8 con un terribile 4/18 al tiro, e manca Hinrich coi suoi assist, fuori per infortunio. Chicago si ferma ad un 36% di tiri dal campo, con 15 palle perse e 19 assist. 17 punti per Deng (7/17 da due e 7 rimbalzi), 14 punti per Dunleavy (4/6 da due). Doppia doppia al minimo, infine, per Noah (10 punti, 12 rimbalzi). Toronto trova un buon Valanciunas a canestro, con 15 punti, 6/11 da due e 11 rimbalzi (9 difensivi). Numeri simili per Johnson, 14 punti, 6/11 da due e 8 rimbalzi. Il più proficuo è Kyle Lowry, che mette 2 delle 5 triple di squadra (su 15 tentativi) e fa 16 punti e 6 assist. 15 punti (7/12 da due) e 7 rimbalzi per DeMar DeRozan.
Sono tempi duri per i Knicks ultimi nell’Atlantic division e penultimi ad est. Mike Woodson ha poche idee; Anthony sta iniziando a perdere la calma e quasi sicuramente non rinnoverà il contratto in scadenza nel 2014; Stoudemire continua ad essere un oggetto misterioso.
La proprietà non si sarebbe mai aspettata una partenza così a rilento e proverà in tutti i modi a trovare una soluzione adeguata. L’ultima idea è quella di un possibile scambio con i Raptors per portare nella grande mela Kyle Lowry. Con Felton out per alcune settimane, e con Prigioni e Udrih non ritenuti all’altezza, il Play nato a Philadelphia potrebbe finalmente portare ordine in cabina di regia. Naturalmente non stiamo parlando di Paul o Nash ma la speranza è almeno quella di aiutare la squadra ad abbandonare i bassi fondi della Conference. Lowry (5,70 milioni di dollari di stipendio annui) arriverebbe in cambio di due giocatori selezionabili tra: Hardaway jr , una prima scelta futura o Shumpert (forse un azzardo sacrificare il giovane Iman già inserito in una possibile trade con Denver). In ogni caso ora la palla passa a Toronto che ha da poco scambiato la sua stella Rudy Gay e che ha ricevuto tra le altre anche offerte da Golden State e Brooklyn. Lowry potrebbe essere la mossa giusta per salvare una stagione fino ad ora disastrosa? In molti lo sperano, in pochi ci credono davvero.
S.L.

