Per la seconda volta nelle ultimi due stagioni i Golden State Warriors non riescono a trarre vantaggio da un matchup favorevole con i Lakers e nella scorsa notte sono usciti malamente sconfitti dallo Staples Center, 20 i punti di scarto finale, 117-97 lo score. A “tradire” più di tutti Steve Kerr è stato il suo uomo di punta: Stephen Curry
Vediamo perché. Baby-Faced Assassin stanotte è stato in campo 31 minuti durante i quali ha messo a segno solo 13 punti con una media al tiro disastrosa, 29,4% dal campo (5-17) e un clamoroso 0-10 da 3.
E’ la prima volta dal lontano 11 Novembre 2014 che Curry non mette a segno neanche un canestro da tre punti, allora a “beneficiarne” furono i San Antonio Spurs.
Compresa la post-season il playmaker dei Warriors ha fatto almeno un canestro da tre per 196 partite di fila, un record che a sua volta ne ha generato un altro, quello dei 402 canestri da tre nel 2015-2016.
Adesso la striscia più lunga in corso è quella della point-guard dei Los Angeles Clippers J.J. Redick che realizza almeno un canestro da 3 da 61 partite.
Le parole di Steve Kerr e Stephen Curry dopo Lakers-Warriors
Con la partita di ieri i ragazzi di Luke Walton, il vero valore aggiunto della franchigia, salgono ad uno score di 3-3 0,5% tantissimo rispetto al recente passato e relegano i favoriti per la vittoria finale ad un pessimo 4-2 0,66%, ma il Coach dei Warriors Steve Kerr la prende con grandissima filosofia.
Intervistato da Sport Illustrated alla fine del match ha rilasciato una dichiarazione di una serenità e di consapevolezza disarmante: “Quello di oggi è stata il nostro solito beatdown (colpo a vuoto ndr) annuale allo Staples Center di Los Angeles, ci rifaremo senza problemi alla prossima occasione“.
Un po’ meno filosofico Curry “Mi sarebbe piaciuto finire la mia carriera con almeno un canestro da tre in ogni partita, però adesso inizia una nuova serie e ho tutta la voglia di non interromperla“.


