Per i primi due giorni del training camp dei Los Angeles Lakers in molti si sono accorti come, nei vari schemi offensivi provati, Kobe Bryant partecipasse poco, toccando pochi palloni. L’inversione di marcia si è vista il terzo giorno.

Kobe Bryant al Media Day dei Los Angeles Lakers del 28 Settembre 2015 a El Segundo, California. (Robert Casillas/The Daily Breeze via AP)
Come riportato dal The Orange County Register Bryant è stato molto più coinvolto in attacco, anche quando D’Angelo Russel e Jordan Clarkson avevano spesso la palla in mano.
Lou Williams ha dichiarato: “A me è sembrato Kobe, il solito ragazzo che ho ammirato crescere durante la mia vita, lo stesso campione di sempre.
Il coach Byron Scott ha dichiarato che è naturale che Kobe sia coinvolto gradualmente, e vorrebbe provarlo in più zone del campo, sfruttando sia le sue abilità di guardia sia quelle di ala, e perchè no, di playmaking.
La squadra è stata ancora rivoluzionata, con gli innesti importanti di Louis Williams, Roy Hibbert e Brandon Bass, al NBA Draft 2015 hanno selezionato la seconda scelta assoluta D’Angelo Russel, Anthony Brown e Larry Nance Jr, aggiungendo al proprio roster gli undrafted Robert Upshaw, Michael Frazier II e Jonathan Holmes, il “Rookie” 32enne Marcelo Huertas e il grande ritorno di Metta World Peace.
Kobe, ai suoi ultimi, sperando non ultimo, anni in NBA vuole provare a riportare al successo i suoi giallo-viola, sapendo che la squadra ha un buon potenziale, ma deve trovare la mentalità e la giusta concentrazione. L’anno scorso abbiamo visto come certi atteggiamenti ‘poco professionali’ di Nick Young e altri giocatori abbiano spinto la società a rifare una squadra che ha più un problema psicologico che di gioco.
Ovviamente tutto questo dovrà essere dimostrato sul campo. Vedremo.
Per NBA Passion,
Matteo Pepe




