Momento lettura: parla coach Zen, Phil Jackson nel libro Eleven Rings, l’anima del successo, neanche a dirlo, i due giocatori a cui fa riferimento sono Kobe Bryant e Michael Jordan
“Sin da quando Kobe Bryant era un rookie, la questione se potesse o no diventare “il nuovo Michael Jordan” era stata oggetto di infinite congetture. Ora che il gioco di Kobe era all’apice della maturazione, l’ipotesi non sembrava più tanto insensata: lo stesso Jordan ha dichiarato che Kobe è l’unico che può essere paragonato a lui, e mi trova d’accordo. Entrambi hanno uno spirito competitivo straordinario e sono praticamente insensibili al dolore: alcune delle loro partite migliore Michael e Kobe le hanno giocate in condizioni fisiche disperate – dall’intossicazione alimentare alle ossa rotte -, o con infortuni che avrebbero messo fuori causa per settimane qualsiasi essere umano “normale”. La loro incredibile capacità di risollevarsi aveva reso possibile l’impossibile, e permesso loro di segnare tiri decisivi pur avendo addosso orde di difensori. Detto questo, hanno stili diversi:
Michael gli avversari era più portato a superarli con la forza, di potenza; Kobe invece cerca spesso di farsi largo tra masse di corpi usando la tecnica. Avendoli allenati entrambi, ciò che di loro più mi intriga sono le differenze anzichè i punti i comune. Michael era più forte, aveva spalle più grosse, un fisico muscolarmente più sviluppato, e mani grandi che gli permettevano di controllare meglio il pallone e di fintare quel minimo che bastava per disorientare il difensore. Kobe Braynt ha più flessibilità – da lì il suo soprannome preferito: “Black Mamba”.
Anche l’approccio col proprio corpo è diverso. Il trainer Chip Schaefer, che a lavorato a lungo con entrambi, dice che Kobe Bryant lo tratta come si fa con un auto sportiva messa a punto, Michael invece era meno rigido e si concedeva qualche vizio, come i sigari o i vini pregiati. Tuttavia, Schaefer ancora si stupisce della grazia che Michael mostrava nel muoversi in campo. “Io mi occupo di movimenti atletici da una vita e non ho mai visto nessuno muoversi in quel modo”, dice. “L’unica parola per descriverlo è “meraviglioso”

Jordan Pippen Phil Jackson: Kobe Bryant è l’erede di MJ?
– PHIL JACKSON con HUGH DELAHANTY –
– ELEVEN RINGS L’ANIMA del SUCCESSO –
– LIBRERIA DELLO SPORT –
– THE PENGUIN GROUP –















