I Raptors, dopo la vittoria sui Lakers, concludono la trasferta losangelina con un’altra vittoria allo Staple Center, stavolta sugli abulici Clippers di questo periodo. Sia i californiani che i canadesi, dopo un avvio di stagione lanciato, hanno palesemente stentato nelle ultime settimane sul piano del gioco e dei risultati. Il test di ieri sera ha evidenziato come la squadra di Doc Rivers, sulla carta più quotata degli avversari, sia ben lontana dal superare queste difficoltà.
JJ Redick, fuori per qualche partita a causa di dolori alla schiena, è rientrato nello starting 5, ma nemmeno il suo solito buon apporto realizzativo (17, di cui 11 nel 1° quarto) è bastato a ridare fiducia ai compagni. I padroni di casa sono rimasti a galla fino a metà del primo parziale, riuscendo anche a tenere dietro i Raptors di qualche punto. Poi la partita, in breve tempo, gli è completamente sfuggita di mano: -10 dopo 12 minuti, addirittura -29 all’intervallo lungo (63-34). Un’escalation in cui c’è lo zampino
sia degli uomini di coach Casey, reattivi e combattivi al punto giusto, sia dei remissivi Clippers, con Rivers impegnato nella titanica impresa di trovare un quintetto che potesse mettere un minimo in difficoltà Toronto. E invece i canadesi, alla prima senza Valanciunas (resterà fuori 6 settimane per la frattura alla mano sinistra), non si sono scomposti minimamente nel 1° tempo, e hanno trovato tiri aperti dal perimetro, penetrazioni agevoli, secondi possessi a iosa che hanno contribuito a scavare il solco di metà partita. Numeri fantastici per Demarre Carroll nel primo tempo (21 punti con 8/8, non segnerà più nella ripresa), con Biyombo (6+14) alla prima da titolare in assenza del centro lituano e capace di limitare, per quanto possibile, DeAndre Jordan (comunque alla fine per il 6 dei Clips arriverà la solita doppia doppia da 13 punti e 15 rimbalzi).
Ci sarebbe anche un 2° tempo da raccontare, con i Raptors completamente bloccati in fase offensiva dai continui 1 vs 1 di DeRozan e Lowry (che combinano per un orribile 6/27 totale dal campo), e con i padroni di casa che senza strafare rientrano sul -6 a 5 minuti dalla fine. Il problema è che Chris Paul (13+11 assist) va a intermittenza in attacco, e quando cerca di alzare il tono della difesa per mandare un messaggio ai compagni, non ottiene certo una reazione soddisfacente. Agli ospiti bastano i continui viaggi in lunetta del già citato DeRozan (13/14 dalla linea della carità, 21 punti alla sirena) per mettere in cassaforte il risultato nonostante una ripresa da 28 punti totali. La consueta grinta di Luis Scola (20+8), rapportata all’atteggiamento indisponente di Blake Griffin (appena 9 punti in 28 minuti), è lo specchio della partita: i Raptors, fra mille difficoltà e contraddizioni, ci mettono quantomeno la tenacia e l’aggressività che al momento sono sconosciute in casa Clippers.
Per evitare la quarta sconfitta consecutiva, gli uomini di Doc Rivers dovranno mostrare qualcosa di diverso sull’ostico parquet del Pepsi Center di Denver. I Raptors tornano invece a Toronto e attendono i Cavs di LeBron James con poche certezze sul piano del gioco, ma perlomeno con rinnovata fiducia.




