Anche quest’anno i Portland Trail Blazers ripartiranno dalle sue grandi certezze indissolubili, ossia CJ McCollum e Damian Lillard. La coppia, che forma uno dei backcourt più scoppiettanti della lega, riproverà a centrare l’accesso ai playoff, come ormai avviene da quattro anni consecutivi.
Lillard, come al suo solito, dovrà portarsi la squadra sulle spalle e caricarsi tutto l’orgoglio di Rip City per fare bella figura. Lui è, come Don Draper della serie Mad Men, creativo negli slogan e dotato di leadership. Per trascinare i suoi dovrà vedersela con colossi del calibro di Golden State, OKC, San Antonio e Houston, senza sottovalutare Utah, Denver, Los Angeles (più sponda Clippers che Lakers) e Memphis, tra le altre.
Damian, sulla falsariga di Don, dovrà essere quell’uomo capace di trovare la giusta intuizione al momento giusto, intuizione che potrà essere, nel caso di Damian, una giocata sulla sirena, mentre per Don si tratta solo di trovare le parole giuste.
Entrambi sono sicuramente “il meglio che c’è sulla piazza”, come piace citare ai vari protagonisti della serie tv, con poca modestia ma con tanta sicurezza. Tanta sicurezza può però portare a fare degli errori e a compromettere la propria immagine, come quando Peggy Olson, la sua segretaria, ci prova con lo stesso Don, che però è un uomo risoluto, rigoroso nel dovere e comunque con dei principi, e non si lascia tentare. Però se a dettare certe scelte azzardate della giovane segretaria ci sono le conoscenze dell’ambiente e la poca esperienza in esso, Dame e McCollum di esperienza ne hanno accumulata abbastanza nel corso degli anni e sanno molto bene cosa significa rappresentare la città più popolosa dell’Oregon. Dal punto di vista tecnico, la coppia Lillard-McCollum ha un potenziale offensivo enorme. Tanti punti che potranno aiutare Portland a raggiungere i suoi obiettivi. Il problema principale sarà che quando uno dei due farà una partita sontuosa, l’altro dovrà adattarsi: questo perché, come accaduto in passato, se ad esempio Lillard faceva sfracelli, McCollum non riusciva a raggiungere il livello del compagno, e alternando la loro forza non riusciranno mai a completarsi a vicenda. Altro punto a loro sfavore è la fase difensiva, perché se in una metà campo i due, quando in giornata, danno spettacolo e sono (quasi) incontenibili, nell’altra, al contrario, mostrano i loro deficit che rendono facile la vita agli avversari. Effettivamente, se si segna più dell’avversario si vince, ma è anche vero che devi cercarne di concederne il meno possibile, soprattutto se dietro non si è messi bene. In queste circostanze quando davanti l’attacco non ingrana arriva la sconfitta, quasi sicuramente. Qui coach Terry Stotts dovrà essere bravo ad amalgamare il gioco offensivo con quello difensivo, o almeno migliorare il secondo, al fine di evitare prestazioni efficienti solo da un lato del campo.
A dare una mano ci sarà anche Jusuf Nurkic, centro classe ’94 ex Denver Nuggets. Fin dal suo arrivo lo scorso inverno, aiuterà ad aumentare l’efficace della fase offensiva dei Trail Blazers, aggiungendo verticalità alla manovra. E non solo: Nurkic può fornire verve al gioco in post ed è una manna dal cielo per quanto riguarda i rimbalzi. Come se non bastasse, grazie alle sue mani educate, può fornire assist ai compagni e agevolare la circolazione di palla. Importante anche il ruolo di Al-Farouq Aminu: giocatore duttile, può coprire entrambi gli spot di ala e può dare più soluzioni al suo coach, garantendo un rendimento affidabile in difesa.
Una second unit non proprio attrezzata sarà guidata dall’estro e dall’inventiva di Evan Turner, e vedrà tra i nuovi arrivati anche i rookie Caleb Swanigan e Zach Collins. Avere una panchina ‘corta’ potrebbe pagare dazio nel lungo termine.
Cosa ci aspettiamo da loro? Sicuramente lotteranno per i playoff, un obiettivo abbastanza abbordabile. Il 41-41 dell’anno scorso sarà probabilmente raggiunto e forse anche superato, trovando la giusta intesa tra i giocatori, vecchi o nuovi che siano. Approfittando di una stagione positiva non solo da parte dei suoi soliti noti, ma anche di coloro che agiscono all’ombra, i Trail Blazers potranno senz’altro raggiungere almeno l’ottava posizione. Se non ci sarà la postseason, una posizione nella top 10 dovrebbe essere assicurata. Questo, come sempre, sarà il campo a dircelo, a partire dalla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, Arizona, dove contro i Suns saranno i primi avversari stagionali.



