Per capire a fondo come Coach James Borrego è stato in grado di cambiare così tanto gli Orlando Magic in così poco tempo bisognerebbe conoscere la genesi del suo “basketball background” e come le sue idee di pallacanestro siano state forgiate.
Borrego è stato per anni il video coordinator dei San Antonio Spurs, ed ha passato gran parte del suo tempo, arrivando al lavoro prima dell’alba e uscendo ben dopo il tramonto, nelle stanze buie di “Spursello” a esaminare i video delle partite degli Spurs. Il suo capo era un certo Gregg Popovic, che però non aveva ben idea di chi fosse James Borrego. Infatti il suo soprannome nello staff era JB, e Popovic lo conosceva solamente come JB. Durante le lunghe ore passate ad esaminare video, Borrego ha approfondito la sua conoscenza della pallacanestro e soprattutto ha studiato a fondo aggiustamenti e i loro effetti. In quelle giornate ha capito che la sua strada sarebbe stata, prima o poi, quella di diventare allenatore. Borrego ha raccontato recentemente che i suoi più bei ricordi del periodo passato agli Spurs erano le mattine dopo una sconfitta subita, quando verso le 6 coach Pop apriva la porta della stanza dei video e diceva “Ok, guardiamo la gara!”. JB ricorda che passava almeno un paio d’ore, prima che arrivasse lo staff, insieme a Popovic a fare lunghe conversazioni sulla pallacanestro e ha imparato moltissimo da quei momenti sia dal punto di vista tecnico che della gestione umana del gruppo.
Sarà anche per questi motivi, ma non certo i soli, che James Borrego si è fatto trovare pronto quando, il 5 di febbraio, è stato nominato Head Coach degli Orlando Magic. Il suo impatto sulla squadra è stato pazzesco per risultati e velocità con cui essi sono stati ottenuti. 4-4 è il record da quel 5 febbraio, che sarebbe potuto benissimo essere 6-2 non si fossero buttate alle ortiche partite come Chicago o la recente contro gli Heat. Ma i risultati di JB vanno oltre alle vittorie e sconfitte. Nelle 14 partite precedenti alla sua nomina, i Magic hanno sempre subito più di 100 punti, ma nelle gare sotto la sua gestione non si è mai andati oltre i 98 e solo in un paio di occasioni. Nelle ultime 8 gare, di cui 2 finite in overtime, Orlando è prima nel ranking NBA per punti concessi in area (32,8), seconda per punti concessi in contropiede (10,6), terza per punti concessi (93), e quarta per percentuale concessa (42%). Nella gestione Vaughn in questa stagione, Orlando era ventiquattresima per punti concessi (102,3), ventinovesima per percentuale concessa (47,1%), e venticinquesima per percentuale da tre concessa (36,1%).
Borrego sta creando una mentalità difensiva, quella che è mancata nelle prime 52 partite della stagione. Un esempio, nell’ultima partita contro gli Hawks, i Magic hanno avuto una partenza un po’ lenta difensivamente, Borrego ha usato due timeout nei primi tre minuti, togliendo Frye e inserendo Dedmond e ruotando 11 giocatori nel primo tempo. Il tutto per cercare di dare un equilibrio difensivo alla squadra. E proprio a fine partita, Mike Budenholzer, che è stato insieme a Borrego agli Spurs dal 2003 al 2010, ha speso belle parole sul coach dei Magic, “Ho passato più tempo io con JB che qualsiasi altro nella Lega, tantissime le ore in sala video insieme. JB è una gran persona e un grande amico. Non sono affatto sorpreso dell’impatto che ha avuto sulla squadra”.
Entrando ancora più nel dettaglio con le statistiche avanzate si può osservare l’effettivo miglioramento della difesa dei Magic. Se le statistiche classiche tengono solo conto dei punti subiti senza considerare il numero dei possessi, le avanzate vanno a pareggiare il dato analizzando gli effettivi punti fatti o subiti sui 100 possessi. Da tali statistiche si vede che Orlando ha abbassato di molto il PACE, ovvero il numero di possessi giocati nella partita. Se in stagione teneva una media di 95,73 possessi, sotto la gestione JB si è scesi a 92,64, quindi ritmo basso e più controllato. Ma il dato più impressionante è il miglioramento del DefRtg, cioè i punti subiti per 100 possessi, scesi da 104,9 di media stagionale a 97,2 nelle ultime 8 gare, ben 7,7 punti in meno. In più nelle 6 partite disputate all’Amway Arena i Magic hanno subito soltanto 93,2 punti per 100 possessi. Per dare un’idea, i Warriors che sono la miglior difesa NBA, in stagione subiscono 97,7 punti su 100 possessi. Ora, non voglio assolutamente dire che i Magic sono a quel livello li, ma i segnali sono sicuramente incoraggianti.
Orlando sta facendo scelte difensive ben precise, ovvero chiudere l’area “battezzando” il tiro da tre. Ovviamente è una scelta dalla coperta corta, se trovi tiratori in serata, stile Atlanta Hawks venerdi, ti puniscono, ma almeno è un inizio di idee precise sul da farsi.
Rimangono 22 partite da giocare nella stagione, sarà interessante capire se ci sarà una continua evoluzione e se James Borrego riuscirà a far passare ai giocatori le sue idee di basket. Se sarà così e i risultati daranno ragione a JB potrebbe anche essere che il tanto cercato e chiacchierato allenatore del dopo Jacque Vaughn sia già in casa Magic.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo (@albicoach)

