La NBA sta cercando di tornare a giocare e di finire la stagione. Nelle ultime settimane, la fiducia per il ritorno è cresciuta sempre di più tra giocatori, dirigenti, commisioner e i proprietari, e per quanto riguarda questi ultimi, ha parlato il co-proprietario dei Milwaukee Bucks, Marc Lasry.
“Penso che tra 6-8 settimane si possa tornare a giocare, se tutto va per il verso giusto“. Il miliardario, co-fondatore di Avenue Capital, pensa che le partite si possano giocare in due sedi, suggerendo Las Vegas e Orlando. “Avremo (i proprietari delle franchigie, ndr) una conferenza con i governatori dei vari stati venerdì prossimo e sono sicuro che parleremo di questo argomento. Le squadre dell’ovest potrebbero giocare a Las Vegas e le squadre dell’est potrebbero giocare ad Orlando.”
Il 26 marzo scorso, vari report tra cui quelli di CNBC hanno rivelato che la NBA ha pensato di ospitare le gare a Las Vegas e di spostare l’inizio della stagione 2020\21 a dicembre.
Marc Lasry sulla stagione: “Sarà un successo, e vinceranno i Bucks”
Se la NBA decidesse di finire la stagione, Lasry è fiducioso che i suoi Bucks, la squadra con il miglior record della lega da 53 vittorie e 12 sconfitte, possano vincere il titolo. “Ci saranno probabilmente delle critiche sul fatto di un eventuale campione data la stagione abbreviata. Sarà differente. Sarà senza tifosi, ma sei lo stesso un campione NBA. Sei ancora il campione” Su un eventuale successo TV della stagione “Penso che gli ascolti andrebbero alle stelle. Tutti vorranno vederlo. Sarà diverso? Sì, ma sarà una bella sensazione lo stesso“.
Anche i giocatori NBA parlano della situazione
Anche la star degli Houston Rockets James Harden ha parlato riguardo il possibile ritorno in campo: “Ci sono state molte conversazioni a riguardo tra la lega e la NBPA. Tuttavia, ci sono così tante cose da capire ma, prima si riprende meglio è“.
Sull’argomento, si è soffermato anche il giocatore dei Los Angeles Lakers Jared Dudley: “Basandomi sulle mie conversazioni con i proprietari sul ritorno della NBA, posso dire che nonostante l’aria che si respira nell’ambiente, le squadre potranno lo stesso permettere ai giocatori di lasciare i posti in cui si gioca ma facendo comunque sempre dei test.”


