Giornata di Media Day per la NBA quella di ieri, e arrivano già le prime importanti dichiarazioni. C’era grandissima attesa per le parole di LeBron James dopo l’approdo ai Los Angeles Lakers. I gialloviola hanno piazzato il colpo più importante dell’estate. James, infatti, è reduce dalla sua miglior stagione di sempre. In regular season ha segnato 27,5 punti di media, oltre che realizzato 9,1 assist e raccolto 8,6 rimbalzi. Ai PlayOff i numeri sono ancor più strabilianti: 34 punti di media, 9 assist e 9,1 rimbalzi.
Le parole di James
Obiettivo dei nuovi Lakers sarà arrivare ai PlayOff e poi cercare di andare il più lontano possibile. I fan gialloviola sognano il titolo già quest’anno, ma lo stesso LeBron ha fatto capire che la strada per arrivare a competere con Golden State è lunga. Ecco proprio questo passaggio del Media Day di ieri :
Il percorso per arrivare al livello di Golden State è lungo. Loro devono soltanto ricominciare da dove hanno lasciato, sono insieme già da qualche anno; noi, invece, partiamo da zero. Non possiamo preoccuparci di ciò che fa Golden State.
Ci saranno momenti positivi e negativi. Se riusciamo a lavorare nella maniera migliore e sappiamo sacrificarci l’uno per l’altro e impegnarci al massimo, allora tutto si sistemerà al meglio.
E’ opportuno riportare anche una breve battuta di Lonzo Ball sul Re:
Abbiamo il miglior giocatore della lega. Le aspettative adesso sono molto più alte.
Ricordiamo che i Lakers, oltre a James, hanno aggiunto al proprio roster anche Rondo, McGee, Stephenson e Beasley.





Lo sa bene Blatt, il compito che spetta a lui e il suo staff è ben più arduo di quello che si può pensare. Vincere il titolo, dopo il ritorno di LeBron James in Ohio, non è un obbiettivo ma un dovere quasi. Blatt predica calma, ma allo stesso tempo sa di avere una Ferrari tra le mani: “E’ un enorme vantaggio avere in roster forse il giocatore più forte al mondo, che è anche il tuo primo esempio. Quando arriva ogni giorno in palestra per lavorare, sai che darà sempre il suo massimo impegno e che porterà ad un livello superiore anche i suoi compagni”. A proposito di LeBron James, come già dichiarato il suo ritorno a casa, a Cleveland, è stato come una nuova ondata di emozioni, sentimenti e interrogativi, molto simile alla famosa “Decision” del 2010. Ma oggi è un giorno diverso, LeBron è tornato, vive la situazione in modo diverso: è più maturo, più paziente, più consapevole. Ora sa vincere, ma ciò non toglie che per lui ogni vittoria è come la prima, un po’ come il primo giorno di scuola: “Chiedo a me stesso molto più di ciò che chiunque altro potrebbe chiedermi. Le mie aspettative sono
ancora alte, ma sono più paziente ora rispetto a 4 anni fa. So cosa serve per vincere un titolo. L’ho vinto due volte e perso altrettante. Ho pianto lacrime di gioia ma anche di frustrazione. So tutto questo. So cosa serve”. Parole responsabili, di un uomo pronto a portare Cleveland a vincere il suo primo titolo Nba. In ogni caso ieri era un giorno di festa, e quindi c’è stato anche il tempo di scherzare sulle motivazione del suo ritorno. Mancanza di casa? Malumori a Miami? Niente di tutto questo ci rivela LeBron James. L’ago della bilancia sono stati i figli: “Ho chiesto a loro innanzitutto, ma non gli ho dovuto spiegare nulla, anzi, sono stati loro a spiegarmi tutto. Gli ho chiesto ‘Cosa ne pensate se papà tornasse a giocare a casa?’ e loro mi hanno risposto ‘Casa? Intendi Cleveland?’ ed io ‘Si.’ Loro mi hanno detto ‘Ok, giocherai con Kyrie Irving?’ ed io ho risposto di ‘Si.’ Loro allora mi hanno detto‘Torneremo nella nostra vecchia casa, nella nostra vecchia scuola, con i nostri vecchi amici?’ La mia risposta è stata ‘Si.’ E loro: ‘Ok, puoi farlo!’ Ed è così che è andata”.