In questi giorni, oltre ai playoff, ricominciano i rumors che riguardano contratti, spostamenti di giocatori e non solo. Già, perché molta attenzione è data anche ad allenatori e assistenti a fine contratto, come per esempio per le voci che asseriscono sia possibile un approdo Ettore Messina ai Lakers come head coach, che peraltro lo porrebbe ulteriormente nella storia come primo head coach italiano in NBA. In questi giorni spunta fuori anche il nome di Luke Walton: proprio all’indomani dell’eliminazione degli Houston Rockets per mano, proprio, dei Golden State Warriors, la squadra californiana, secondo Theundefeated.com, avrebbe ottenuto il permesso per avere un colloquio col figlio di Bill Walton, che andrebbe, presumibilmente, a coprire il ruolo di allenatore e a quanto pare non è l’unica squadra ad essere interessata al giovane assistente allenatore. Non c’è da sorprendersi che ci sia quest’interesse attorno a lui: infatti, Walton si è messo in luce come assistant coach ma ancor più come head coach dato che, a causa di problemi di salute di Steve Kerr, ha ricoperto questo ruolo da ottobre 2015 al 22 gennaio 2016, con un record di 39-4, il secondo miglior inizio di stagione nella storia della Lega. Walton ha ancora tempo per decidere che strada intraprendere e le pretendenti non mancano di certo.
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Houston Rockets: Harden in estate tenterà Durant
I Rockets ci proveranno: anche loro saranno alla porta di Kevin Durant in questa estate da “Bella della scuola da invitare al ballo” per il nativo di Washington. Si era sempre parlato molto di Wizards, di Lakers, di una possibile rifirma con i Thunder, ma adesso (e con il nuovo Salary Cap queste aumenteranno ancora) pare che altre squadre stiano tentando il miglior attaccante della lega. Ed una di queste è proprio la squadra del suo vecchio compagno di squadra James Harden.
“I Rockets vogliono diventare una squadra d’èlite, e per fare ciò ti serve tanto talento, No? Stiamo cercando di vincere e cercheremo di sfruttare qualsiasi cosa o situazione che ci permetterà di farlo. Bisogna sempre cercare di migliorare per cercare di arrivare a nuovi traguardi. Questo vale per qualsiasi squadra”
Nel pre-partita della sfida contro i Thunder di ieri sera (vinta tra l’altro dai Rockets per 118 a 110 con una super prestazione proprio del “Barba”, autore di 41 punti ) James Harden si era espresso così. Il nome di Kevin Durant non è stato fatto (anche per evitare le sanzioni derivanti dalla Anti-Tampering Rule), ma il riferimento è più che chiaro. La scelta di KD farà la storia di questa estate (e non solo) di Free Agency: in molti si aspettano una (banale dal punto di vista dell’informazione sportiva) rifirma di un anno con i Thunder, ma qualcuno ancora punta su un contrattone lontano di Oklahoma City. E, in caso di saluto alla franchigia dei Thunder, i Rockets sarebbero una destinazione interessante. Il ritrovarsi con un altro Big della Lega, James Harden, andare in una squadra che ha già dimostrato di potersela giocare con tutte (e che è una Top-10 tra le squadre NBA nel mercato mediatico), e soprattutto quel fascino dell’agevolazione fiscale che da tempo attrae i ricchi in Texas. I Rockets non dovrebbero avere problemi di Salary per non offrire ciò che Durant vuole, anche perchè, molto probabilmente, Dwight Howard uscirà dal suo contratto con la squadra di Houston (23 000 000 di dollari di Player Option) per cercare qualcosa di (ancora) meglio, e gli esperti di mercato NBA pensano che questo qualcosa non proverrà ancora da Houston. L’unico grande contratto che ci sarà a Houston la prossima stagione sarà quindi quello di James Harden (16 800 000 a salire all’anno per altre due stagioni). Le condizioni per una firma di un big come Kevin Durant ci sono quindi tutte, il problema è uno solo, ovvero il quando. Questa estate KD “rischia” di essere pagato “solo” circa 25 000 000 di dollari l’anno, mentre nell’estate del prossimo anno, le sue richieste potrebbero salire a quasi 30 000 000 (per via del nuovo Salary). Probabile che, quindi, Kevin Durant rifirmi per un anno per i Thunder (spostando quindi tutti i discorsi fatti in questo anno all’anno prossimo), ma non è da escludere un one-year contract con la sua prossima squadra, per poi prolungare con un nuovo massimo salariale nell’estate del prossimo anno. Thunder, Wizards, Lakers, Heat, Mavs, Raptors, Warriors ed ora anche i Rockets: definire incerto il futuro di Kevin Durant è un eufemismo. Di sicuro questa nuova papabile destinazione è molto affascinante: riabbracciare un giocatore di talento e con tanta voglia di vincere come James Harden, andare a giocare in una squadra come i Rockets, in una città come Houston, sarebbe di sicuro uno stimolo in più per KD. In questa situazione di sicuro però v’è solo una cosa: che dovremmo aspettare. Aspettare queste ultime partite di stagione, aspettare i play-off, aspettare il draft. Poi ne sapremo di più, poi anche Kevin Durant ne saprà di più. Aspettare, e goderci KD e, forse, Harden con le loro attuali squadre battersi nei play-off, battersi in quelle che saranno memorabili e pazzesche partite
Joe Johnson, 34 anni, guardia/ala piccola dalle eccellenti doti balistiche, che milita nelle fila dei Nets dal 2012, anno in cui la franchigia si è spostata da New Jersey a Brooklyn, ha deciso, secondo Marc Stein di Espn.com, di aprire le negoziazioni per il buyout. Essendo alla fine del pesante contratto da 123.7 milioni di dollari, da una parte i Nets avrebbero interesse a cederlo per liberare spazio salariale in vista anche di una probabile alta assegnazione al Draft NBA, dall’altra Johnson avrebbe la possibilità, in caso di cessione entro il primo Marzo, di giocare la postseason. Al momento sembrerebbero già interessate sette squadre: Atlanta Hawks, Boston Celtics, Houston Rockets, Cleveland Cavaliers, Oklahoma City Thunder, Miami Heat e Toronto Raptors.
Derrick Rose potrebbe finire ai Philadelphia 76ers? Secondo John Smallwood di Philly.com questa teoria non sarebbe poi così impossibile da realizzarsi.
La proposta di Smallwood cavalca le recenti dichiarazioni di Brian Windhorst di Espn, secondo cui “la rottura di Rose con i Bulls è già cominciata”, e la notizia della rottura in corso tra l’ex MVP e la squadra dei Tori ha fatto avvicinare molte franchigie NBA al playmaker. Tra queste potrebbe esserci anche la squadra della città dell’amore fraterno, forte della possibilità di poter offrire in cambio molte scelte al draft per assicurarsi i servigi di Derrick Rose, permettendo, in questo modo, a Chicago di rifondare la squadra attorno alla nuova stella nascente, Jimmy Butler.
L’ex Memphis sarebbe il regista perfetto per una squadra di giovani come è appunto i 76ers, poiché sarebbe abbastanza maturo per svezzare le molte nuove leve cestistiche di Philadelphia, come ad esempio Okafor o Embiid. Mike Norris, di Bleacher Report, fa notare che in squadra arriverà ben presto anche Dario Saric, uno dei giovani più forti del basket europeo, e quindi l’arrivo di DRose, unito ai già citati Okafor ed Embiid, senza dimenticare Noel, renderebbe Philadelphia una delle piazze più attraenti per i free agent del 2016.
Per NBA Passion,
Salvo Dipasquale
Mercato NBA di fine estate: 7 illustri giocatori a rischio cessione
Il training camp è un momento molto particolare per ogni giocatore NBA.
Se sei un rookie, dovrai dimostrare di meritarti il posto; se sei un veterano, si tratterà di provare a tutti che puoi ancora cavartela contro le nuove ed affamate leve; se sei stato invitato al training camp senza un contratto garantito, sarai costretto a combattere per ogni dollaro, nella speranza che i tuoi sforzi non solo non passino inosservati, ma producano un ingente assegno.
Anche gli atleti con un solido accordo finanziario, tuttavia, possono trovarsi in una situazione d’incertezza; d’altronde, il training camp rappresenta l’occasione per ogni membro del roster di guadagnarsi un posto in squadra di rilievo, minuti preziosi sul parquet di tutte le arene d’America, e conseguente possibilità di dare una svolta alla propria carriera. Nel caso in cui un giocatore non dovesse dimostrarsi all’altezza delle aspettative, quindi, il rischio della cessione è sempre in agguato.
Per alcuni, essere stati free agents in estate può considerarsi una grazia divina, dal momento che non potranno essere ceduti fino al 15 dicembre; per tutti gli altri, invece, le strette esigenze di questo business potrebbero renderne inevitabile la dipartita, voluta o meno che sia.
In ogni caso, questi sette giocatori che andremo ad elencare sono i più interessanti e chiacchierati candidati al cambio di casacca, forse addirittura prima che la stagione 2015-16 abbia inizio, alla fine del prossimo mese.
- Ricky Rubio, PG, Minnesota Timberwolves
C’è un grande movimento di giovani in Minnesota, ma Ricky Rubio, un tempo additato come il potenziale salvatore dei Timberwolves, potrebbe non esserne il condottiero. Secondo Ric Bucher di Bleacher Report, gli Wolves sarebbero pronti a disfarsi di Rubio, i cui ricorrenti infortuni e le difficoltà al tiro ne hanno arrestato lo sviluppo.
Come Bradford Doolittle di ESPN.com ha spiegato:
“Con tutto ciò che fa di buono, Rubio non riesce proprio a trovare un modo per rendersi più produttivo al tiro. Non solo è un inconsistente tiratore, ma è anche stato il sesto peggior esecutore della lega nelle ultime tre stagioni di fila. Nella scorsa stagione, Rubio ha tirato con il 31.7%, mostrando evidenti limiti per un giocatore del suo potenziale, che l’hanno annoverato tra i detentori di alcuni dei record peggiori nei vari rating di efficienza offensiva”.
Dunque, perché mai una squadra dovrebbe volere Rubio? Per qualcuno, forse, con un adeguato allenamento e la necessaria dedizione al lavoro, il metodo di tiro potrebbe essere corretto, al punto da fargli superare la soglia del 40% in partita.
Il giocatore compirà soltanto 25 anni a fine ottobre, per cui c’è almeno una ragione per credere che il suo gioco potrà ancora elevarsi; inoltre, con un’estensione di 55 milioni di dollari per i prossimi quattro anni che diventerà effettiva dal prossimo mese, il suo salario è ben sotto controllo per il prossimo futuro, e sarà considerato ancor più ragionevole quando il nuovo contratto televisivo della NBA permetterà al tanto discusso tetto del salary cap di innalzarsi ulteriormente.
Allo stesso tempo, Rubio è ancora uno dei più magnifici passatori nella NBA, la cui visione di gioco l’ha aiutato a diventare anche un parsimonioso difensore, sull’altro lato del campo.
Lo spagnolo, per quanto lo riguarda, crede che i suoi giorni a Minneapolis non siano ancora contati.
“Sono sicuro che la squadra mi voglia, ma sapete bene che, in questa lega, chiunque può essere ceduto”, ha recentemente detto a Jamie Goodwin del Gulf News. “Non ascolto le voci di corridoio, vivo giorno per giorno, e questo è quanto”.
Con Andre Miller pronto a rilevarne il posto e giovani come Zach LaVine e Tyus Jones in attesa di ricevere istruzioni da un leader, l’espressione “giorno per giorno” potrebbe essere la più azzeccata per descrivere una repressa incertezza di Rubio nei riguardi del suo futuro.
- Anthony Bennett, PF, Minnesota Timberwolves
Con già così tanti cuochi nella cucina installata sotto il canestro di Minnesota, potrebbe non esserci spazio per un altro.
In febbraio, la squadra aveva fatto i movimenti di mercato necessari per assicurarsi l’ex volto della franchigia, Kevin Garnett, ed il rookie di Michigan State Adreian Payne; lo scorso giugno, poi, gli Wolves hanno draftato Karl-Anthony Towns, proveniente da Kentucky, alla prima chiamata assoluta; quest’estate, infine, hanno caricato a bordo la stella serba Nemanja Bjelica, andando ad infoltire ulteriormente il reparto dei lunghi.
Con ognuno di questi nuovi arrivi, le speranze per Anthony Bennett di ottenere un adeguato minutaggio a Minneapolis sono diventate sempre più opache. Due anni fa, i Cleveland Cavaliers avevano scioccato il mondo della pallacanestro mondiale, quando hanno fatto del prodotto di UNLV la loro prima scelta al draft. La sua stagione da rookie è stata una delle peggiori che si siano mai registrate: una tossica combinazione di infortuni, condizione scadente e mancanza di un ruolo definito, all’interno di un team terribile.
Ad agosto 2014, i Cavs hanno usato Bennett come moneta di scambio nella trade che ha portato Kevin Love in Ohio. Mentre molti pensavano che il giocatore avrebbe potuto mettere finalmente in mostra le sue capacità, gli stessi problemi dell’anno precedente hanno continuato a tormentarlo: ancora infortuni ed un ruolo indefinito con indosso la casacca della peggior squadra della lega.
A suo favore, c’è da dire che Bennett ha fatto molto per riabilitare la sua immagine, nel corso di quest’estate: è stato la stella più splendente nella conquista della medaglia d’oro ottenuta dal Canada ai Pan Am Games di Toronto, e si è proposto come ingranaggio portante per la sua nazionale al torneo FIBA Americas, tenutosi a Mexico City.
Forse, la svolta produttiva di Bennett potrà stimolare l’interesse di qualche acquirente, che, fino ad ora, non aveva mai considerato l’ipotesi di trattare con Minnesota. A questo punto, ciò che è certo è che Bennett dovrà almeno dare tutto sé stesso al prossimo training camp, se ha intenzione di guadagnarsi un posto di rilievo nell’affollato spogliatoio dei Timberwolves.
- Taj Gibson, PF, Chicago Bulls
I T-Wolves non sono l’unico team del Midwest con un folto numero di giocatori nel pitturato. Ad essere onesti, i Chicago Bulls potrebbero avere problemi gestionali ancora maggiori.
Pau Gasol e Joakim Noah non si sono trovati bene insieme, specialmente in difesa, ma i Bulls sono abbastanza restii a lasciar andare anche uno solo dei due, dal momento che si tratta di All-Stars. A complicare la situazione, Nikola Mirotic si è guadagnato con forza un posto in rotazione durante la sua stagione da rookie, e l’ex giocatore di Arkansas, Bobby Portis, potrebbe fare la stessa cosa nella prossima stagione.
Tutto ciò rende meno che promettente il futuro di Taj Gibson nella Windy City. Il 30enne, nativo di Brooklyn, è diventato quasi un elemento estraneo ai Bulls negli anni più recenti, non certo per colpa sua.
Quando Carlos Boozer è arrivato a Chicago, nel 2010, Gibson (che aveva fatto parte del quintetto titolare in ben 70 partite, nel suo anno da rookie) è stato confinato in panchina. Lo scorso anno, la decisione dei Bulls di tagliare Boozer era sembrata un’occasione per permettere a Gibson di reclamare il suo posto in posizione di ala grande, ma l’arrivo di Gasol ha scongiurato questa possibilità.
Da allora, il nome di Gibson è stato piuttosto ricorrente nelle varie discussioni legate al mercato di Chicago, anche se non se n’è sentito parlare molto quest’estate – e, probabilmente, per qualche altra settimana – a causa di un’operazione alla caviglia sinistra, che lo terrà fuori dall’azione fino ad ottobre.
I Bulls, sotto il nuovo coach Fred Hoiberg, avranno già verosimilmente affinato le strategie di rotazione, quando Gibson tornerà attivo. Se non ci sarà spazio per lui, Chicago non dovrebbe avere problemi a trovargli una nuova casa, dal momento che si tratta di un’ala versatile con un ingaggio inferiore ai 9 milioni di dollari per i prossimi due anni.
- Jamal Crawford, G, Los Angeles Clippers
Sembra ieri che si parlava di Jamal Crawford come dell’elemento più prezioso della panchina dei Los Angeles Clippers, con fiumi d’inchiostro candidamente spesi a tesserne la meritata gloria. Il nativo di Seattle ha fatto registrare 15.8 punti a partita nell’ultima stagione, mentre nessun altro membro delle seconde linee dei Clippers è stato in grado di andare in doppia cifra con comparabile regolarità.
Tuttavia, sembra che, l’anno prossimo, la storia non si ripeterà. Il coach di L.A., Doc Rivers, ha passato l’estate a ristrutturare il livello di talento delle riserve della sua squadra, alla ricerca di prolifici realizzatori e creatori di gioco, assicurandosi le prestazioni di nomi come Lance Stephenson e Josh Smith.
In effetti, la notizia di un’eventuale disponibilità sul mercato di Crawford, è sempre più spesso riportata dai media in termini di “quando”, più che “se”.
Come osserva Gary Washburn, reporter per il Boston Globe: “I Clippers sarebbero disposti a cedere l’ex sesto uomo dell’anno, Jamal Crawford, ma soltanto per la giusta offerta. Le percentuali al tiro di Crawford si sono abbassate nell’ultima stagione, e ha perso una porzione significante di tempo a causa di un infortunio al polpaccio. Comunque, a 35 anni, il giocatore potrebbe ancora dare un buon contribuito ad una squadra che lotta per il titolo. E’ ancora uno dei realizzatori più prolifici della lega”.
Come dichiarato da Washburn, Crawford potrebbe ancora ragionevolmente attirare l’attenzione di squadre di prima fascia, ma i Clippers non faranno alcun regalo, dal momento che non sarebbero spinti dal bisogno di rinforzare il proprio roster in nessuna posizione.
Se nessuno busserà alla porta, quindi Crawford potrebbe anche accomodarsi in panchina, trovandola semplicemente un po’ più gremita rispetto all’anno scorso.
- Mario Chalmers, G, Miami Heat
Se nella tua squadra hai bisogno di una guardia di riserva con le più ammirevoli credenziali (due titoli in curriculum) ed un contratto a buon mercato, potresti avere difficoltà a trovare un candidato migliore di Mario Chalmers.
Un tempo uomo fidato all’imperiale corte di LeBron James con i Miami Heat, Chalmers – come, del resto, i suoi compagni di squadra – ha avuto la vita difficile dopo la partenza del miglior giocatore della NBA: ha passato buona parte della stagione 2015-16 a pendolare tra l’essere un titolare ed un sesto uomo, prima che Goran Dragic segnasse il suo destino.
Il contratto di Dragic potrebbe condizionare il futuro di Chalmers ben più delle superiori abilità cestistiche dello sloveno. Secondo Barry Jackson del Miami Herald e Zach Lowe di Grantland, gli Heat starebbero cercando di alleggerire il monte stipendi, mettendo sul mercato Chris Andersen e lo stesso Chalmers.
Chalmers, tra i due, è probabilmente quello più facile da muovere: a 29 anni, l’ex gioiello di Kansas è quasi otto anni più giovane di Birdman, guadagna di meno, ha meno problemi fisici ed un repertorio atletico più versatile.
Come ha scritto Jackson, gli Heat non avrebbero alcun problema a spedire Chalmers presso un’altra meta, ma si stanno muovendo con molta cautela, considerando la mancanza di una profondità sufficientemente affidabile nell’attuale gruppo.
Comunque, nel caso in cui qualche giovane dovesse emergere ed una squadra si dovesse mostrare interessata, Chalmers potrebbe velocemente dire addio all’unica squadra NBA con la quale ha giocato fino ad ora.
- Markieff Morris, PF, Phoenix Suns
Tra tutti i giocatori di questa lista, Markieff Morris è stato l’unico a parlare pubblicamente della sua cessione – finendo per essere multato dalla lega per averlo fatto.
Secondo il già citato Zach Lowe di Grantland, Morris avrebbe preso la decisione di lasciare Phoenix da quando suo fratello Marcus è stato mandato a Detroit, nel tentativo di creare spazio salariale per tentare l’acquisizione (fallita) di LaMarcus Aldridge. L’anno scorso, i fratelli Morris avevano accettato il taglio di stipendio offerto dai Suns per far scattare l’estensione, con l’auspicio che avrebbero continuato a giocare nella stessa squadra per lungo tempo.
“Sono un uomo”, ha spiegato Marcus Morris a Keith Pompey, del Philadelphia Enquirer. “Posso farcela da solo, giocare da solo. E’ soltanto una questione di rispetto. Dopo tutto ciò che io e mio fratello abbiamo fatto per i Suns, accettando anche meno soldi pur di continuare le nostre carriere lì, credo che l’avermi ceduto senza il mio consenso sia stato scorretto, mi sento molto deluso e arrabbiato”.
I Suns, dal canto loro, non vorrebbero cedere Markieff, secondo quanto riporta Marc Stein di ESPN.com. Con Aldridge a San Antonio, Phoenix ha bisogno più che mai di Morris. L’head coach Jeff Hornacek sembra capire quanto il ragazzo sia importante per la squadra.
“Conosco Markieff”, ha detto Hornacek a Craig Grialou di Arizona Sports. “So che quando verrà qui ed inizierà a giocare, s’impegnerà e vorrà vincere. Può esternare con noi tutta la sua rabbia, può certamente sfogarsi per la delusione, ma sa che arriverà il momento in cui dovrà tornare agli affari e cercare di vincere per la squadra”.
E se Markieff non supererà questo ostacolo? I Suns non dovrebbero avere problemi a trovargli una squadra, visto che è un’ala molto dotata e relativamente giovane (ha appena compiuto 26 anni), ed il suo più che onesto contratto (quadriennale da 32 milioni di dollari) potrebbe essere facilmente rilevato da una franchigia che gli farà tornare finalmente il sorriso.
- Carmelo Anthony, SF, New York Knicks
E’ ancora Zach Lowe di Grantland a menzionare il nome del settimo giocatore della nostra lista, citandolo a proposito di un’eventuale trade che avrebbe come fulcro Markieff Morris, di cui abbiamo parlato prima:
“I Kings e i Knicks potrebbero dare un occhio alle possibilità di uno scambio, nonostante nessuna delle due squadre sia in grado di offrire qualcosa di interessante a Phoenix… a meno che i Knicks non siano pronti a mettere sul piatto Carmelo Anthony”.
Si tratta di qualcosa di molto difficile, ma non impossibile. Comprensibilmente, però, risulta improbabile che una squadra possa voler farsi carico del pesantissimo contratto di Anthony, senza prima avere almeno la garanzia che il suo ginocchio (operato recentemente) stia bene.
I Knicks hanno le loro buone ragioni per pensare alla cessione di Melo con cautela, soprattutto perché perdere il giocatore più produttivo in roster dopo una stagione da 17-65 potrebbe suonare come un suicidio in pubblica piazza. La partenza del giocatore, inoltre, potrebbe dare un definitivo schiaffo al sogno di portare al Madison Square Garden Kevin Durant, che non lascerebbe mai Oklahoma City per una squadra intrappolata nel fango della mediocrità (e, per di più, senza nemmeno trovare uno dei suoi migliori amici).
“So per certo che Carmelo Anthony continuerà ad insistere affinché Kevin Durant vada a giocare con lui ai Knicks”, ha rivelato recentemente Stephen A. Smith di ESPN. “Ho anche saputo che Durant sta seriamente considerando questa opportunità”.
Detto ciò, non c’è alcuna sicurezza che Durant arriverà ai Knicks, nemmeno se Anthony fosse in grado di riportare NY ad un accettabile livello di decenza entro la prossima estate; per questo motivo, se una franchigia dovesse fare alla dirigenza di New York la famigerata “proposta che non può rifiutare”, non sarebbe assurdo pensare che Melo possa vestire una nuova maglia per la prossima stagione, anche se questo significasse un completo reset nelle strategie e nelle ambizioni della sua attuale squadra.
Claudio Spagnuolo
Twitter: @KlausBundy
Tratto da: Josh Martin, “7 Players on the Trade Bubble Ahead of 2015 NBA Training Camp”, Bleacher Report.
Timberwolves, altro colpo d’esperienza: arriva Tyshaun Prince
Nel giovane roster dei T’Wolves arriva un esperto e titolato professionista: stiamo parlando di Tyshaun Prince, che, secondo quanto riportato da Marc Spears di Yahoo!Sports dopo mesi di voci e di possibili accostamenti verso qualsiasi squadra, ha deciso di giocare (minimo salariale da veterano per un anno) a Minneapolis.
Prince ha giocato 10 stagione con i Pistons, vincendo con loro il titolo nel 2004, poi una stagione e due “mezze” a Memphis dal 2013 ad inizio 2015 ed infine negli ultimi sei mesi ha giocato 9 gare per I Boston Celtics ed una ventina a Detroit.
Dal punto vista del mercato questo può essere un buon colpo per due motivi: il primo è che a Minneapolis uno dell’esperienza di Prince serve eccome, soprattutto per dare il necessario riposo a Wiggins (cosa che l’hanno scorso l’ex Kansas non ha trovato); il secondo invece, come scritto su Twitter l’ex Assistant GM dei Brookiln Nets, Bobby Marks, è che i Timberwolves hanno già 15 contratti garantiti, quindi qualcuno da Minneapolis si dovrà muovere.
Per quanto riguarda il futuro rapporto tra Wiggins e Prince, Tyshaun ha già detto la sua, definendo la first pick del 2014 un prospetto dal futuro già scritto (All-Stars Game assicurati). Prince non gioca titolare da un anno ma l’ala ex Pistons può essere ancora molto utile a qualsiasi squadra dell’NBA.
Nella sua ultima stagione Tyshaun Prince ha viaggiato su ottime percentuali: 47,9 %, mai così bene dalla stagione 2010-2011, e con tre squadre diverse. A Minneapolis, forse, hanno trovato il veterano giusto da aggiungere al proprio team.
Per Nba Passion,
Simone Scumaci, @Simo_Spaulding
New York Knicks: forte interesse per Norris Cole
New York e Norris Cole: secondo Sam Amico di Fox Sports, i Knicks sarebbero molto interessati alla guardia che la scorsa stagione ha giocato prima per gli Heat e poi per i Pelicans.
“Norris Cole, attualmente restricted free agent, avrebbe attirato l’interesse di Knicks e Sixers. Ci sarebbero, però, molte probabilità che i Pelicans pareggino qualsiasi offerta“
Così Sam Amico sul suo profilo twitter Amicohoops. Norris Cole inizialmente era seguito da diverse squadre: i Cavaliers lo avevano cercato a gennaio, ma attualmente, nonostante sia ancora da valutare la situazione JR Smith (recentemente si sono inseriti anche i Philadelphia 76ers), non sembrano più voler aggiungere la guardia di Dayton; anche i Detroit Pistons si erano mostrati interessati, ma con la firma di Reggie Jackson tutto sembra tramontato.
I New York Knicks hanno ottenuto, tramite la trade che ha portato ad Atlanta Tim Hardaway Jr, il rookie Jerian Grant: per questo, nonostante non sia insensato aggiungere in roster una guardia titolata in un contesto ricco di giovani come quello di New York, i Knicks, in caso di offerta, non dovrebbero superare di molto la qualifying offer che Norris Cole ha nel contratto con i New Orleans Pelicans (attorno ai 3 milioni di dollari), e questo permetterebbe alla squadra detentrice dei diritti del giocatore di equilibrare l’offerta.
Per NBA Passion,
Simone Scumaci @Simo_Spaulding
Gli Indiana Pacers aggiungono un’altra giovane promessa al loro roster.
Si tratta della guardia Glenn Robinson III, classe 1994, anno in cui suo padre (Glenn Robinson) venne selezionato con la prima scelta assoluta dai Bucks.
Si parla di un contratto di 3 anni, ma le cifre e le varie clausole non sono ancora state rese pubbliche.
Prima di essere selezionato da Minnesota nel Draft 2014 (40^ chiamata) Robinson III ha giocato in NCAA per 2 stagioni con i Michigan Wolverines, l’ultima delle quali conclusa con oltre 13 punti e 4 rimbalzi di media.
Dopo questo ulteriore acquisto è sempre piu chiara l’intenzione dei Pacers di ringiovanire la squadra: difatti tutti i giocatori che hanno salutato Indiana quest’estate sono stati rimpiazzati da dei giovani che, anche se avranno bisogno di tempo per crescere, portano una ventata di freschezza e tanto potenziale pronto ad esplodere.
per NBA Passion,
Morgan Sala
Atlanta Hawks: Pero Antic saluta, va al Fenerbahce
Dopo due anni in NBA, Pero Antic torna a giocare in Europa, precisamente al Fenerbahce. Il macedone ha firmato un biennale, con il terzo anno da player option.
L’anno scorso, l’ormai ex #6 di Atlanta ha chiuso la stagione con 5.7 punti e 3 rimbalzi nei 17.4 minuti di media a partita della stagione regolare. Arrivando al Fenerbahce, Antic, che ha vinto 2 volte l’Eurolega con l’Olympiacos, si aggiunge ad altri due ottimi acquisti: Sloukas, ex compagno di squadra del macedone proprio nella squadra Greca, e Gigi Datome, anche lui reduce dalla NBA.
Bisogna sottolineare anche gli addii di Bjelica, che ha fatto le valige in direzione Minnesota, e di Zisis, due che l’anno scorso avevano portato il Fenerbahce alle final four. Nonostante ciò, coach Obradovic vorrebbe portare il Fenerbahce sul tetto d’Europa e, con una squadra così piena di nuovi talenti, questo sogno non sembra impossibile.
NBA News: Josh Smith resta ai Rockets? Austin Rivers ri-firma coi Clippers
L’offseason bolle come non mai e dopo i botti iniziali dei grandi nomi, tra conferme e clamorosi ripensamenti, ora è il momento per giocatori importanti ma non di prim’ordine di decidere il proprio futuro o per le franchigie di organizzare trades per puntellare i roster in vista della prossima stagione.
Uno dei nomi più caldi è certamente quello di Josh Smith, l’ala ex Atlanta Hawks infatti sarebbe tra i giocatori più forti disponibili, l’attenzione di molte squadre nella lega sarebbe rivolta verso l’ex Pistons che rinato con i Rockets starebbe valutando le varie opzioni con i Los Angeles Clippers alla finestra.
Gli stessi Clippers hanno rinnovato Austin Rivers, figlio di Doc, autore di alcune buone prestazioni, con un biennale di 6.4 milioni, calcolando l’incremento del cap il prossimo anno, davvero un affare.
Dopo aver pareggiato la proposta di Portland per Enes Kanter, quadriennale da 70 milioni, il GM Sam Presti sta cercando di far quadrare i conti per non far ammontare ad una cifra eccessiva le tasse per aver sforato il massimo consentito dal cap, è per questo che si cercano acquirenti per Steve Novak e Perry Jones III.
Ottima aggiunta per i Blazers che acquisiscono da Orlando un giovane ed interessante prospetto quale Moe Harkless in cambio di scelte al secondo giro.
Il tutto è stato riportato da ESPN.
L’NBA non dorme mai, inutile dire di rimanere sempre aggiornati,STAY TUNED.
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino
Cavaliers, vicino il rinnovo di Tristan Thompson
Tristan Thompson sembra molto vicino a trovare un accordo con i Cleveland Cavaliers per il rinnovo del suo contratto. Durante lo scorso autunno il giocatore ha rifiutato un quadriennale da 52 milioni di dollari, convinto del fatto che la squadra avrebbe potuto alzare l’offerta quest’estate. Cleveland ha da poco rinnovato con Kevin Love al massimo salariale, e sta per fare la stessa cosa con Lebron James, e anche per Thompson negli ultimi giorni si sono fatti notevoli passi in avanti.
Nella stagione appena conclusa Thompson ha viaggiato a 8.5 punti e 8 rimbalzi di media con una percentuale realizzativa del 54,7%, la migliore della sua carriera, migliorandosi ulteriormente durante i playoffs, dove ha trovato più spazio visto l’infortunio di Love, realizzando 9.6 punti e 10.8 rimbalzi di media per partita, segnali importanti di una continua crescita.
I Cavaliers hanno puntato molto sul giocatore sin dal suo arrivo dal draft 2011, selezionato come quarta scelta, e sembrano quindi decisi a soddisfare le richieste del giocatore, offrendogli un quadriennale da 80 milioni di dollari, contratto molto importante, con 28 milioni in più di quelli offerti nei mesi scorsi. Nonostante l’interessamento di altre squadre Thompson continuerà quasi sicuramente ad essere un giocatore dei Cleveland Cavaliers almeno per altri quattro anni.
Per NBA Passion,
Andrea Sterpa(@AndreaSterpa9 on Twitter)
NBA Free Agency : Thompson resta in Ohio con Love, Knight rifirma con Phoenix
La Free Agency 2015 è iniziata nel migliore dei modi per le franchigie che dovevano blindare i propri restricted free agents. Dopo Butler, Leonard e Middleton anche Tristan Thompson e Brandon Knight giocheranno con le loro ultime franchigie.
Dopo la notizia, praticamente ufficiale, del ritorno di Kevin Love, i Cleveland Cavaliers si sono assicurati le prestazioni dell’ala grande canadese con un’offerta irrinunciabile. Secondo Marc Stein di Espn Cleveland avrebbe offerto un contratto quadriennale da 80 milioni di dollari complessivi. Anche se, a questo punto, la situazione in Ohio non appare molto chiara perchè bisognerà capire quale sarà il ruolo in squadra per Thompson visto che non sarebbe logico offrire un contratto così ricco per un giocatore che partirebbe dalla panchina.
Anche i Suns hanno voluto trattenere Knight, giocatore ottenuto durante la deadline dai Bucks, e hanno raggiunto l’accordo grazie ad un contratto di 5 anni da 70 milioni complessivi. Non resta che capire la decisione che Phoenix prenderà su Eric Bledsoe, che è stato più volte oggetto di rumors e ha molti estimatori (Kings e Knicks su tutti), anche se secondo le ultime indiscrezioni non è da escludere la permanenza in Arizona dove andrebbe a formare un backcourt di tutto rispetto con, a questo punto, la prossima point guard titolare Brandon Knight.
Per NBA Passion,
Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter).














