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Ecco la grande giocata sull’asse Wade-James nella vittoria dei Miami Heat sui Minnesota Timberwolves: passaggio sul vetro di Wade, grande schiacciata di James, et voilà.
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Ecco la grande giocata sull’asse Wade-James nella vittoria dei Miami Heat sui Minnesota Timberwolves: passaggio sul vetro di Wade, grande schiacciata di James, et voilà.
La serie di 10 vittorie consecutive degli Heat termina nella notte magica de Pistons. La serata no di Chalmers e l’insolita sprecisione al tiro hanno fatto la differenza in una partita in cui il pronostico indicava Miami come la netta favorita.

Negli Heat Beasley, partendo dalla panchina, segna 23 punti, così come James, insolitamente non preciso sotto canestro. Gli altri due giocatori ad andare in doppia cifra sono Bosh (14 punti), anche lui sembrato non propriamente in forma, e Ray Allen (12 punti).

Contrariamente per quanto detto degli Heit, per i Piston le ottime prestazioni sono arrivate da chiunque abbia toccato il parquet per più di 10 minuti. Su tutti Monroe (16 punti, 5 assist, 6 rimbalzi e 2 stoppate) e Kyle Singler (18 punti dalla panchina). Da registrare anche i 16 punti di Stuckey, che è partito in panchina, i 15 di Josh Smith e Jennings e i 18 rimbalzi colti da Drummond.

Gli Heat tirano con percentuali molto basse, difendono male e cadono a Miami: ecco il riassunto della vittoria dei Pistons del nostro Gigi Datome per 107-97.
Come ha detto nel post game il coach dei campioni in carica Spoelstra: “Io non penso che ci sia qualcuno che abbia giocato bene in difesa questa notte”.
Parole inequivocabili, che riassumono una serata davvero terrificante per gli Heat: Drummond ha vita facile a rimbalzo e ne conquista addirittura 18, finendo in double, si sente eccome la mancanza di Wade, che avrebbe potuto dare una grossa mano ai compagni.
Mentre tutti si aspettavano una vittoria abbastanza facile per Miami, Kemba Walker e compagni stavano organizzando una trappola per cercare di ribaltare i pronostici e tornare a Charlotte con la vittoria in tasca. E quasi ci riescano, complice anche il terzo quarto poco produttivo degli Heat (parziale di 25-14), portandosi sul 73-61 per poi cedere il passo nell’ultimo periodo nel quale la tripla allo scadere di Walker porta il risultato sul 98-99 finale.

Ottima la prova dei Bobcats che hanno sfruttato la mano calda di Walker, autore di 27 punti, per mettere paura ai campioni in carica. Ottime anche le prove di Henderson (17 punti) e Al Jefferson (16 punti e 13 rimbalzi). Buono anche l’apporto portato da Josh McRoberts, autore di 10 punti, e Ramon Sessions, 10 punti dalla panchina.
Per gli Heat fa notizia il fatto che non siano riusciti a chiudere la partita prima, regalando il terzo quarto agli ospiti e dovendo fare un grande sforzo nell’ultimo periodo. Ottima, come sempre, le prestazioni di LeBron James, Bosh e Wade che hanno segnato rispettivamente 26, 22 e 17 punti garantendo così la decima vittoria consecutiva a Miami.
Cerchiamo di analizzare il tipo di gioco creato dalle due franchigie che più di ogni altra, puntano con decisione alla vittoria finale: gli Heat di Lebron James e i Pacers, di Paul George.
Manco a dirlo nella top 5 dei migliori giocatori per punti realizzati ci sono proprio le due stelle dei Miami Heat e degli Indiana Pacers: Lebron James è terzo dopo Kevin Durant e Melo Anthony, con 26.2 di media, mentre Paul George è quinto dietro a Kevin Love, con 23.6.
The King è però il migliore in altre due classifiche: quella di efficienza, con il 21.9 % di tiri realizzati, il 64.5% se consideriamo il valore dei tiri da 3 punti rispetto a quelli da due punti, e quella del punti effettuati su 100 possessi, che sono 37.07.
Non è a questi livelli, ma nemmeno troppo lontano il #24 dei Pacers: George è infatti il secondo della Lega, dietro proprio a James con le percentuali di 18.8% e 54.1%, mentre nella classifica di punti su 100 possessi è il quinto, con 32.66.
La differenza sostanziale sta però nel modo di difendere della due franchigie: i Pacers sono i migliori dell’intera lega con solo 88.8 punti concessi agli avversari su 100 possessi palla, contro i 101 di media delle altre franchigie, il 38.7% dei tiri da 2 punti contro Indiana vengono realizzati, contro il 45% generale, e il 38.7% contro il 44.8% dei tiri da 3. Dato fantastico se si pensa che Indiana è l’unica squadra a concedere una percentuale di canestri inferiore al 40%: 38.2 è la media, contro il 41.8 dei Bulls. Gli Heat invece in questa classifica sono settimi, con 99 punti concessi su 100 possessi palla contro. Per le statistiche individuali il migliore nei due roster è Roy Hibbert, che non lascia passare nessuno sotto il proprio canestro, con 3.8 tiri bloccati di media, secondo solo ad Anthony Davis dei Pelicans e 5.4 rimbalzi conquistati in difesa. Il migliore per stoppate negli Heat è invece Chris Bosh, 24esimo, con 1.3 di media e 4.6 rimbalzi in difesa per gara.
Diverso il discorso dei punti realizzati, dove gli Heat sono quarti, mentre i Pacers diciannovesimi: per il team di Erik Celino Spoelstra 104.9, contro i 109.3 dei primi in questa speciale classifica che sono i Rockets con 109.3, mentre la squadra di Vogel viaggia ad una media di 97.1 punti a gara con 7.8 punti in meno rispetto ai campioni in carica.
Vittoria con il brivido per Heat a Toronto. Miami, in vantaggio di 20 punti, si fa recuperare fino ad avere un vantaggio di soli due punti alla fine del terzo periodo ma vengono riportati in tranquillità da Lebron James, che mette fine alle speranze dei Raptors nel finale, prima con una tripla e poi con un layup che chiudono il match sul 90-83.

Sono stati abili poi a tenere il vantaggio anche nell’ultimo quarto. Solita grande prestazione di James con 27 punti e di D-Wade, autore di 22 punti. “Sono cose che succedono -ha detto Wade-. Non vorresti che accada tante volte, ma devi mantenere la calma”. Per i Raptors prestazione maiuscola di DeMar DeRozan, autore di 25 punti. Da segnalare anche la prova di Rudy Gay (21 punti) e Kyle Lowry (15 punti). “Ci sono state un sacco di opportunità, ma non le abbiamo colte”. Ha detto Dwane Case, coach di Toronto.
Perdono ancora i Nets. Questa volta però lo fanno lottando con tutti gli effettivi. Un grande aiuto arriva dalla panchina, soprattutto con i 17 punti di Teletovic e i 14 di Alan Anderson, che uniti alle prestazioni di Joe Johnson (18 punti), Blatch (14 punti) e Pierce (12 punti) consentono a Brooklyn di restare in gara fino alla fine della partita.
Per i Lakers grande prova di Gasol, che segna 21 punti e diventa il secondo miglior marcatore europeo nella storia dell’NBA, e Nick Young, che parte dalla panchina e segna 26 punti.
A Cleveland LeBron James non ha pietà della sua ex squadra e la travolge,95-84 il risultato finale: l’accoglienza calorosa dei tifosi dei Cavs per il Re non si fa mancare, infatti 2000 magliette vengono distribuite prima della gara, create dal movimento “ComeHomeLebron” che non sono passate inosservate al giocatore che li ha ringraziati.

Per Miami 28 punti, 8 rimbalzi e 8 assist, arrivano dalle mani fatate di James, 22 punti da quelle di Wade e 17 da Beasley, che era partito dalla panchina. Per i Cavs grande prova di Waiters, autore di 24 punti dalla panchina, e Kyrie Irving, che mette a referto 16 punti in una partita in cui la superiorità tecnica degli Heat ha fatto la differenza.

A fine gara James ha glissato sul suo futuro, che potrebbe essere lontano da Miami, e magari, sperano i tifosi dei Cavs, ancora a Cleveland: “Non parlo della free agency ora. Voglio vincere il mio terzo campionato.”
Tornerà a casa o vincerà altrove?

I Magic si presentano all’AmericanAirlines Arena per cercare di fermare la striscia vincente degli Heat e per poco ci riescano. Dopo essere andati all’intervallo lungo con un punteggio di 55-39 i Magic sono costretti ad inchinarsi a “King” LeBron e Wade, rimediando così un’onorevole sconfitta sul campo dei campioni in carica.

Per i Magic ancora una grande prestazione da parte del duo Afflalo-Oladipo, autori rispettivamente di 18 e 17 punti, e di Davis che partendo dalla panchina ha messo a referto ben 20 punti. “Questa è stata una grande partita per tornare a giocare -ha detto Davis che ha rimediato anche 3 punti di sutura vicino all’occhio-. Sono felice di essere tornato, non importa se stiamo giocando contro i campioni in carica o contro i Pelicans, io sono felice di tornare a giocare a basket e mostrare al mondo che posso dare il mio contributo alla squadra. Sono solo felice di essere tornato”.
Gli Heat sono riusciti a capovolgere la partita grazie all’aiuto delle sue stelle. Le prestazioni di Wade (27 punti), James (22 punti) e Bosh (15 punti) sono state buone soprattutto dopo l’intervallo lungo e in maniera più specifica nell’ultimo periodo. James ha messo a segno i due punti della vittoria quando mancavano 15 secondi alla sirena, ma la vittoria è arrivata soprattuto grazie all’imprecisione dei Magic che negli ultimi 4 secondi si sono fatti bloccare un layup e Oladipo ha sbagliato il tiro da due punti a un secondo dalla fine.
All’Amway Center di Orlando gli Heats battono i Magic per 120-92. Dopo aver tenuto testa agli Heat fino all’intervallo lungo, per poi cedere nel terzo e quarto periodo per 36-22 e 30-21. Nonostante i 30 punti di Afflalo, e i 20 di Oladipo, i Magic cadono sotto i punti di James (21), Jones (17) e Bosh (18). Gli Heat si sono anche permessi il lusso di lasciare i cinque di partenza in panchina nell’ultimo periodo.
A Dalla va in scena una partita entusiasmante, vinta dai Mavericks per 120-123 contro i Rockets. Nonostante il parziale di 40-29 a favore di Houston nel primo periodo, Dallas riesce a rimontare ed andare a vincere grazie ad un brillante ultimo periodo in cui il parziale registrato è stato di 19-36. A dare spettacolo i 33 punti di Howard per Houston ed i 37 di Monta Ellis.
Al Madison Square Garden i Knicks perdono contro i Pacers grazie al black-out del quarto quarto. Dopo essere stati in vantaggio alla fine del terzo periodo i Knicks non si presentano sul parquet nell’ultimo quarto, regalando così un parziale di 14-7 ai Pacers, con conseguente vittoria. Per Indiana grande prestazione di George, che chiude la sua partita con 35 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Per New York resta l’amaro in bocca per non aver sfruttato al meglio l’ultimo periodo rendendo vana la prestazione di Carmelo Anthony (30 punti, 18 rimbalzi e 3 assist).
I 28 punti del ritrovato Dirk Nowitzki non bastano a Dallas per compiere l’impresa: la coppia James-Wade ha dimostrato quanto gli Heats dipendano da loro due, segnando rispettivamente 39 e 17 punti e portando la vittoria a Miami per 110-104.
Dopo lo svantaggio di 9 punti all’intervallo lungo, i Mavs, sono rientrati nella ripresa con tutto un’altro piglio, ma senza mai trovare trovare il pareggio. “Vuole vincere ad ogni costo”. Ha detto Spoelstra di LeBron che oggi ha segnato 39 punti.
Mentre dall’altra parte i “vecchietti” Nowitzki e Vince Carter si sono resi protagonisti di prestazioni all’altezza dei loro tempi d’oro, andado a segnare 28 e 21 punti, supportati dai 20 di Monta Ellis. Può dirsi soddisfatto Rick Carlisle, coach di Dallas: “Il nostro sforzo è stato buono, le palle perse ci hanno condannato”. Parole ottimistiche arrivano dai giocatori di Dallas. “Giochiamo ogni partita competendo ai massimi livelli, possiamo battere chiunque”. Ha detto Ellis.
Nonostante il cuore messo sul campo dai Bucks, gli Heat superano Milwaukee grazie ad un quarto quarto perfetto ed a una super difesa.
Le prestazioni di James (33 punti), Beasley (19 punti) e Chanlmers (15 punti e 7 rimbalzi) sono risultate determinanti nel poter raggiungere la vittoria. James sembra sia quasi recuperato al 100% dopo l’infortunio alla schiena che lo ha un po’ frenato in quest’inizio di stagione. “Va sempre meglio. E’ ancora un po’ dopolarante, ma sto facendo un sacco di lavoro per recuperare ed essere al 100%”. Ha dichiarato James, autore della solita prestazione maiuscola.
Più critico, come solo un allenatore può essere, è stato Erik Spoelstra: “Non siamo stati perfetti, ci sono alcuni aspetti da migliorare, soprattutto i dettagli e la disciplina. Abbiamo avuto la giusta disposizione fin dall’inizio e quando ci sono stati i cambi non ci sono stati problemi. I ragazzi hanno avuto molto spirito competitivo”.
Per i Bucks non sono bastate le prestazioni di Henson e Neal, autori di 18 punti a testa, e gli 11 punti di Antetokounmpo. “Hanno tirato con il 60% per noni non c’è stato nessun modo per vincere – ha detto Henson-. Dobbiamo solo migliorare”. Per niente soddisfatto coach Drew: “Ci sono stati dei momenti in cui sono stato molto deluso. Specialmente quando i nostri avversari stavano andando verso il canestro e ci stavamo spostando nella direzione opposta. E’ una cosa che non tollero. Non lo accetterò, non mi interessa chi sia. Se vanno verso il canestro vanno affrontati a costo di spendere il fallo e mandarli in lunetta. Non ci possiamo spostare e farli passare”.

