Finito il weekend dedicato all’All-Star Game, il pensiero di tutti torna sulla regular season che entra nel vivo.

Per alcune franchigie oggi parte la lotta per la conquista del fattore campo in post-season, altre invece sono in piena bagarre per un posto ai playoffs. Ma ci sono squadre che hanno già la testa al prossimo draft. In poche parole la pausa dell’All-Star serve anche per tirare le somme sulla stagione in corso. Proprio per questo Michael Reinsdorf, proprietario dei Chicago Bulls, sta iniziando una fase di scouting per reclutare nuovo personale per il front office della squadra come riportato Adrian Wojnarowski di ESPN.

Bulls, cambio nel front office: Siamo alla fine dell’era “GarPax”?

Già a inizio anno sembrava difficile che la struttura del front office dei Bulls, formata da John Paxson e Gar Forman, potesse durare ancora a lungo. La conferma sta arrivando dall’ennesima stagione deludente per la franchigia di Chicago. Per i Bulls, infatti, questa rischia di essere la terza stagione di fila senza playoffs, la quarta negli ultimi 5 anni.

Paxson e Forman sono a capo delle operazioni a Chicago dal 2009. Furono loro a chiamare con la scelta numero 1 del draft del 2008 Derrick Rose e a credere in Jimmy Butler scegliendolo con la trentesima chiamata nel 2011. Quei Bulls con Rose, Butler, Taj Gibson, Nikola Mirotic e Joakim Noah sono stati fermati solamente dai Cavaliers di LeBron James. Il declino è iniziato nell’estate 2016, dopo la trade che spedì Derrick Rose ai Knicks. Da allora sono arrivate solo stagioni in fondo alla Eastern Conference, con l’eccezione del trio Butler, Rondo, Wade, rivelatosi però anch’esso un semi-fallimento.

Joe Cowley del Chicago Sun-Times è stato il primo a segnalare un possibile movimento ai piani alti dei Bulls.

Il sogno playoffs sembra irraggiungibile, i Bulls pensano già al futuro

Giovedì sera i Chicago Bulls ospiteranno gli Charlotte Hornets, per iniziare una disperata rincorsa all’ottavo posto che a inizio anno sembrava alla portata. I Bulls sono attualmente decimi a 5 vittorie dall’ottavo posto degli Orlando Magic ma le speranze di non finire la stagione a inizio aprile sono veramente residue.

La squadra di coach Jim Boylen non ha mai dato segni di poter seriamente lottare con le prime otto ad Est. Non a caso il proprietario sta pensando a un cambio di front office, così da preparare al meglio una nuova stagione dove l’obbligo diventa tornare ai playoffs.

A gravare su una situazione non eccezionale ci sono gli infortuni di Otto Porter (fuori da dicembre), di Lauri Markkanen (che ne avrà ha ancora per un mese) e dei due lunghi Wendell Carter e Daniel Gafford. Soprattutto l’assenza del finlandese, nonostante non stesse disputando una grande stagione, non aiuta una franchigia che è interamente sulla spalle di un Zach LaVine da All-Star Game. L’ex T’Wolves sta giocando la sua miglior stagione NBA, viaggiando a una media di 25.3 punti, 4.9 rimbalzi, 4.1 assist e 1.4 palle rubate. Il tutto tirando con il 39% dalla lunga distanza e il 45% dal campo.