Derek Fisher un giocatore unico nel suo genere: un maestro, un esempio da seguire. Dai Lakers fino alle presenze con OKC nei playoffs passando per una lunga ed onorevole carriera.
Eccovi il video tributo:
Derek Fisher un giocatore unico nel suo genere: un maestro, un esempio da seguire. Dai Lakers fino alle presenze con OKC nei playoffs passando per una lunga ed onorevole carriera.
Eccovi il video tributo:
La vicenda Sterling sta scuotendo e non poco il mondo NBA: dopo che sono intervenuti personalità illustri come il Presidente degli Stati Uniti Obama, sua maestà Michel Jackson per citarne i due più importanti, ecco che parla della vicenda anche l’head coach dei Golden State Warriors, Mark Jackson.
“I tifosi, sia dei Clippers che dei Warriors, dovrebbero boicottare la gara di domani a Los Angeles: questa sarebbe la protesta più forte”: queste le parole dell’head coach di Golden State. Sarà ascoltato dai fan delle due franchigie? Domani notte lo scopriremo!
@MarkTarantino89
Alla ORACLE Arena i Golden State Warriors, guidati da uno Steph Curry in formato super, riportano la serie in parità, battendo i Los Angeles Clippers. Ecco come si sono comportati i Warriors:
David Lee: Buona prestazione dell’ala di Golden State, che si dimostra all’altezza della situazione. Va assegno con un buon 7 su 11 dal campo e 1 su 1 dalla lunetta, segnando 15 punti. Impreziosisce la sua prestazione con 6 rimbalzi, 2 assist e 2 palle rubate, ma è condizionato dai troppi falli commessi (5 a fine gara). Voto 6,5.
Andre Iguodala: Da lui ci si aspettano i punti, ma arrivano anche gli assist. Sfiora la doppia doppia con 22 punti e 9 assist. Si prende molti falli, sono 10 i suoi tiri dalla lunetta (8 messi a segno), e fa registrare una palla rubata ed una stoppata. Ottima la sua prova. Voto 7.
Draymond Green: Forse è l’unico che ha qualche difficoltà, ma soltanto quando si tratta di tirare. Mette infatti a segno un solo tiro, su 4 tentati. Per il resto una prestazione buona, fatta da 5 rimbalzi, 5 assist, 2 palle rubate e 2 stoppate, il tutto commettendo soltanto 3 falli. Avrebbe potuto fare di meglio, ma la sua prestazione resta buona. Voto 6.
Stephen Curry: Non ci sono parole per descrivere la sua prova stasera. E’ il dominatore assoluto della serata; e le sue sette triple messe a segno ne sono la prova. Conclude la sua partita con 33 punti, 7 rimbalzi, 7 assist, una palla rubata e una stoppata. Tira con il 50% dal campo (50% anche da tre punti) e dimostra di avere tutte le carte in regola per poter trascinare i suoi. Voto 7,5.
Klay Thompson: E’ la spalla ideale di Stephen Curry. Conclude la sua gara dopo 29 minuti per falli, ma non prima di aver segnato 15 punti, preso 5 rimbalzi, servito 5 assist e rubato un pallone. Nel complesso la sua gara viene macchiata dalla sua uscita dal campo per falli, anche se il suo apporto è buono. Voto 6.
La panchina stasera da una buona mano, semmai ce ne fosse stato bisogno, al quintetto base. Soprattutto nella figura di Harrison Barnes, che entra e tira con l’86% dal campo (2 su 3 da tre punti), sostutuendo alla grande Klay Thompson. Voto alla panchina 6,5.
Alla ORACLE Arena di Oakland, California, i Golden State Warriors ospitano i Los Angeles Clippers per la quarta sfida della serie valevole per il primo turno di playoff. Brutta la partita dei Clippers, che non riescono a prendere le misure ai padroni di casa e gli permettono di pareggiare, sul 2 pari, la serie. Ecco come sono andati i giocatori di Doc Rivers:
Blake Griffin: Uno dei pochi a salvarsi nella disastrosa sconfitta dei suoi. Chiude la sua gara con 21 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 2 palle rubate. Se fosse stato supportato in maniera diversa, probabilmente, Golden State non avrebbe vinto così facilmente. Tira con il 57% dal campo e mette a segno tutti e 5 tiri dalla lunetta. Se si ha in campo un giocatore in condizione va supportato alla grande, altrimenti è fine a sé stesso. Voto 6,5.
Matt Barnes: La sua prova lascia la sensazione che non abbia fatto il massimo, ma neanche abbia giocato male più di tanto. Si rende autore di 10 punti, 5 rimbalzi e 2 assist, ma lascia la sensazione che avrebbe potuto fare molto di più. Tira con il 57% dal campo (33% da 3 punti) e, vista la serata, viene da chiedersi perché non si sia preso qualche tiro in più. Voto 5,5.
DeAndre Jordan: C’è solo una parola che può descrivere al massimo la sua prestazione: irriconoscibile. Non tira mai, se non in un’occasione, sbagliando. In difesa non è molto presente, nonostante le 2 stoppate messe a segno. Chiude la sua partita con 6 rimbalzi, un assist e 2 stoppate. Non è assolutamente lo stesso DeAndre Jordan visto fino a questo punto. Voto 5.
Chris Paul: Poco ispirato e troppo nervoso. La sua prestazione non è del tutto insufficiente, ma da uno come lui ci si attende il cambio di marcia. Segna 16 punti, tirando con il 55% (50% da tre punti) e, anche lui, avrebbo potuto prendere qualche tiro in più. Aggiunge 5 rimbalzi e 6 assist alla sua prestazione, limitata dai suoi numerosi falli, che a fine gara saranno 5. Voto 6.
J.J. Redick: Mette a segno 12 punti, con 3 triple su 6 tentate, e riesce a prendere 2 rimbalzi, servire 2 assist e rubare una palla. In una prestazione di squadra del genere non è facile fare qualcosa di più. Voto 6.
La panchina non aiuta senza dubbio la squadra in una serata in cui sarebbe stato fondamentale l’apporto di gente come Granger e Turkoglu. A caricarsi tutti sulle spalle è Crawford, che dalla panchina segna la bellezza di 26 punti e serve due assist, senza però essere presente al rimbalzo. Crawford si prende la responsabilità di tentare 18 volte il tiro, andandone a segnare 8, di cui 3 da tre punti. Voto alla panchina 5,5.
Ma cosa sta succedendo a questi Bulls? È una domanda che nelle ultime ore si stanno facendo un po’ tutti in quel di Chicago, a partire dai tifosi. I Bulls non sanno più vincere? Il quintetto sceso allo United Center nelle ultime due apparizioni non sembra davvero esser quello della regular season. Eppure di fronte ci sono i Washington Wizards, sicuramente non il meglio in circolazione (l’anello nella capitale manca ormai dal lontano 1978): ciò non di meno gli uomini di coach Wittman sono già sul 2-0 in una serie in cui il risultato sembrava esser già esser scritto.
La serata era iniziata bene, con la premiazione di Joakim Noah come miglior difensore dell’anno. Difesa che in gara due ha sofferto non poco le incursioni del pericolosissimo John Wall: errori difensivi, palle perse, ma soprattutto tanto nervosisimo, vedi il fallo tecnico di Hinrich. Ora la serie si sposta pure a Washington e Tom Thibodeau deve trovare al più presto la giusta pozione magica per risolevare questi Bulls in calo fisico ma soprattutto mentale, vedi sempre Hinrich che sbaglia i due liberi a fine partita che potevano significare la vittoria.
L’assenza di Derrick Rose è pesante e si fa sentire, è vero, ma gli elementi comunque non mancano. I 25 punti di D.J. Augustin e i 22 di Gibson sono sintomo di una squadra che riesce sì ad arrivare al canestro avversario, ma che si perde nei momenti clou. Giovedì notte al Verizon Center ci sarà gara tre, e solo allora sapremo se il cammino dei Chicago Bulls potrà continuare.
Mario Ramogida, @marioramogida
Al Banker Life Fieldhouse di Indianapolis gli Atlanta Hawks non riescono a replicare la grande prestazione di gara 1 contro i ritrovati Indiana Pacers. Gli Hawks pagano il blackout generale avuto al rientro sul parquet. Vediamo come si sono comportati i protagonisti del match.
Paul Millsap: il migliore in campo dei suoi. Mette i suoi centimetri a disposizione della squadra e segna 19 punti. tira con il 50% dal campo, mettendo anche due triple su 4 tentativi da tre punti, ma non fa il solito buon lavoro a rimbalzo, chiudendo con 4 rimbalzi complessivi. Voto 6.
DeMarre Carroll: 5 punti, 2 rimbalzi, 1 assist e tanta, tanta fatica. Non incide minimamente sulla partita. Voto 5.
Pero Antic: 5 punti, 3 rimbalzi e una palla rubata. Non serve certo un esperto di basket a capire che anche la sua serata non è stata molto brillante. Tira con il 22.2% dal campo e forza troppo i tiri da 3 punti, che mette a segno in una sola occasione su 3 tentativi. Per un centro 3 rimbalzi, anche se tutti offensivi, sono pochi. Voto 5.
Jeff Teague: insieme a Millsap è uno dei pochi a salvarsi nella sera di Indianapolis. Cerca di dare ordine in una sera senza troppe idee. Segna 14 punti, segnando con il 46.15% dal campo (50% da tre punti), ma segna soltanto 1 dei 2 tiri liberi a disposizione. Prende anche 5 rimbalzi e mette a segno 4 assist. Voto 6.
Kyle Korver: è quello che delude più di tutti. Si fa fatica ad accostare una prestazione del genere al suo nome. Mette a segno 3 punti, 1 assist ed un rimbalzo. Ogni altro commento sarebbe soltanto superfluo. Voto 4,5.
Panchina: un po’ meglio le statistiche della second unit, che è scesa tutta in campo. Buono l’impatto sulla partita di Mike Scott, autore di 11 punti, e Louis Williams, anche lui a segno con 11 punti. Si fa notare anche Brand con 7 rimbalzi. Voto 5,5.
Per Dunk NBA,
Shedly Chebbi (@shedly7)
All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs ospitano i Dallas Mavericks, per un derby texano che vale gara 1 dei playoff.
Nel primo quarto gli Spurs dominano la scena, stringendo, al solito, le maglie della difesa e attaccando in maniera semplice e lineare, chiudendo la frazione sul risultato di 12-21. Nel secondo tempo, però, i padroni di casa si fanno sfuggire di mano la partita, regalando, così, ai Mavericks l’opportunità di recuperare; e chiudere, addirittura, in vantaggio il primo tempo, grazie al canestro allo scadere di Devin Harris. Al rientro sul parquet la partita continua ad essere combattuta e San Antonio riesce a recuperare, portando la partita in parità, per 65-65, all’ultimo quarto. Nell’ultimo periodo Dallas non riesce a tenere il ritmo di Duncan, che sembra sia ringiovanito di 10 anni, e Parker, che riescono a trovare un buon break a metà frazione e chiudono la partita sul risultato di 85-90.
Grande prova di Dunca e Parker, che, con 27 e 21 punti, sono riusciti a caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco, portando gli Spurs. Come sempre, grande prova anche di Leonard, che va in doppia doppia con 11 punti e 10 rimbalzi, e, l’altro eterno, Manu Ginobili, che dalla panchina segna 17 punti. Per i Mavericks, invece, sorprende la prova di Davin Harris, che parte dalla panchina e segna 19 punti e serve 5 assist, risultando il migliore dei suoi. Nowitzki e Carter, fondamentali grazie alla infinita classe ed esperienza, possono comunque sentirsi orgogliosi di quanto visto in campo, soprattutto nel secondo periodo, quando la difesa di Popovich ha traballato, e non poco, sotto i colpi degli ospiti. Per Popovich, invece, restano, presumibilmente, due sapori diversi in bocca: quello dolce, dei suoi uomini che a tratti sembrano usciti da un videogioco, e quello amaro, della squadra sfilacciata vista nel secondo periodo. Lo scontro tra le due compagini dello stato della stella, quindi, si rivela molto più scoppiettante del previsto, con Carlisle che passerà questi pochi giorni a lavorare per far in modo di far giocare i suoi Mavericks costantemente come nel secondo quarto, mentre Popovich dovrà cercare di capire se il blackout di 12 minuti della sua squadra sia stato soltanto un caso o qualcosa di più grave, anche se, sicuramente, il buon Pop avrà già individuato il problema e saprà come risolverlo.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Alla Chesapeake Energy Arena di Ocklahoma City i Thunder ospitano i Grizzlies, per la partita valida per gara 1 del primo turno dei playoff.
Il primo tempo è un dominio assoluto dei Thunder, che chiude il primo tempo, in netto vantaggio, sul risultato di 34-56 (16-29 e 18-27 i parziali dei primi due quarti). Al rientro sul parquet, però, i Grizzlies approfittano di un momento di distrazione dei padroni di casa per rientrare in partita, con un parziale di 31-13, e chiudere il quarto con lo svantaggio ridotto a 4 punti, sul 65-69. L’ultimo quarto, però, vede Oklahoma City andare ad allungare, nuovamente, fino al +14, che chiude la partita sul risultato di 86-100. La partita, che di fatto non è mai sfuggita dalle mani dei Thunder, ha evidenziato come Russel Westbrook, autore oggi di una doppia doppia con 23 punti e 10 rimbalzi, e soprattutto Kevin Durant, autore oggi di 33 punti, non abbiano mai staccato la ‘modalità di playoff’. Buonissima la prova di tutta la squadra di casa, che può contare su una rosa di qualità e ampiamente adatta a supportare le due stelle più luminose. Per i Grizzlies, invece, la prova non è del tutto da buttare, visto anche il gran ritmo tenuto dai Thunder. La squadra di Memphis, dopo un primo tempo completamente da mani nei campelli, è riuscita, nel terzo quarto, a mettere in difficoltà Oklahoma, che, però, ha dimostrato di poter cambiare marcia in ogni momento, risultando fatale agli avversari. Buona, comunque, le prove di Randolph, che chiude in doppia doppia con 21 punti e 11 rimbalzi, e Conley, anche lui in doppia doppia con 16 punti e 11 assist.
https://www.youtube.com/watch?v=NopLDcEaBUs
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Al Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis gli Indiana Pacers ospitano gli Atlanta Hawks, per la prima partita del primo turno dei playoff.

Dopo esser andati all’intervallo lungo in parità, sul risultato di 50-50, i Pacers non rientrano dagli spogliatoi, lasciando la partita in mano degli Hawks, che gli rifilano un parziale di 30-16. L’ultimo quarto è, di fatto, una formalità, con Atlanta che contiene bene il tentativo di reazione dei padroni di casa, che non sembrano entrati in modalità playoff. Protagonista, in positivo, della partita è stato, senza dubbio, Jeff Teague, che ha guidato l’attacco degli Hawks con 28 èunti e 5 assist, aiutato, anche, dalla grande serata di Paul Millsap, che segna 25 punti e prende 8 rimbalzi. Protagonista in negativo, invece, è stato senza dubbio Roy Hibbert, che sembra un altro giocatore, rispetto a quello visto nella stagione regolare, e fa registrare soltanto 8 punti, 8 rimbalzi e 5 palle perse. La partita ha messo in evidenza soprattutto l’abilità degli Hawks di mettere a segno tiri da tre punti e di difendere, in maniera appropriata, gli attacchi dei Pacers, soprattutto nel terzo quarto. Da parte dei Pacers, invece, è stata messa in evidenza la poca verve di Hibbert, quando si parla di tirare da una posizione che non sia immediatamente sotto al ferro, e la capacità di chiudere bene gli spazi in fase difensiva, ma, sempre in fase difensiva, avendo problemi contro una squadra come Atlanta, che fa della velocità e la precisione del tiro, l’arma migliore.
https://www.youtube.com/watch?v=ibzr0iGr9SU
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Partono i Playoffs NBA con la prima sfida della serie tra Nets e Raptors: come prevedibile, emerge tutta la forza agonistica degli ospiti, che si staglia netta sullo sfondo di inesperienza e ingenuità dei Raptors. I padroni di casa però tengono duro fino a 3 minuti dalla fine (79-76), quando Brooklyn, con una tripla di The Thuth, da il via all’affondo finale e porta a casa gara 1.
Brooklyn parte con la marci giusta nel primo quarto, raggiungendo addirittura la doppia cifra di vantaggio con una tripla di Deron Williams a tre minuti dal termine: errori continui dei Raptors e approccio sbagliato alla gara rischiavano di mettere fuori gioco Toronto, ma coach Casey riesce a riordinare le idee del suo team, e nel secondo quarto le chiavi del match vanno in mano a DeRozan e Vasquez che riportano il punteggio in parità (35-35). Toronto riprende fiducia, l’esperienza e la sfacciataggine (più che positiva) dei Nets mettono in difficoltà Lowry e compagni, ma Valanciunas si spende al massimo a rimbalzo (ne raccoglierà 18 a fine gara, superando i dieci già a metà) e porta i Raptors a lottare su ogni pallone, mantenendosi sempre alle costole di Pierce e compagni. La gara si ravviva, Toronto risponde colpo su colpo, Brooklyn non riesce a guadagnare più di 5/8 punti di vantaggio, e si va avanti così fino a pochi minuti prima della sirena: un solo possesso di vantaggio separa le due franchigie a 3 minuti dal termine, Brooklyn conduce per 79-76, quando Paul Pierce decide di chiudere la pratica di gara 1. Una tripla e due canestri di The Truth più tardi, mancano 50 secondi e Toronto sta a -7: la squadra di Jason Kidd sa come far passare il tempo che rimane, Johnson e Williams prendono qualche fallo a testa e chiudono i giochi. I Raptors provano fino all’ultimo a recuperare, ma senza successo: Brooklyn si aggiudica gara 1 del primo round dei playoffs di Eastern Conference contro Toronto.
Nets: Johnson (24 pts, 8/13 dal campo, 8 reb, 4 ast), Williams (24 pts), Pierce (15 pts, 2/5 da tre, 4 reb, 4 ast), Livingston (10 pts, 4/6 da due).
Raptors: Lowry (22 pts, 3/7 da tre, 7 reb, 8 ast), Vasquez (18 pts, 3/5 da tre, 8 ast), Valanciunas (17 pts, 18 reb), DeRozan (14 pts, 3/13 al tiro).
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CerJVbYQJv0&w=854&h=510]
@sanfi_fm

