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Pelicans
Video-NBA: nuovo career-high per Anthony Davis! 40 punti contro i Celtics!
Scritto da Marco Tarantino
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Non era di certo una partita facile per i Clippers la trasferta di New Orleans contro i Pelicans. Spesso si dice che un uomo faccia la differenza: in questo caso due, Crawford e CP3. Il primo è andato alla grande con 24 punti e 7/12 da tre, mentre Chris Paul è tornato alla grande con una super double letale.
La squadra di Doc Rivers ha giocato davvero un buon basket, con un’ottima fase difensiva e tanta concretezza in attacco, oltre che una notevole precisioni sui tiri da tre (ne entrano 16 delle 28 provate). Griffin non delude e chiude comunque a quota 22, mentre Chris Paul si conferma sempre uomo che gioca per la squadra, visto che oltre ai 19 punti messi a referto confeziona anche 13 assist. Per i padroni di casa invece nulla possono i 26 punti di Davis e l’ottima prestazione di Ajinca che realizza 19 punti conditi da 12 rimbalzi. La squadra di casa non ha mollato fino alla fine riuscendo pure ad arrivare a -9: ma questo non è bastato ad evitare la quarta sconfitta consecutiva e fermare i Clippers alla seconda vittoria di fila, dopo il bel risultato sui Thunder.
Mario Ramogida, @marioramogida
Il ventenne dei Pelicans continua a sorprendere: dopo i 22 punti e 19 rimbalzi messi a segno domenica contro Orlando, ieri sera contro i Cavaliers ha toccato di nuovo quota 30, alzando pian piano la sua media punti di stagione, ora salita a 20.1. Ai 30 punti ha aggiunto, poi, 7 rimbalzi, 3 assist e ben 8 stoppate.
Anthony Davis ha lanciato un messaggio molto chiaro ieri sera contro Orlando, con i suoi 22 punti, 19 rimbalzi e 7 stoppate: “Hey, dovrei essere un All-Star!”. Il ragazzo ha stoffa, ha stoffa da vendere, e lo dimostra con due grosse, grasse schiacciate: la prima è quasi “ordinaria”, ma la seconda, dritta su Glen Davis, sarebbe davvero degna dell’All-Star game.
Nowitzki batte i Pistons, i Magic si arrendono sul parquet di New Orleans
Scritto da Marco Tarantino
Detroit Pistons @ Dallas Mavericks 116-106
Quando in campo c’è WunderDirk, per i Dallas Mavericks non c’è avversario che tenga. A farne le spese stavolta sono i Detroit Pistons di Gigi Datome (rimasto però in panchina per tutta la durata della gara). Dirk Nowitzki show: il tedesco sfodera una sorprendente prestazione mettendo a referto ben 28 punti e 9 rimbalzi, nonostante un ginocchio dolorante. Ma a carburare, in questa perfetta macchina, sono anche Calderon (17 punti) e Carter (13 punti, 5 rimbalzi e 3 assist). Per la squadra del Michigan non bastano le eccellenti prestazioni di Jennings (26 punti e 7 assist), Smith (25 punti) e Monroe (20 punti) ad evitare la quarta sconfitta consecutiva.
Orlando Magic @ New Orleans Pelicans 100-92
Sfruttano il fattore campo, i New Orleans Pelicans, che battono davanti al pubblico amico gli Orando Magic col risultato finale di 100-92. Di sicuro una notte da ricordare per Tyreke Evans, che mettere a referto 23 punti dalla panchina. Ottimo anche il contributo di Anthony David da 22 punti, 19 rimbalzi e ben 7 stoppate. Per i Pelicans è la seconda vittoria consecutiva. I Magic, dal canto loro, ci mettono cuore, muscoli e punti, soprattutto quelli di Afflalo (25) e di Oladipo (18), ma ciò non serve per evitare un’amara sconfitta.
Miami senza particolari problemi contro Boston, Kings vince a New Orleans
Scritto da Marco Tarantino
Alla AmericanAirlines Arena di Miami, Florida, gli Heat affrontano i Boston Celtics. Nel primo periodo gli Heat giocano in scioltezza contro i Celtics privi di un vero e proprio gioco, e con un Rondo ancora lontano dalla miglior forma fisica, e si va all’intevallo lungo sul punteggio di 40-51. Al rientro sul parquet Boston, complice un rilassamento in casa Miami, riesce a limare lo svantaggio portandosi sul 67-71. Nell’ultimo periodo, però, gli Heat rimettono la partita sui propri binari chiudendo sull’86-93. Per gli Heat buona prova di James, autore di 29 punti. Per i Celtics da segnalare solo la doppia doppia di Humphries, che ha segnato 14 punti e preso 13 rimbalzi.
Alla New Orleans Arena di New Orleans, Louisiana, i Pelicans ospitano i Sacramento Kings per una sfida che si preannuncia interessante, visto i record, simili, delle due squadre. Nel primo periodo i Kings sembrano far propria la partita, chiudendo il quarto sul 38-20. Nel secondo periodo, però, i Pelicans danno segnali di vita e riescono a segnare 36, senza però raggiungere gli avversari. Il primo tempo si chiude sul 64-56. Al rientro sul parquet, però, New Orleans non regge il passo di Sacramento, che prende lo slancio fondamentale per affrontare con serenità l’ultimo quarto. Nel quarto periodo i Pelicans riescono soltanto a diminuire lo svantaggio e la partita si conclude sul 114-97. Per Sacramento prestazione mostruosa di Gay, che conclude con 41 punti. Per New Orleans da segnalare i 17 punti di Evans.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
I Pelicans avevano messo il turbo sin da metà primo quarto, con 15 punti di un magnifico e munifico Gordon nei primi 12 minuti, a cui si aggiungono i 9 di Davis, fino ad arrivare ad un parziale di 19-30 per New Orleans. Nel secondo periodo Houston tenta di difendersi con un buon Terrence Jones, qualche colpo di Chandler e di Harden, ma non funziona, NOLA risponde e si va all’intervallo lungo sempre con la doppia cifra di vantaggio (45-56). Al rientro Jones si scatena, in 3:37 fa 10 dei 17 punti che portano Houston al pareggio (68-68), inaugurati da una tripla del Barba: ma i Pelicans tengono, ed è di nuovo Gordon che con due triple nel finale di terzo periodo riporta New Orleans sul +7. La gara resta accesissima, si comincia l’ultimo quarto sul 74-81, i Pelicans tentano di allungare, ma piano piano i Rockets rosicchiano punti: Harden si incarica della risalita, e a 57 secondi dal termine porta prima al pareggio e poi al sorpasso ì, con due liberi, Houston. 100-99, Davis riporta la parità sbagliando un libero ma insaccandone un altro, ma la palla torna in mano a Harden che porta a 102-100 e Chandler mette l’ultimo punto con un libero. Risultato finale: 103-100, i Pelicans incassano la settime sconfitta di fila, la quarta consecutiva in casa. Houston invece colleziona il quinto successo nelle ultime sei gare, il terzo consecutivo on the road.
New Orleans: Gordon (35 pts, 6/9 da tre, 6 ast), Davis (24 pts, 7 reb), Smith (10 pts, 6 reb), Robert (10 pts).
Houston: Harden (26 pts, 5/11, 7 ast), Jones (25 pts, 8 reb), Parsons (17 pts, 8 reb), Lin (13 pts), Howard (12 pts, 11 reb).
Alla New Orleans Arena i Pelicans affrontano gli Spurs del rientrante Ginobili e, più che mai, di Tony Parker. Nel primo quarto gli Spurs, dopo essere andati sotto 0-5 nei primi 2 minuti, riescono a raggiungere i Pelicans dando vita ad un duello punto a punto, che si conclude sul 24-28. Il secondo periodo prosegue sulla falsa linea del primo e, nonostante il +8 che New Orleans riesce ad ottenere a metà quarto, San Antonio da il “la” alla sua rimonta e va all’intervallo lungo sul punteggio di 51-52, grazie al canestro di Belinelli sulla sirena. Il rientro sul parquet vede, anche in questo quarto, i Pelicans portarsi in vantaggio, per poi farsi raggiungere, e questa volta farsi anche superare, dagli Spurs, che portano il risultato sul 76-73. Nell’ultimo periodo San Antonio non riesce a scrollarsi dalle spalle i Pelicans, che ad un certo punto riescono anche a raggiungere gli Spurs. Gli Spurs, però, riescono a resistere alle cariche dei padroni di casa e, a 43 secondi dal termini, Parker mette il 99-95 che abbatte i Pelicans che, pochi secondi dopo, non riescono a trovare la retina con la tripla di Roberts. A 20 secondi dal termine il rientrante Ginobili si prende un fallo d’esperienza che lo manda in lunetta per i 2 punti decisivi.
Per gli Spurs ottima prestazione di Parker, autore di ben 27 punti e 7 assist. Buona anche la prova di Duncan, 18 punti e 9 rimbalzi, Ginobili, al rientro con 14 punti, Leonard, 13 punti, e Belinelli, 12 punti dalla panchina.

Per i Pelicans buone le prove di Davis, 22 punti e 11 rimbalzi, e Roberts, autore di 19 punti.
La lunga corsa ad PO: la situazione della Western Conference, 5 pretendenti per due posti
Scritto da Marco Tarantino
I Playoffs sono il traguardo principale per molte squadre della NBA con l’ambizione di vincere il titolo o, per lo meno, di giocarsela con tutti.
Per le squadre più blasonate raggiungerli è un obbligo e l’obbiettivo minimo per loro è ottenere il miglior piazzamento possibile nella Regular Season. Per altre squadre, invece, la stagione è una guerra all’ultimo sangue per aggiudicarsi gli ultimi posti disponibili per entrare in quel torneo post-season che vede protagoniste le 16 migliori squadre, 8 per conference. Un traguardo molto ambito.
Ed è proprio quello che sta accadendo adesso nella Western Conference dove, attualmente, sono in ballo un bel numero di franchigie che si contendono il settimo e l’ottavo posto in classifica, piazzamenti al momento occupati rispettivamente dai Suns (21-14) e dai Mavericks (21-16).
I Suns sono la squadra rivelazione in questa conference, con l’esplosione definitiva di Goran Dragic, già intravista ai Campionati Europei di quest’anno e all’arrivo di Bledsoe dai Clippers che che però è momentaneamente out per via di un infortunio.
I Mavericks quest’anno hanno fatto degli innesti azzeccatissimi, affiancando al sempreverde Nowitzki, il talento di Monta Ellis e l’esperienza in regia di Josè Calderon.
Alle spalle, però, ci sono delle squadre agguerritissime che sicuramente faranno il possibile e l’impossibile per rendere la vita difficile a Phoenix e Dallas e tentare di prendere il loro posto: stiamo parlando dei Nuggets, dei TimberWolves e dei Pelicans.
Denver attualmente è la pretendente più agguerrita e pericolosa, occupando la nona piazza con un record di 18-17 e tallonando da vicino i Mavs. Freschi freschi di vittoria sui Thunder di Kevin Durant, i Nuggets stanno risalendo la china piano piano ed hanno ancora un’arma che potrebbe avere un impatto importante sulla loro stagione: il ritorno all’azione di Danilo Gallinari.
I TimberWolves sono la franchigia che invece potrebbe sorprendere tutti, visto il rendimento mostruoso della sua superstar, Kevin Love. I lupi attualmente occupano la decima piazza con un record di 18-19. Con qualche innesto giusto in squadra, possono dire la loro.
I Pelicans, infine, a inizio stagione erano una squadra su cui puntare, viste le new entry importanti come Jrue Holiday dai Sixers e Tyreke Evans dai Kings, che sono andati ad affiancare altri due giocatori importanti come Anthony Davis e Eric Gordon. Attualmente sono un po’ in caduta con un record di 15-20 ma ha il roster per rientrare in corsa di prepotenza.
Non bisogna però ancora dare per spacciati i Kings, che con l’arrivo di Rudy Gay possono ancora avere qualche chance, e ai Grizzlies, che attualmente sono alle spalle dei TWolves e attendono il rientro di Marc Gasol.
La cosa curiosa è che con i record che hanno alcune di queste squadre, nella Estern Conference per ora fossero tranquille, con un posto che permetterebbe loro di accedere ai playoffs: gli Hawks, in terza posizione, hanno un record di 20-17.
Il che dà da pensare sulla qualità delle due Conference.
Giuseppe Frisina Per Dunk NBA
Mavericks@Pelicans 107-90: Davis va in doppia doppia, ma con Dallas non c’è storia
Scritto da Marco Tarantino
Vittoria facile per Dallas (21-16) contro dei Pelicans (15-20) privi di Jrue Holiday, fuori (per circa un mese, dicono le ultime indiscrezioni) per una frattura da stress alla tibia della gamba destra. I Mavs conducono sin dal primo quarto grazie a Ellis, Carter e al sempre grande Dirk Nowitzki , raggiungendo la doppia cifra di vantaggio intorno a metà gara (62-49), con un break di 13-2 firmato da Monta Ellis. Davis e Gordon provano a rispondere all’offensiva Mavs, ma all’inizio del quarto quarto il distacco raggiunge i 20 punti, sull’95-75, a 7.24 dal termine, e la gara può dirsi ormai conclusa. Percentuali eccezionali da fuori per Dallas, grazie alle 4 triple su 8 messe a segno da Wunder Dirk e le 3/5 di Calderon e Carter. 24 i punti di Nowitzki, 23 quelli di Ellis, più 7 assist. Sul fronte NOLA, 27 punti per Gordon e 21, più 13 rimbalzi, per Davis.
Shedly Chebbi,
Per DunkNBA
All’AmericanAirlines Arena, la casa degli Heat, arrivano i New Orleans Pelicans, privi di Ryan Anderson fermato da un’ernia. Nel primo tempo, come spesso accade, gli Heat non stringono ed i Pelicans ne approfittano per cercare una sorta di allugo. L’allungo va a buon fine, anche se non come New Orleans sperava, e si va all’intervallo lungo sul punteggio di 49-43. Nella ripresa, però, la superiorità tecnica di Miami viene fuori ed a fare la differenza è il solito trio. Il risultato finale non può che sorridere agli Heat: 88-107. Per Miami grande prestazione di James, autore di 32 punti, e Wade, autore di 22 punti. Da segnalare anche il ritorno in doppia cifra di Chris Andersen, autore di 15 punti e 7 rimbalzi. Per New Orleans convincente la prova di Anthony Davis, autore di una doppia doppia con 22 punti e 12 rimbalzi. Buona anche la prestazione di Gordon, autore di 15 punti.
Al BMO Harris Bradley Center di Milwaukee i Bucks ospitano i Golden State Warriors. Nel primo quarto regna il sostanziale equilibrio in cui i Bucks riescono a chiudere in vantaggio, senza però riuscire ad andare in fuga. Nel secondo quarto, a dimostrazione dell’equilibrio che ha regnato nel primo tempo, Golden State riesce a passare in vantaggio, anche questa volta senza riuscire a dare uno strappo al match. Il risultato su cui si va negli spogliatoi è 50-48. Nel terzo periodo i Warriors riescono nel loro intento di dare l’allungo decisivo sui Bucks e, grazie al maggior tasso tecnico, riescono a allungare di ulteriori 9 punti. L’ultimo periodo, vista la stanchezza che colpisce Milwaukee, è solo una formalità per Golden State che chiude il match sul 101-80. Per i Warriors grande prestazione di David Lee, in doppia doppia con 22 punti e 18 rimbalzi. Buone anche le prove di Curry, autore di 15 punti, e Thompson, autore, anch’egli, di 15 punti. Per i Bucks si mettono in mostra Ilyasova, autore di 20 punti, e Antetokounmpo, autore di 18 punti.
















