A 38 anni suonati o ti chiami Tim Duncan e decidi tu quando smettere di giocare in NBA oppure può capitare di essere gentilmente messi alla porta. Senza scomodare altri illustri vecchietti che ancora militano nella Lega, a Pablo Prigioni, invece, è stata data una grossa stretta di mano condita da un “good luck”.
Scaricato prima da Houston, arrivato a Denver, il cestista argentino sperava di strappare un contratto annuale per continuare la sua permanenza negli Stati Uniti. Nulla da fare. 1.6 milioni d’ingaggio a stagione, a quanto pare, avrebbero pesato troppo sulle casse dei Nuggets. Dopo la bella esperienza europea con la maglia della Saski Baskonia, con cui vinse un campionato spagnolo, il PM approdò a New York, sponda Knicks, solo nel 2012.
NBA arrivata tardi nella carriera di Pablo che, più vicino ai 40 che ai 35, si trova, di nuovo, a pensare al suo futuro. In Europa qualche squadra ha già drizzato le orecchie, soprattutto nella penisola iberica, luogo dove il play e la sua famiglia hanno vissuto gli anni migliori.
Per NBAPassion.com,
Eugenio Cignatta






