4 giorni e l’NBA aprirà le porte ad una nuova (e tanto attesa) stagione di spettacolo che solo il basket americano sa offrire. Una stagione di conferma per alcuni e di rivalsa per molti altri che, dopo un’annata (per alcuni si parla di diversi anni) costellata da difficoltà e risultati insoddisfacenti, sono alla ricerca di solidità e continuità di risultati. Tante, come sempre, le storie e le rivalità che si intrecciano in una stagione che si prospetta combattiva come poche prima d’ora. Scopriamo insieme, allora, 10 buoni motivi per non perdere un solo secondo della stagione NBA che verrà:
1 – Golden State of Mind

I campioni in carica dei Warriors tenteranno in tutti i modi di difendere il titolo: ci riusciranno?
2 – Welcome back, guys
Da non sottovalutare assolutamente poi, il discorso legato ai ritorni da parte di tanti campioni NBA che, nel corso della scorsa stagione, il Dio del basket non ci ha voluto far apprezzare pienamente, causa infortuni vari. Uno su tutti, Paul George: la 25enne ala piccola degli Indiana Pacers, come ben noto, ha dovuto saltare gran parte dell’ultima stagione a causa di una frattura alla gamba rimediata con Team USA. Nonostante poi sia effettivamente tornato a calcare i parquet NBA già al termine della stagione, potremo ammirare a tutti gli effetti il vero Paul George a partire dalla sfida ai Raptors. Da non dimenticare, poi, altri ritorni di pezzi da 90 come Kobe Bryant, che si avventurerà verso l’ultima stagione della carriera, di Carmelo Anthony, che proverà a risollevare le sorti dei Knicks, e di Kevin Durant, la cui ultima stagione è stata falcidiata dagli infortuni che non gli hanno permesso di confermare il suo assoluto valore. Ritorni illustri, ritorni che riporteranno ai rispettivi team e alla lega un bagaglio di talento e spettacolo non indifferente.
3 – Old Wild West
Siamo qui, ogni inizio stagione, a commentare come la Western Conference sia a livelli di competitività che la Eastern non raggiunge ormai da diverso tempo. Eppure, ogni anno, nel ‘vecchio West’, non si sa come, riescono ad alzare l’asticella della competitività a livelli sempre maggiori. Se lo scorso anno la corsa al titolo di “Re dell’Ovest” non è stata quasi mai aperta con i Warriors a farla da padrona, dietro ci sono stati addirittura 5 team che, verso la fine della stagione regolare, si sono dati battaglia per il secondo posto nella Conference e che hanno chiuso con al più una sconfitta di distanza. Una differenza sottilissima che sta ad indicare come Warriors, Spurs, Clippers, Rockets e Memphis, con l’aggiunta dei ritrovati Thunder, siano tutte quante in corsa per le prime posizioni ad Ovest. Da tenere d’occhio, poi, i Pelicans di Davis e coach Gentry, i Mavs in una veste del tutto nuova, i Blazers ristrutturati dopo le pesanti partenze, e i Suns sempre pericolosi e costanti, con Timberwolves, Jazz, Kings e Lakers pronte a sorprendere grazie alla gioventù talentuosa da un lato e i nuovi importanti innesti per quanto riguarda i californiani. 8 posti per 15 franchigie: chi la spunterà?
4 – Il nuovo re della West Coast

Un uomo con il suo obiettivo: Paul Pierce tenterà di regalare ai Clippers il primo titolo della loro storia
5 – Top of the Pop

Con Duncan e Ginobili presenti per un’altra stagione e gli innesti di Aldridge e West, Popovich punta dritto al sesto titolo della carriera
6 – Race to the MVP
Il riconoscimento personale per eccellenza, frutto del lavoro di una intera stagione, a cui (quasi) tutti i giocatori NBA ambiscono: ritorna la ‘Race to the MVP’ e, mai come quest’anno, la concorrenza è agguerrita per vari motivi. Il vincitore dello scorso anno, Steph Curry, ha tutte le carte in regola per riconfermarsi qualora a mantenere le aspettative saranno anche i Warriors ma occhio al rivale James Harden, che non ha ancora digerito il secondo posto dell’ultima stagione e vorrà tentare di mettere le mani sull’MVP title. Alle loro spalle, però, c’è una serie di campioni ai quali basterebbe solo il nome per consegnargli di diritto il titolo: Lebron James su tutti, già 4x vincitore del titolo e sempre pericoloso candidato alla vittoria; c’è poi Kevin Durant, MVP uscente che ha intenzioni più che serie di dimostrare a tutti ancora una volta il suo valore; come non citare poi il compagno, Russell Westbrook, che lo scorso anno, con Durant fuori dai giochi, ha espresso il meglio di sé dimostrando di essere una macchina da tripla-doppia? O magari Anthony Davis, da tutti riconosciuto come il “futuro MVP”? Occhi puntati anche su nomi divenuti ormai delle habitué come Chris Paul, Blake Griffin, Marc Gasol e ai possibili ritorni di Carmelo Anthony, Kobe Bryant e Derrick Rose. Mai come quest’anno la corsa all’MVP risulterà avvincente: chi la spunterà?
7 – L’ultimo (?) canto del cigno
Se n’è parlato parecchio questa estate nonostante il diretto interessato non abbia né confermato né smentito le voci, come spesso accade: Kobe Bryant potrebbe essere arrivato all’ultimo capitolo della sua più che incredibile carriera. La stagione alle porte sarà vissuta in modo particolarmente intenso e con un pizzico di innovazione per il #24 dei Lakers: dopo diverse stagioni in cui i problemi fisici sono stati all’ordine del giorno, l’obiettivo n.1 per Kobe e lo staff dei lacustri sarà quello di preservare il fisico dai forti stress che la stagione regolare pone, riducendo il minutaggio per consentire quindi anche una migliore efficacia in termini di gioco al 37enne. Una stagione che, a quanto è stato detto, lo vedrà spesso impegnato in un ruolo tutto nuovo, quello di ‘stretch–four’, in una lega che spinge sempre più verso i ‘quintetti piccoli’. Un Kobe sotto una nuova veste che, accantonato (forse) il sogno di pareggiare il conto di anelli con Michael Jordan, avrà il compito di guidare i nuovi arrivi verso un ottavo posto che vorrebbe dire accesso ai Playoffs dopo alcune stagioni di astinenza; un compito non facile considerata la concorrenza ad Ovest: sarà un ultimo canto del cigno con sorpresa o ci si dovrà accontentare di un’altra stagione di transito?
8 – Cavs VS Rest of the World

Dopo aver solo sfiorato il titolo l’anno scorso, quest’anno i Cavs vogliono completare l’opera incompiuta
9 – Thunder e Bulls: occhio alle sorprese
Hanno passato l’ultima stagione tra molti bassi e pochi alti a causa di vari problemi (fisici e non) che hanno condizionato l’andamento della loro stagione. Adesso, però, Thunder e Bulls hanno deciso di ripartire da zero e, per farlo, le dirigenze delle due franchigie hanno deciso di rompere nettamente col passato per tentare di intraprendere una nuova strada che riporti i due team ai vecchi albori: stessi giocatori, nuova guida tecnica; possiamo così racchiudere le scelte effettuate dai GM delle due franchigie che, a questo punto, si presentano ai nastri di partenza della nuova stagione come possibili ‘outsiders’ al titolo a detta di molti. Difficile, ad oggi, dire se effettivamente possano essere entrambe competitive sin da subito, ma certo è che Thunder e Bulls daranno parecchio filo da torcere a tutti e nessuno vorrà trovarseli contro ai Playoffs: con un Kevin Durant in perfetta salute da un lato e un Derrick Rose (si spera) in formato MVP 2010-11, nessuna strada e nessun sogno è precluso.
10 – The Italian Job
E, ‘dulcis in fundo’, non possiamo non citare i nostri italiani in NBA. L’importante Europeo di Germania e Francia, ci lascia in eredità una grande consapevolezza, se ancora una volta fosse necessario affermarlo: i nostri ragazzi possono dire la loro anche in NBA. Belinelli, nella sua nuova avventura ai Kings, potrebbe seriamente ritagliarsi un bel numero di minuti che a San Antonio, a causa di gerarchie consolidate nel tempo, per forza di cose non poteva avere; Gallinari, ha giurato eterno amore ai Nuggets e sarà sicuramente una pedina fondamentale nello scacchiere di Mike Malone, nuovo head coach della franchigia; e se Datome ha deciso di tornare in Europa, al contrario c’è Andrea Bargnani che ha deciso di rimanere in NBA, sempre a New York ma con veste diversa, quella nera dei Nets, per dimostrare alla lega e al mondo intero di non essere la delusione definita da molti ma lungo dalle caratteristiche moderne capace di ripetere le ottime prestazioni fornite all’Europeo. Poche parole ma tanta voglia di confermarsi e stupire ancora una volta il pubblico americano: gli italiani sono pronti ad una grande stagione NBA.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Dalla Eastern alla Western Conference, l’NBA è pronta anche quest’anno ad affermarsi la lega di riferimento nel panorama mondiale cestistico: Steph Curry, LeBron James, Kevin Durant e i loro fratelli sono pronti a farvi vivere una stagione dalle emozioni assicurate, qualunque sia la vostra fede. Per cui mettetevi comodi e gustate appieno la stagione che verrà: lo spettacolo della NBA sta arrivando.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on twitter)







