Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsNBA Analysis: dieci buone ragioni per seguire la prossima stagione

NBA Analysis: dieci buone ragioni per seguire la prossima stagione

di Mario Tomaino

4 giorni e l’NBA aprirà le porte ad una nuova (e tanto attesa) stagione di spettacolo che solo il basket americano sa offrire. Una stagione di conferma per alcuni e di rivalsa per molti altri che, dopo un’annata (per alcuni si parla di diversi anni) costellata da difficoltà e risultati insoddisfacenti, sono alla ricerca di solidità e continuità di risultati. Tante, come sempre, le storie e le rivalità che si intrecciano in una stagione che si prospetta combattiva come poche prima d’ora. Scopriamo insieme, allora, 10 buoni motivi per non perdere un solo secondo della stagione NBA che verrà:

 

 

1 – Golden State of Mind

I campioni in carica dei Warriors tenteranno in tutti i modi di difendere i titolo: ci riusciranno?

I campioni in carica dei Warriors tenteranno in tutti i modi di difendere il titolo: ci riusciranno?

Si riparte dalle Finals della scorsa stagione e, quindi, dai Golden State Warriors. Come la prassi vuole, è ovvio che i ragazzi di coach Kerr (che verrà inizialmente sostituito da Luke Walton) siano sicuramente visti come l’avversario da battere, nonostante le quote parlino di Cavs favoriti alla vittoria finale: gli ‘Splash Brothers’ saranno chiamati alla prova di maturità, sostenuti dai vari Green, Bogut, Barnes e l’MVP delle Finals, Iguodala, su tutti; la base di partenza è quella solida ed efficace che ha portato i Warriors alla vittoria dopo 40 anni di vacche magre quindi, ma attenzione all’aggiunta di alcuni piccoli quanto mirati innesti: uno su tutti Jason Thompson, lungo dalle ottime qualità che a Sacramento non è riuscito ad esprimersi ma che potrebbe essere un importante innesto a “costo zero” qualora riuscisse ad esplodere. I Warriors sono pronti alla riconferma.

 

2 – Welcome back, guys

Tanti i ritorni illustri partendo da George, passando per Bryant e Durant, terminando a Anthony

Tanti i ritorni illustri partendo da George, passando per Bryant e Durant, terminando a Anthony

Da non sottovalutare assolutamente poi, il discorso legato ai ritorni da parte di tanti campioni NBA che, nel corso della scorsa stagione, il Dio del basket non ci ha voluto far apprezzare pienamente, causa infortuni vari. Uno su tutti, Paul George: la 25enne ala piccola degli Indiana Pacers, come ben noto, ha dovuto saltare gran parte dell’ultima stagione a causa di una frattura alla gamba rimediata con Team USA. Nonostante poi sia effettivamente tornato a calcare i parquet NBA già al termine della stagione, potremo ammirare a tutti gli effetti il vero Paul George a partire dalla sfida ai Raptors. Da non dimenticare, poi, altri ritorni di pezzi da 90 come Kobe Bryant, che si avventurerà verso l’ultima stagione della carriera, di Carmelo Anthony, che proverà a risollevare le sorti dei Knicks, e di Kevin Durant, la cui ultima stagione è stata falcidiata dagli infortuni che non gli hanno permesso di confermare il suo assoluto valore. Ritorni illustri, ritorni che riporteranno ai rispettivi team e alla lega un bagaglio di talento e spettacolo non indifferente.

 

3 – Old Wild West

8 posti per 18 franchigie: chi la spunterà nel 'vecchio West'?

8 posti per 15 franchigie: chi la spunterà nel ‘vecchio West’?

Siamo qui, ogni inizio stagione, a commentare come la Western Conference sia a livelli di competitività che la Eastern non raggiunge ormai da diverso tempo. Eppure, ogni anno, nel ‘vecchio West’, non si sa come, riescono ad alzare l’asticella della competitività a livelli sempre maggiori. Se lo scorso anno la corsa al titolo di “Re dell’Ovest” non è stata quasi mai aperta con i Warriors a farla da padrona, dietro ci sono stati addirittura 5 team che, verso la fine della stagione regolare, si sono dati battaglia per il secondo posto nella Conference e che hanno chiuso con al più una sconfitta di distanza. Una differenza sottilissima che sta ad indicare come Warriors, Spurs, Clippers, Rockets e Memphis, con l’aggiunta dei ritrovati Thunder, siano tutte quante in corsa per le prime posizioni ad Ovest. Da tenere d’occhio, poi, i Pelicans di Davis e coach Gentry, i Mavs in una veste del tutto nuova, i Blazers ristrutturati dopo le pesanti partenze, e i Suns sempre pericolosi e costanti, con Timberwolves, Jazz, Kings e Lakers pronte a sorprendere grazie alla gioventù talentuosa da un lato e i nuovi importanti innesti per quanto riguarda i californiani. 8 posti per 15 franchigie: chi la spunterà?

 

4 – Il nuovo re della West Coast

Un uomo con un obiettivo fisso nel mirino: Paul Pierce tenterà di regalare ai Clippers il primo titolo della loro storia

Un uomo con il suo obiettivo: Paul Pierce tenterà di regalare ai Clippers il primo titolo della loro storia

E restando proprio sulla West Coast, il nuovo re (nonostante la non più tenera età) risponde ad un solo nome: Paul Pierce. Il 38enne veterano della lega, è ormai pronto a cimentarsi in questa nuova avventura che ha tanto il sapore di impresa e che predispone come obiettivo il primo tanto atteso titolo NBA per la franchigia che ha costituito da sempre il “the dark side of the moon” di Los Angeles. Al roster già importante dello scorso anno, che ha (un po’ a sorpresa dopo la vittoria sugli Spurs) fallito miseramente l’obiettivo di arrivare quanto meno alle Finali di Conference, sono stati aggiunti nuovi innesti come Wesley Johnson, Lance Stephenson, Josh Smith; tutti talenti unici, tutte teste calde che dovranno essere “manovrate” dalla sapiente mano di Pierce in campo e dall’amico, nonché coach, Doc Rivers da bordo campo. Le premesse ci sono tutte, ora il parquet rimarrà l’unico giudice sovrano: riusciranno i Clippers a scrollarsi di dosso la nomina di ‘eterni perdenti’?

 

5 – Top of the Pop

Con Duncan e Ginobili a stringere i denti per un'altra stagione e gli innesti di Aldridge e West, Popovich punta dritto al 6o titolo della carriera

Con Duncan e Ginobili presenti per un’altra stagione e gli innesti di Aldridge e West, Popovich punta dritto al sesto titolo della carriera

I colpi di scena in casa Spurs, sono una consuetudine per chi segue l’NBA da diverso tempo, ormai. Dopo la cocente delusione dell’eliminazione rimediata al Primo Turno degli ultimi Playoffs, San Antonio era sul punto di dover rinnovare il roster nei ruoli cruciali occupati da tempo da Manu Ginobili e Tim Duncan, i quali parevano prossimi ad un ritiro praticamente annunciato. Già, parevano. Le due leggende della franchigia texana, dopo diverse consultazioni congiunte, hanno deciso di rimandare ancora una volta il momento dei saluti, per tentare di eliminare quel sapore di amaro lasciato in bocca un po’ a tutti i fans della NBA e tentare di lasciare la lega il prossimo anno da campioni in carica. Per compiere l’impresa, la dirigenza ha riposto nelle sapienti mani di coach Popovich un roster tra i più forti che gli Spurs abbiano mai avuto: gli arrivi di David West e LaMarcus Aldridge soprattutto, uniti alle riconferme di elementi come Patty Mills, consentono una importante gestione delle rotazioni che permetterà di preservare i “vecchietti” mantenendo comunque una qualità indiscussa sul parquet. “Gallina vecchia fa buon brodo”: Duncan e Ginobili ci regaleranno un’ultima magnifica stagione con i fiocchi?

 

6 – Race to the MVP

Curry, Harden, James, Durant, Paul e tutti i loro fratelli: chi sarà il nuovo MVP della Regular Season?

Curry, Harden, James, Durant, Paul e i loro fratelli: chi sarà il nuovo MVP della Regular Season?

Il riconoscimento personale per eccellenza, frutto del lavoro di una intera stagione, a cui (quasi) tutti i giocatori NBA ambiscono: ritorna la ‘Race to the MVP’ e, mai come quest’anno, la concorrenza è agguerrita per vari motivi. Il vincitore dello scorso anno, Steph Curry, ha tutte le carte in regola per riconfermarsi qualora a mantenere le aspettative saranno anche i Warriors ma occhio al rivale James Harden, che non ha ancora digerito il secondo posto dell’ultima stagione e vorrà tentare di mettere le mani sull’MVP title. Alle loro spalle, però, c’è una serie di campioni ai quali basterebbe solo il nome per consegnargli di diritto il titolo: Lebron James su tutti, già 4x vincitore del titolo e sempre pericoloso candidato alla vittoria; c’è poi Kevin Durant, MVP uscente che ha intenzioni più che serie di dimostrare a tutti ancora una volta il suo valore; come non citare poi il compagno, Russell Westbrook, che lo scorso anno, con Durant fuori dai giochi, ha espresso il meglio di sé dimostrando di essere una macchina da tripla-doppia? O magari Anthony Davis, da tutti riconosciuto come il “futuro MVP”? Occhi puntati anche su nomi divenuti ormai delle habitué come Chris Paul, Blake Griffin, Marc Gasol e ai possibili ritorni di Carmelo Anthony, Kobe Bryant e Derrick Rose. Mai come quest’anno la corsa all’MVP risulterà avvincente: chi la spunterà?

 

7 – L’ultimo (?) canto del cigno

Ultima chiamata per Kobe Bryant, che tenterà quantomeno di riportare i Lakers ai Playoffs

Ultima chiamata per Kobe Bryant, che tenterà quantomeno di riportare i Lakers ai Playoffs

Se n’è parlato parecchio questa estate nonostante il diretto interessato non abbia né confermato né smentito le voci, come spesso accade: Kobe Bryant potrebbe essere arrivato all’ultimo capitolo della sua più che incredibile carriera. La stagione alle porte sarà vissuta in modo particolarmente intenso e con un pizzico di innovazione per il #24 dei Lakers: dopo diverse stagioni in cui i problemi fisici sono stati all’ordine del giorno, l’obiettivo n.1 per Kobe e lo staff dei lacustri sarà quello di preservare il fisico dai forti stress che la stagione regolare pone, riducendo il minutaggio per consentire quindi anche una migliore efficacia in termini di gioco al 37enne. Una stagione che, a quanto è stato detto, lo vedrà spesso impegnato in un ruolo tutto nuovo, quello di ‘stretchfour’, in una lega che spinge sempre più verso i ‘quintetti piccoli’. Un Kobe sotto una nuova veste che, accantonato (forse) il sogno di pareggiare il conto di anelli con Michael Jordan, avrà il compito di guidare i nuovi arrivi verso un ottavo posto che vorrebbe dire accesso ai Playoffs dopo alcune stagioni di astinenza; un compito non facile considerata la concorrenza ad Ovest: sarà un ultimo canto del cigno con sorpresa o ci si dovrà accontentare di un’altra stagione di transito?

 

8 – Cavs VS Rest of the World

Dopo aver solo sfiorato il titolo l'anno scorso, quest'anno i Cavs sono vogliosi di completare il percorso intrapreso

Dopo aver solo sfiorato il titolo l’anno scorso, quest’anno i Cavs vogliono completare l’opera incompiuta

Se da un lato i Warriors sono i campioni in carica, dall’altro i Cavaliers di LeBron James e Kyrie Irving sono l’avversario forse più temuto della lega nella corsa al Larry O’Brien Trophy. E così la pensano anche i bookmakers che li pongono come principali candidati alla vittoria finale, davanti a Spurs, Warriors, Thunder e compagnia. Sicuramente le carte per tornare a disputare le Finals, e possibilmente vincere questa volta, ci sono tutte: confermato Love sin da subito (che dovrà dimostrare di essere un valore aggiunto), confermata nelle ultime ore una pedina fondamentale come Tristan Thompson, e allungata la panchina con gli innesti di Mo Williams, Richard Jefferson, Sasha Kaun, i Cavs si ritrovano un roster adesso completo in ogni reparto, con gli uomini a disposizione di coach Blatt che permetteranno all’israeliano di poter attingere ad una varietà di schemi importante e consentiranno al team di cambiare stile di gioco a seconda dell’avversario che dovranno affrontare. Ad est la concorrenza, eccezion fatta forse per gli Heat e i Bulls, non è spietata, salvo sorprese come gli Hawks dello scorso anno: Wizards, Bucks, Raptors e Pacers per citare alcuni concorrenti, sono ottimi team che però non possono essere paragonati minimamente sulla carta al potenziale di Cleveland. Ora sta ai protagonisti in campo rispettare le pretese, guidati da un LeBron James che, per sua stessa ammissione, sarà un leader e non un trascinatore: riuscirà ‘The Chosen One’ a portare nell’Ohio il tanto ambito primo trofeo della storia dei Cavs?

 

9 – Thunder e Bulls: occhio alle sorprese

Riusciranno Durant e Rose a riportare Thunder e Bulls agli albori d'un tempo?

Riusciranno Durant e Rose a riportare Thunder e Bulls agli albori d’un tempo?

Hanno passato l’ultima stagione tra molti bassi e pochi alti a causa di vari problemi (fisici e non) che hanno condizionato l’andamento della loro stagione. Adesso, però, Thunder e Bulls hanno deciso di ripartire da zero e, per farlo, le dirigenze delle due franchigie hanno deciso di rompere nettamente col passato per tentare di intraprendere una nuova strada che riporti i due team ai vecchi albori: stessi giocatori, nuova guida tecnica; possiamo così racchiudere le scelte effettuate dai GM delle due franchigie che, a questo punto, si presentano ai nastri di partenza della nuova stagione come possibili ‘outsiders’ al titolo a detta di molti. Difficile, ad oggi, dire se effettivamente possano essere entrambe competitive sin da subito, ma certo è che Thunder e Bulls daranno parecchio filo da torcere a tutti e nessuno vorrà trovarseli contro ai Playoffs: con un Kevin Durant in perfetta salute da un lato e un Derrick Rose (si spera) in formato MVP 2010-11, nessuna strada e nessun sogno è precluso.

 

10 – The Italian Job

Gallinari, Belinelli e Bargnani: "The Italian Job" continua a vivere in NBA

Gallinari, Belinelli e Bargnani: “The Italian Job” continua a vivere in NBA

E, ‘dulcis in fundo’, non possiamo non citare i nostri italiani in NBA. L’importante Europeo di Germania e Francia, ci lascia in eredità una grande consapevolezza, se ancora una volta fosse necessario affermarlo: i nostri ragazzi possono dire la loro anche in NBA. Belinelli, nella sua nuova avventura ai Kings, potrebbe seriamente ritagliarsi un bel numero di minuti che a San Antonio, a causa di gerarchie consolidate nel tempo, per forza di cose non poteva avere; Gallinari, ha giurato eterno amore ai Nuggets e sarà sicuramente una pedina fondamentale nello scacchiere di Mike Malone, nuovo head coach della franchigia; e se Datome ha deciso di tornare in Europa, al contrario c’è Andrea Bargnani che ha deciso di rimanere in NBA, sempre a New York ma con veste diversa, quella nera dei Nets, per dimostrare alla lega e al mondo intero di non essere la delusione definita da molti ma lungo dalle caratteristiche moderne capace di ripetere le ottime prestazioni fornite all’Europeo. Poche parole ma tanta voglia di confermarsi e stupire ancora una volta il pubblico americano: gli italiani sono pronti ad una grande stagione NBA.

 

 

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Dalla Eastern alla Western Conference, l’NBA è pronta anche quest’anno ad affermarsi la lega di riferimento nel panorama mondiale cestistico: Steph Curry, LeBron James, Kevin Durant e i loro fratelli sono pronti a farvi vivere una stagione dalle emozioni assicurate, qualunque sia la vostra fede. Per cui mettetevi comodi e gustate appieno la stagione che verrà: lo spettacolo della NBA sta arrivando.

 

Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on twitter)

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