Il rientro Curry in campo slitta ancora. Il playmaker dei Golden State Warriors resterà fuori per altri 10 giorni prima di essere nuovamente rivalutato. Nonostante lo stop il giocatore seguirà la squadra che giocherà giovedì contro gli Houston Rockets, sabato con i Dallas Mavericks e domenica contro i San Antonio Spurs.
Con tutta probabilità queste non saranno le uniche gare che il numero 30 salterà visto che è facile aspettarsi una maggiore attenzione da parte dello staff medico per evitare ricadute nella seconda parte di stagione.
Warriors: slitta ancora il rientro di Curry
Nonostante i tanti giocatori di livello l’assenza di Steph Curry si sta facendo sentire per coach Kerr. Se il record dei Warriors è comunque di 2-1 senza il suo miglior giocatore, è il gioco della squadra che non è fluido come al solito. Al momento però c’è ben altro a cui pensare soprattutto dopo quello che è successo nel post gara con i Clippers con la lite tra Draymond Green e Kevin Durant.
A tal proposito il coach di Golden State ha deciso di punire il primo facendogli saltare il match (poi vinto) contro gli Atlanta Hawks. Come se non bastasse la squadra deve fare i conti con le voci che vedrebbero Durant lontano dalla Baia nella prossima stagione, notizia che sta facendo il giro del mondo creando non poco scalpore.
Come detto sopra lo slittamento del rientro Curry in campo sta creando dei problemi al gioco di squadra. Golden State, nei 399 minuti giocati con Steph in campo, supera gli avversari di 13,5 punti per 100 possessi mentre nei 326 minuti in cui il play non è sceso in campo, il punteggio dei Warriors è sceso ad un più modesto 4,2 punti in più per 100 possessi. Numeri davvero interessanti e che fanno capire a pieno quale è il vero impatto del nativo di Akron sulla franchigia.
