Soltanto 5 gare nella notte: l’NBA apre i battenti a Cleveland dove i Cavaliers ancora senza Bynum, che probabilmente verrà tagliato, ospitano i Warriors in uno stato di forma ottimale con un Curry in stato di grazie e Bogut inarrestabile.
Ad Orlando in contemporanea Oladipo and co ospitano i terzi in comodo nella Easter Division, ovvero gli Atlanta Hawks: ma la sfida più interessante sarà quella di Harden contro il suo passato, gli Oklahoma City Thunder di KD.
Ancora senza Westbrook che ne avrà fino a metà febbraio almeno, i Thunder possono sfruttare il fattore campo per cercare di allungare sui Blazers, che oggi riposano ed gli Spurs, impegnati nella difficile gara contro i Kings, nella Western Conference.
Come detto Tim Duncan, Tony Parker, il nostro Belinelli e Manu Ginobili se la vedranno contro Sacramento a San Antonio, e dopo aver fatto la vittima illustre ovvero i campioni dei Miami Heat, DeMarcus Cousins e Rudy Gay sono pronti a fare il bis contro i vice campioni in carica.
Chiude la notte la sfida di Los Angeles tra i Lakers con più giocatori infortunati che quelli disponibili, e i Philadelphia 76esrs del rookie Carter Williams.
san antonio
All’American Airlines Center di Dallas gli Spurs riscattano la sconfitta del natalizia contro i Rockets, mentre i Mavericks non riescono a confermare la bella prestazione con la quale il 23 dicembre si sono imposti proprio contro Houston. Dopo un primo quarto in cui gli Spurs riescono ad ottenere un mini-allungo sui padroni di casa, nel secondo tempo i Mavs dimostrano di poter competere con San Antonio andando a chiudere il quarto con un parziale di 31-31. 58-51 il risultato all’intervallo lungo. Al rientro sul parquet le cose non cambiano: gli Spurs gestiscono il pallone e Dallas risponde punto sul punto andando a chiudere con un parziale di parità anche nel terzo periodo. 84-77 il risultato su cui le squadre vanno al mini riposo. Nell’ultimo quarto la gara segue la falsa riga del terzo periodo, con la differenza che i Mavericks sono vivi e a 51 secondi dalla fine si portano sul 110-107 dando una speranza al pubblico di casa. Speranza che viene meno quando la fretta e il nervosismo iniziano ad entrare nella testa dei giocatori di casa. E così Monta Ellis prima fa fallo su Ginobili e lo manda in lunetta, inutile dire che l’argentino ha segnato entrambi i liberi, e poi, al rientro dal timeout, sbaglia un layup a 30 secondi dalla fine. Nel finale Calderon spende due falli su Parker, il quale non si fa pregare e segna tutti e 4 i tiri a sua disposizione.
Tra gli uomini di Popovich a brillare sono Tony Parker, autore di 23 punti, Tim Duncan, 21 punti e 13 rimbalzi per l’ennesima doppia doppia (la settima consecutiva) e Danny Green, che parte dalla panchina e mette 22 punti. Buona anche la prestazione di Ginobili che fa valere tutta la sua esperienza nel finale.
Per Dallas grande prestazione, al solito, di Dirk Nowitzki, autore di 25 punti, ben accompagnato dai 23 punti di Monta Ellis e dai 20 dalla panchina di Vince Carter, apparso in buona forma.
NBA preview/2: Derby texano a San Antonio, a notte fonda lo show con Curry vs CP3
Le ultime due gare della Notte NBA sono quelle più spettacolari e incerte: gli Spurs ospitano i Rockets nel derby del Texas, con tante super stars in campo ad illuminare San Antonio, mentre ad Oakland i Golden State Warriors di Curry chiudono le gare natalizie contro i Los Angeles Clippers di Doc Rivers.
Alle 8:00 PM ora locale San Antonio si ferma: arrivano i Rockets da Houston, guidati dalle H&H per la grande sfida texana. Gli Spurs sono la terza forza di Ovest dopo i Blazers di Aldridge e Lillard ed i Thunder di KD e Russel Westbrook: le vittorie sono 22 mentre le sconfitte sono soltanto 6 per Popovich ed il suo roster guidato dal solito Tony Paker, migliore a punti con 18.1 e ad assist con 6.2, ma quello che impressiona della franchigia di San Antonio è il gioco di squadra e la maestria con cui ancora il tecnico “storico” riesce a far girare i suoi Spurs, anche quando non c’è la fantasia di Paker, o non c’è Tim Duncan a dominare sotto canestro, o manca Ginobili, che dalla panchina fa ad ogni gara la differenza. Buonissimo l’avvio di stagione per Belinelli, che sta dimostrando di essere pronto al grande salto come ha dichiarato lo stesso head coach degli Spurs.
I Rockets invece vengono dalla dura sconfitta contro Dallas, nell’altra sfida del Texas per 111-104 con cui hanno perso terreno sulle prime franchigie della Western Conference: sono in piena lotta playoff ma serve una vittoria per ricominciare ad ingranare. James Harden, #13 guida per media punti ed è sicuramente l’uomo da tenere d’occhio vista la sua media di 23.9 punti e 5.6 assist, mentre Howard guida sotto canestro la franchigia con 13.2 rimbalzi raccolti e 1.9 di palle bloccate.
Gara molto aperta, visto che l’ultima sfida a San Antonio è finita 112-106 per i Rockets: gli Spurs bramano vendetta!
Nell’ultima sfida che chiude il Natale con la NBA i Clippers, la quarta forza ad Ovest, con 22 vittorie e 9 sconfitte sono ospiti di Stephen Curry ed i suoi Golden State Warriors ad Oakland: per i Warriors c’è la possibilità di accorciare la distanza dai battistrada della Western Conference, in ottica playoff, visto l’avvio non ottimale con 16 vittorie e ben 13 sconfitte. L’ultima sfida tra le due franchigie si è svolta a Los Angeles dove i Clippers l’hanno spuntata per 126-115 in una gara molto equilibrata: questa volta si inverte campo ed in casa i Warriors vanno molto bene con 9 vittorie e 4 sconfitte.
Stephen Curry è il migliore per media punti con 23.9, di tre punti superiore a Blake Griffin con 20: a rimbalzi la sfida è tra Bogut, a 10.6 e DeAndre Jordan 13.1, mentre il gioco sarà guidato dai due playmaker tra i migliori in circolazione, ovvero Chris Paul con 11.3 assist, e il noto già noto Curry, con 9.2.
Gara molto equilibrata, ma i Warriors sembrano favoriti, vista la buona vittoria contro i Denver Nuggets ed il fattore casa: aspettarsi un punteggio molto superiore ai 100 punti per squadra.
All’AT&T Center di San Antonio gli Spurs ospitano i Thunder in quello che è un big match della notte NBA. Dopo un primo quarto terminato in parità, 21-21 il parziale, gli Spurs sembrano non scendere in campo nel secondo periodo, o almeno lo fanno con un piglio diverso rispetto a Oklahoma, regalando l’allungo decisivo ai Thunder, 40-29 il paziale. Primo tempo che si chiude, quindi, sul 61-50 a favore degli ospiti. Nella ripresa gli uomoni di Popovich cercano di rientrare in partita, ma non ci riescono per colpa, o grazie, alla prestazione superba degli uomini di Brooks. La partita si chiude sul risultato di 113-100. Dopo una buona serie di vittorie consecutive ad inizio stagione gli Spurs non riescono più a trovare continuità, mentre i Thunder si confermano una squadra pericolosa per chiunque. Per i Thunder prestazione superlativa di Russel Westbrook, autore di 31 punti ed 8 assist. Da segnalare anche la prestazione di Reggie Jackson, 21 punti e 4 assist dalla panchina. Un po’ in ombra Durant, solo 17 punti per lui.

Negli Spurs i rietri di Duncan, Parker e Ginobili non bastano ad arginare Oklahoma, stasera in formato super. Buone le prestazioni di Parker, 23 punti e 8 assist, Duncan, 17 punti e 10 rimbalzi per l’ennesima doppia-doppia, e Belinelli, 17 punti.
NBA results: Westbrook si abbatte sugli Spurs, Suns una realtà con super Bledsoe, vincono bene Rockets, Clippers, Warriors, Bulls e Bucks, di misura invece Blazers, Jazz e Kings
I Thunder danno una nuova prova di forza alla Western Conference andando a vincere a San Antonio, contro gli Spurs con Tim Duncan, Parker e Ginobili lasciati a riposo nell’ultima gara: la differenza la fanno i soliti tre con Westbrook sugli scudi, che chiude con 31 punti, Ibaka invece domina sotto canestro con 14 rimbalzi e Durant da il suo contributo, leggermente sotto la media, con 17 punti; dall’altra parta super inizio per Marco Belinelli, che però cala nel finale, per lui 5 triple su 5 nei primi due quarti, per poi finire a 5-8 e 17 punti complessivi.
Phoenix da una bella spallata ai Mavs alla corsa playoff: siamo ancora lontani dalla fine della season, ma i Suns continuano a stupire, e dopo aver vinto a Denver, vincono anche in casa contro Nowitzki e compagni, senza troppi problemi. Cominciano a perdere colpi i Blazers, che riescono però ad avere la meglio dei Pelicans di Anthony Davis che perde la sfida dei futuri mvp con Lillard; bene ad ovest anche i Clippers a Los Angeles in scioltezza sui Nuggets e i Warriors che cominciano a ritrovare qualche risultato e i Rockets che si riprendono bene dopo la batosta presa ad Indianapolis passando a Detroit. Ad Est invece Bulls toccano quota 100 contro i Cavs a Chicago, mentre i Bucks fermano subito la corsa dei Sixers mentre ai Jazz va la sfida delle sorprese con i Bobcats.

Ecco tutti i risultati:
Grizzlies-Knicks 95-87
Wizards-Celtics 106-99
Kings-Magic 105-100
Jazz-Bobcats 88-85
Rockets-Pistons 114-97
Cavaliers-Bulls 84-100
Sixers-Bucks 106-116
Thunder-Spurs 113-100
Mavericks-Suns 108-123
Pelicans-Blazers 107-110
Lakers-Warriors 83-102
Nuggets-Clippers 91-112
Spurs@Warriors 104-102, Belinelli ne fa 28 e Splitter aggancia la vittoria nel finale
All’ORACLE Arena di Oakland arrivano gli Spurs e già qualcuno pregustava il sapore della vittoria, visto le assenze eccellenti di San Antonio. Popovich, infatti, deve fare a meno di Parker, Duncan e Ginobili, ma le seconde linee degli Spurs mettono in atto una delle partite più belle giocate da San Antonio in questa stagione. Dopo essere andati all’intervallo lungo sul punteggio di 53-51, gli uomini di Popovich hanno cercato di allungare su Curry e compagni, riuscendo però a prendere un ulteriore vantaggio di soli 6 punti. Nell’ultimo periodo, complice un prevedibile calo fisico degli Spurs, i Warriors riescono a rompere, seppur parzialmente, le uova nel paniere agli ospiti andando a pareggiare a 28 secondi dalla fine con la tripla del solito Curry. Ma proprio quando l’overtime sembrava alle porte, dopo un tiro sbagliato da Diaw, Tiago Splitter recupera il rimbalzo e tocca il pallone quel tanto che basta per metterlo nel canestro e così a 2 secondi dalla fine gli Spurs sono in vantaggio per 104-102. Inutile il tentativo disperato di Curry da lontanissimo: gli Spurs espugnano l’ORACLE Arena senza le sue stelle, ma con un super Belinelli.
Per Golden State a niente sono servite le super prestazioni di David Lee, autore di 32 punti e 13 rimbalzi, e Curry, 30 punti e 15 assist. Da segnalare anche i 18 rimbalzi presi da Bogut.

Negli Spurs grandi prestazioni di Marco Belinelli, che parte dalla panchina e realizza 28 punti, di Leonard, 21 punti e 10 rimbalzi, e Mills, autore di 20 punti.
Non ci sono i Big Three ma gli Spurs danno una grande prova di forza ed impressionano ad ovest battendo i Golden State Warriors nella loro tana.
Ci pensa Belinelli a fermare Curry: per lui una ottima prova da 28 punti, massimo in carriera per lui, con 2 rimbalzi e 1 assist.
Ecco le sue statistiche:
Marco Belinelli:
28 minuti e 51 secondi in campo con 10-16 da due punti, 4-8 da tre e 4-4 da tiro libero per un totale di 28 punti.
All’US Airways Center di Phoenix gli Spurs tornano alla vittoria sconfiggento i Suns per 108-101. Privi di Tony Parker, fuori per infortunio, gli Spurs non cambiano il proprio stile di gioco facendo un paziente possesso senza forzare il tiro. Dopo che il primo tempo si è chiuso sul 58-58 i Suns hanno allentato un po’ la presa concedendo un mini-allungo agli ospiti, che però non riescono a controllare l’ultimo periodo. Nel quarto quarto, infatti, i Suns hanno una grande reazione e riescono ad arrivare al pareggio quando mancano 3 minuti e 41 secondi alla fine. Ma Phoenix non ha fatto i conti con Manu Ginobili. L’argentino riesce a rimettere in piedi la partita di San Antonio nel finale. Sono ben 11 i punti messi a segno da Ginobili negli ultimi 2 minuti e 58 secondi dalla fine.
Popovich può sorridere per il gioco e per aver ritrovato campioni come Duncan e Ginobili. Per Duncan, autore di 17 punti e 13 rimbalzi, arriva la terza doppia doppia consecutiva, mentre per Ginobili sono arrivati 24 punti, 7 assist e 2 palle rubate.

Per i Suns buona prestazione di Frye, 22 punti, e Dragic, autore di 18 punti. Da segnalare anche i 13 punti e 13 rimbalzi di Plumlee.
Popovich non sarà certamente soddisfatto della prestazione dei suoi, soprattutto per i 115 punti concessi ai Clippers. Dopo un primo periodo chiuso in vantaggio gli Spurs sono crollati non riuscendo a mettere in atto il proprio gioco sul difficile parquet dello STAPLES Center. LA, spinta dalla serata positiva delle sue stelle Griffin e Paul, è riuscita a rompere una delle difese più dure della lega che, però, stenta ad imporsi nelle partite di cartello. Eclatanti sono i parziali del secondo e del quarto quarto: 21-34 e 22-37. Parziali impensabili solo qualche settimana fa. Per gli Spurs delude Tony Parker, autore di soli 8 punti e 6 assist. A tenere in piedi San Antonio sono stati Tim Dunca, 17 punti e 11 rimbalzi, e Manu Ginobili, 16 punti dalla panchina.
Per i padroni di casa ottime prestazioni di Blake Griffin e Chris Paul, autori rispettivamente di 27 punti e 9 rimbalzi e 23 punti. Da sottolineare anche gli 11 rimbalzi presi da DeAndre Jordan.
Gli Spurs vincono senza patemi sul parquet dell’EnergySolutions Arena di Salt Lake Cityy. Dopo essere andati in vantaggio a 5 minuti e 11 secondi alla fine del primo quarto gli Spurs non ha mai ceduto un centimetro ai Jazz, allungando fino a che la sirena ha dato il suo verdetto: San Antonio 100 Utah 84. A confermarsi su alti livelli è Tim Duncan, che ha segnato 22 punti e recuperato 12 rimbalzi per la sua ennesima doppia doppia. Buona anche la prova di Tony Parker, autore di 15 punti e 7 assist. Nei Jazz, in partita praticamente per soli 6 minuti, prima che il ciclone San Antonio si imbattesse su Salt Lake City, ottime le prove di Trey Burk, autore di 20 punti, e Gordon Hayward, che ai 18 punti messi a segno fa registrare anche 5 assist, 5 rimbalzi, 2 palle rubate e una stoppata.
Al Wells Fargo Center di Philadelphia cadono i Seventysixers. Philadelphia, che pur non ha giocato male nel primo tempo, cede il passo ai Trail Blazers che hanno disputato una grande gara mettendo in mostra tutti i limiti, soprattutto in fase difensiva dei Sixers. Dopo aver chiuso in svantaggio per 32-34 il primo quarto gli ospiti hanno avuto una reazione incredibile. Alla ripresa del gioco, nel secondo quarto, i Trail Blazers sono andati subito in vantaggio con la tripla di Wright, per poi allungare nel finale di quarto fino al 71-64. Ma a chiudere definitivamente i giochi è il terzo periodo. Quando le squadre sono tornate sul parquet coach Brown deve aver mandato in campo le controfigure dei suoi visto l’impietoso parziale: 40-15. L’ultimo quarto serve solo a mettere in ghiaccio il risultato per Portland. Il risultato finale è 139-105. Per Philadelphia buona partita di Wroten, autore di 18 punti e 7 assist , e Thompson, 17 punti per lui. Continua a pesare l’assenza di Michael Carter-Williams per Brown. Mentre per Portland ottima prestazione di Aldridge, autore di 20 punti e 16 rimbalzi. Anche la panchina dei Trail Blazer si è comportata alla grande portando ben 60 punti.
Video-NBA: super Kevin Love
http://www.youtube.com/watch?v=GPRKUL2qWnM
Super prestazione di Kevin Love, che con i suoi 14 rimbalzi contro gli Spurs brucia la strada alla concorrenza nella speciale classifica dei migliori rimbalzisti in NBA: per lui la media è di 13.8 a partita contro i 13.3 di Howard.
Non bastasse stanotte contro San Antonio ha messo a segno 42 punti di cui 24 arrivati da tiri da 3, con 8 canestri su 9 tentativi, un dato impressionante, che fa capire quanto stia continuando a migliorare questo ragazzo che ha una media punti sensazionale di 24.7.
I Timberwolves possono contare su un vero leader: sarà in grado però KL di trascinare Minnesota ai playoff data l’elevata concorrenza ad Ovest?

Grande avvio di stagione per Kevin Love: il #42 dei Minnesota Timberwolves sta praticamente tenendo in piedi da sola la squadra di Minneapolis continuando a stupire tutti con grandissime gare disputate.
Una altra super prestazione contro gli Spurs, con 14 rimbalzi con i quali brucia la strada alla concorrenza nella speciale classifica dei migliori rimbalzisti in NBA: per lui la media è di 13.8 a partita contro i 13.3 di Howard.
Non bastasse stanotte contro San Antonio ha messo a segno 42 punti di cui 24 arrivati da tiri da 3, con 8 canestri su 9 tentativi, un dato impressionante, che fa capire quanto stia continuando a migliorare questo ragazzo che ha una media punti sensazionale di 24.7.
I Timberwolves possono contare su un vero leader: sarà in grado però KL di trascinare Minnesota ai playoff data l’elevata concorrenza ad Ovest?













