La notizia più brutta nel momento peggiore: all’alba del training camp, Flip Saunders dà agli appassionati di pallacanestro la più brutta notizia possibile: il coach dei Minnesota Timberwolves martedì ha annunciato che gli è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin, che i suoi medici hanno definito “trattabile e curabile”. La notizia del cancro al sistema immunitario la ha avuta in realtà un paio di mesi fa, e da allora si sta sottoponendo a sedute di chemioterapia.
Nonostante questo fulmine a ciel sereno,grazie anche ai contorni non gravi che la situazione ha assunto, stando a quanto riporta ESPN, Saunders ha deciso in ogni caso di non sospendere la propria attività come executive e coach di Minnesota. A prendere il suo posto in panchina è probabile che nel caso sarebbe stato Sam Mitchell, l’assistente di maggiore esperienza nel ruolo di capo allenatore, avendo anche vinto premi come il Coach of the Year nel 2007, alla guida dei Raptors del primo Bargnani. Gli altri membri dello staff tecnico sono infatti Sidney Lowe, David Adelman e Ryan Saunders, figli rispettivamente del precedente e dell’attuale occupante della panchina dei Timberwolves.
Magari, a motivare Saunders di fare questo sforzo, oltre alla sua conclamata e inappuntabile professionalità, sono state le prospettive del proprio team, mai così positive da una decina d’anni a questa parte. Una truppa di giovani rampanti come LaVine, Towns, Wiggins, Muhammad, Bennett, Tyus Jones, supportati da europei rodati come Pekovic, Rudez, Rubio e il neo arrivato Nemanja Bjelica, e tutti guidati da vecchietti terribili come Miller, Garnett e il sempre sottovalutato Kevin Martin. Ci sarà da battagliare non poco, ma questo è davvero l’anno buono in cui si può riportare Minneapolis sulla mappa del basket che conta, senza dover stare a rivangare nostalgie di George Mikan e dei Lakers che qui sono nati.
Ah, un’ultima cosa: get well, coach Flip.
Per NBAPassion,
Luigi Ercolani


