Intervenuto a Lo Spogliatoio, la trasmissione sportiva di Radio Sapienza, Riccardo Favretto ha presentato il Sei Nazioni 2026. La seconda linea della Benetton Treviso, con all’attivo 8 presenze con la Nazionale allenata da Gonzalo Quesada, ha fatto un punto della situazione, partendo dalle ottime Quilter Nations Series di novembre 2025. Il classe 2001 afferma: “abbiamo voglia di lavorare e lavorare bene”
Arriverà il salto di qualità?
La generazione dorata dell’Italrugby, in mano ora a Quesada, ha dimostrato che l’Italia non è più una squadra materasso. I ragazzi di Quesada sanno stare benissimo in campo (come dimostrato in Italia-Sudafrica) e dare molto fastidio alle grandi (citofonare Australia). Le amichevoli di novembre hanno alzato l’asticella. Favretto spiega: “Si, sicuramente. L’aria che si respira è molto buona. E’ bello trovarsi tutti assieme dopo questo periodo di stacco con i club e, soprattutto, dopo una Nation Series di buon livello. Quindi tutto questo fa sì che noi abbiamo voglia di lavorare e di lavorare bene”.
Di certo, il giocare assieme ai compagni di club aiuta. La Benetton Treviso compone gran parte dello scheletro del 15 azzurro. Da lì arrivano fenomeni come Tommaso Menoncello (MVP del Sei Nazioni 2024), Lorenzo e Niccolò Cannone e Louis Lynagh. Il numero 8 trevigiano spiega: “Provenire tutti dallo stesso club fa si che ci sia già un certo feeling sia in allenamento sia poi sul campo. Quindi assolutamente una cosa molto positiva”.
Il calendario del Sei Nazioni metterà di fronte l’Italia a Scozia, Irlanda, Francia, Inghilterra e Galles. Compagini che vanno affrontate ognuna con un approccio diverso che si sviluppa di settimana in settimana. Il classe 2001 afferma infatti: “In base all’avversario (l’approccio è, ndr) quello di scegliere un po’ quello che riguarda il piano di gioco e magari i giocatori più adatti per affrontare quella partita è un po’ più una situazione che riguarda lo staff tecnico. Ma il nostro modo di affrontare settimana in settimana è sempre quello di cercare di portare la miglior prestazione possibile. Quindi dal nostro punto di vista è solamente uno sprono in più quello di affrontare una nazionale diversa ma il nostro intento è sempre quello di performare.
Dopo delle ottime Nation Series (Due vittorie ed una sconfitta in tre partite) ci si aspetta un bel percorso da parte di Menoncello e compagni, chiamati a riscattarsi dopo un deludente Sei Nazioni 2025. L’obiettivo è sempre quello di ricalcare o addirittura migliorare il torneo del 2024, il migliore di sempre per gli Azzurri. Anche lo Stadio Olimpico, definito dagli addetti ali lavori il più caldo di tutto il torneo, giocherà la sua parte.
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