Tra le squadre in fase di ricostruzione non si può negare che i Minnesota Timberwolves occupino una posizione di rilievo. Con la stagione 2015-2016 alle porte, la squadra di Minneapolis sembra aver trovato finalmente la giusta alchimia tra il vecchio e il nuovo, cosa fondamentale per una ricostruzione vincente.
Nel ruolo di mentori infatti sono arrivati Kevin Garnett e Andre Miller, i quali proveranno a dare una mano nella crescita psicologica della squadra. Tuttavia entrambi i giocatori sono reduci da una stagione ben al di sotto delle aspettative, segno che forse le carriere delle due ex stelle sono giunte ormai al capolinea.
Il reparto giovani invece è uno dei più promettenti di tutta l’NBA, secondo solamente a quello dei Milwaukee Bucks. Oltre al Rookie of the Year dello scorso anno Andrew Wiggins infatti si è aggiunta la prima scelta dell’ultimo draft, Karl–Antony Towns. Oltre alle due prime scelte, non si può dimenticare il playmaker Zach LaVine, garanzia di grande spettacolo grazie al suo atletismo e alle sue schiacciate.
Tuttavia non è con i “se” e con i “ma” che si fa strada: per i Twolves è giunto il momento di dimostrare di essere pronti a compiere il definitivo salto di qualità.
La scorsa stagione è stata completamente da dimenticare, anche a causa di un roster giovanissimo e alla prima esperienza in NBA. La squadra ha concluso con la peggior difesa della lega, subendo 109 punti ogni 100 possessi. Proprio da qui che si ricomincerà a costruire: infatti, se è vero che Garnett potrà (seppur con meno di 20 minuti a gara) dare un grosso contributo in questo senso, bisogna anche ammettere che tutti gli altri possibili buoni difensori sono ancora alla ricerca della giusta forma per l’inizio della stagione.
Oltre alla giovane età infatti bisogna aggiungere anche una valanga di infortuni che hanno condizionato la stagione passata, a cominciare da quello di Ricky Rubio che ha costretto il giocatore a saltare 60 partite. La mancanza del playmaker titolare si è fatta molto sentire, soprattutto nei momenti in cui la squadra girava male al tiro e i giocatori si intestardivano in tiri troppo spesso inconsistenti.
Lo spagnolo infatti, per il front office della franchigia, doveva essere quell’elemento che, nei momenti di difficoltà, avrebbe dovuto mettere ordine e tenere la partita su un determinato piano tattico. Invece, a causa della lunga assenza, tutto questo non è potuto succedere.
Oltre a Rubio, anche Nikola Pekovic, Kevin Martin e Shabbaz Muhammad hanno saltato gran parte dello scorso anno: questa stagione sarà necessario tutto il loro contributo per migliorare quello che ad oggi è il quinto peggior attacco della lega.
La più grande incognita per questo nuovo inizio resta l’allenatore Flip Saunders, fermo a causa di un linfoma e per questo sostituito da Sam Michell: la mancanza di un elemento a lungo termine sulla panchina dei Twolves potrebbe a lungo andare essere dannoso per una squadra alla ricerca di un punto di riferimento.
Insomma, ci saranno veramente tanti motivi per seguire i Minnesota Timberwolves nella prossima Regular Season. Sicuramente non risulteranno la miglior difesa della lega e molto probabilmente non giocheranno per i playoff nel far west della Western Conference, ma potranno divertire già da quest’anno con giocate pazzesche.
Per NBA Passion,
Federico Sarchi



