I Minnesota Timberwolves si aspettavano di rimanere una contender anche senza Kevin Love questa stagione, finito in estate ai Cleveland Cavaliers di LeBron James, ma gli infortuni che hanno falcidiato i Lupi uniti ad un gioco deludente, soprattutto nella fase difensiva, hanno fatto si che la franchigia del Minnesota crollasse e finisse così relegata nei bassifondi della Western Conference. Il team ha sinora ottenuto un record di 11 vittorie e 41 sconfitte, che sinora vale la seconda posizione nella Reverse Standing valevole per il prossimo draft, il che garantisce ai Timberwolves, qualora mantenessero questa posizione sino allo scadere della regular season, di ottenere una scelta al primo giro tra le prime cinque chiamate assolute.
I Timberwolves hanno una point guard con un’ottima visione di gioco unita ad un’altrettanto ottima capacità di passare il pallone ai compagni, Ricky Rubio, insieme a due giocatori futuribili a lungo termine come Gorgui Dieng e Shabbazz Muhammad ai quali si va aggiungere la potenziale stella acquisita proprio nella trade con i Cavs, Andrew Wiggins, prima scelta assoluta del draft 2014. I Timberwolves si trovano così ad avere per le mani un roster talentuoso e futuribile, il futuro dei Lupi sembra essere radioso ma la luce alla fine di questo tunnel in cui sono entrati sembra lontana almeno un paio di stagioni. A questa situazione si vanno ad aggiungere le due sostanziose Player Option sui contratti di Young e Budinger, che non consentono ai Timberwolves un’ampio margine di manovra per le trade e la firma di eventuali free agent.
Il roster dei T’Wolves si avvale inoltre di alcuni veterani, come Nikola Pekovic e Thaddeus Young. Proprio quest’ultimo è stato acquisito durante la scorsa offseason dai Sixers, i quali hanno intrapreso la strada del tanking già dalla scorsa stagione: è stata proprio questa situazione a portare Young a chiedere la cessione ad un’altra franchigia, e il veterano pensava che approdando a Minnesota avrebbe trovato tutt’altro tipo di ambiente, ovvero una franchigia in grado di lottare quantomeno per i playoff a fine stagione. Young ha attraversato un inizio molto difficile di stagione, ma con l’inizio del 2015 le sue prestazioni sono andate in crescendo: le statistiche del giocatore ora sono di 14.3 punti e 1.9 palloni rubati di media a partita. Come accade per molti giocatori non considerati stelle nella NBA, finchè il minutaggio di Young è rimasto al di sotto dei 20 minuti a partita il giocatore ha vissuto le sue migliori performance a livello di PER, ottenendo un PER di addirittura 18.93, che è ben al di sopra della media della NBA. Con l’aumento del minutaggio però, il veterano ala dei Timberwolves ha visto calare questa statistica sino a 14.90 in questa stagione. Il ragazzo però, ha dimostrato di poter rendere di più in termini di produttività quando è inserito in un ambiente competitivo, con giocatori di medio-alto livello al suo fianco ed è quindi oggetto di continui rumors su una sua possibile dipartita dalla franchigia di Minneapolis.
Le franchigie interessate a Young, che ha al termine di quest’anno una Player Option per la prossima stagione che ammonta a 9.71 milioni di dollari, sarebbero Nets e Raptors. I Nets vorrebbero costruire una trade a tre squadre, coinvolgendo anche i Thunder: la trade comprenderebbe l’approdo di Young ai Nets, Brook Lopez ai Thunder e Kendrick Perkins ai Timberwolves. I Raptors invece starebbero cercando un rinforzo nello spot di ala grande: i giocatori sin qui accostati alla franchigia di Toronto sarebbero Taj Gibson, Kenneth Faried e David West, ma i Raptors avrebbero dato uno sguardo alla situazione di Young, il quale ha dimostrato il proprio valore quando ha avuto a disposizione dei compagni migliori come Rubio, e lo stipendio del giocatore non è tra i più elevati. Tuttavia il valore attuale di Young è colato a picco, per cui tutte le franchigie che lo seguono potrebbero attendere la fine della stagione regolare per vedere se Young eserciterà o meno la Player Option a Minnesota. I Raptors darebbero comunque al giocatore una situazione simile a quella in cui si è trovato Jeff Green a Memphis, il quale sta rendendo molto bene da terza opzione offensiva.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

