Nel settembre del 2009 quella del Tennessee erano una squadra senza capo né coda, con un grosso (letteralmente) punto interrogativo nell’ingaggio di Zach Randolph e Allen Iverson, e una banda di giovanotti che avrebbe al massimo potuto ambire ad entrare nei playoff. A gennaio del 2010, dunque solamente cinque mesi dopo, di colpo i ragazzi in bianco-gialloblù erano diventati una squadra gagliarda, intensa, prima per produzione punti nel pitturato. Nel settembre del 2016 i Grizzlies sono una squadra con un grande avvenire dietro le spalle. Trova l’errore.
CAMBIAMENTI DI GIOCO
Ora, che non si sia risposto alle attese è un tema sottile come filo di rasoio, e altrettanto tagliente. Si poteva puntare all’anello? Sì, perché il valore assoluto consentiva un’incursione nelle Finals. Si doveva puntare all’anello? No, perché Memphis è una franchigia storicamente deficitaria. Come i Cavs, solo che in Ohio si sono trovati LeBron James e in Tennessee Pau Gasol. Non è la stessa cosa, pur con la noblesse oblige dovuta al lungo catalano.
Ma quindi, che farà Memphis? Il suo, in attesa, chissà, di avere tra le propria fila un Prescelto che la elevi a ranghi di futura grandezza. Ottimistico pensare che possa essere il nuovo arrivato Parsons, dotato di buona mano ma senza la capacità di spostare di LBJ (nota a margine: NESSUNO in realtà ce l’ha quella capacità). Per il momento si gode il ritorno del cerebrale Conley e del dinamico Tony Wroten.
Il nuovo coach, David Fizdale, nell’ultima dozzina d’anni è stato assistente di Mike Woodson ed Erik Spoelstra, e dunque è presumibile che la sua conduzione sarà focalizzata sulla difesa, e lascerà mano libera alla sensibilità dei suoi uomini in attacco. Non sarebbe, nel caso, un’idea malvagia: Conley è uno che divide pani e pesci in egual misura con gli altri quattro compagni, Carter avrà anche lasciato la Vinsanity per strada con lo scorrere del tempo ma vigliacco se il suo piazzato ci piace come il primo giorno, Randolph e Gasol ormai sono una coppia di fatto (ma da queste parti è meglio non farci troppo spirito sopra), Allen è sempre il defensive linebacker dei tempi dei Celtics anche se l’età ha tolto qualcosa anche a lui, e tra Troy Daniels e Wade Baldwin nel settore guardie, e Green, Williams e Wright in quello delle ali possono nascere fiori nel giardino dei Grizzlies.
PREVISIONI MEMPHIS GRIZZLIES
Ecco, ma che tipo di fiori potranno essere? Fiori di campo libero nei playoff, o fiori nel deserto dell’Ovest dove le potenze sono altre? Una sola persona ha il potere di indirizzare il divenire dei Grizzlies ridotti, almeno apparentemente, a orsacchiotti peluche: Mike Conley. Solo Chris Paul è più decisivo e decisionale nelle sorti della propria squadra in NBA. Memphis vivrà e morrà del rendimento del proprio orchestratore.
Le mani zuccherate di Z-Bo e Marc saranno un altro indirizzo significativo, e allora diciamo pure che in Tennessee hanno tutte le qualità per arrivare alla post season e lì, come sempre, ogni partita è un terno al lotto. Gli scalpi di Spurs 2011 e Thunder 2013 sono lì, sopra al virtuale camino, a dimostrarlo.



