Alle 2.00 orario italiano, San Antonio, in Texas, torna ad essere il cuore degli Stati Uniti, ospitando la gara2 delle NbaFinals 2014 tra Miami Heat e, appunto, gli Spurs del Texas. In gara1, vittoria 110-95 di Ginobili&compagni. Andiamo insieme ad analizzare i 5 fattori che Spoelstra dovrà migliorare per portare la serie in parità.
1) Rimbalzi. Nel primo episodio della serie i padroni di casa hanno dominato sotto le plance. 39 rimbalzi catturati contro i 29 di Miami, anche se gli Heat possono vantare il maggior numero di carambole conquistate in attacco: 7 contro 5.
2) Percentuali al tiro. Netta la differenza tra le percentuali delle due squadre. San Antonio supera il 50%, tirando 50/68, pari ad un favoloso 58.8%, mentre i ragazzi di Erik Spoelstra hanno trovato con meno frequenza la via del canestro, tirando 37/78, che corrisponde al 34.7%. Spurs in vantaggio anche nelle triple, con 13 bersagli su 25 tentativi (52%), mentre Miami ha tirato 12/29 (41.4%).
3) Liberi tentati. Palese divario anche per quanto riguarda i viaggi in lunetta: 22 i tentativi degli speroni, 17 quelli vincenti, che corrispondono al 77%. Il più presente sulla linea della carità è stato Tiago Splitter (4/5). Solo 11 invece i liberi dei Miami Heat, con 9 centri (81%). In più di metà il protagonista è stato LeBron James, con 5 bersagli su 6 tentativi.
4) Comprimari e panchina: Chiariamo subito la categoria, intendiamo tutti coloro che non fanno parte dei Big Three. In casa Miami Heat al di fuori di James-Wade e Bosh (62 punti in tre), sono Lewis (10 punti) e Allen (16) riescono a dare un contributo. Pessima prestazione di Mario Chalmers (3 punti), Cole (2), Andersen (2) e Battier (0).
5) Assist. Poco da spiegare in questa voce. San Antonio ha giocato molto più di squadra, con 30 assist al fronte dei 16 di Miami. Segno di troppi isolamenti o tiri forzati per i campioni in carica, che in gara2 dovranno certamente coinvolgere l’intero roster.




