Steph Curry non ha dubbi. Se gli Warriors faranno tutto ciò che occorre e si affideranno alla loro esecuzione, il “three-peat” non potrà sfuggirgli.
Lo spogliatoio dei Golden State Warriors – racconta Steph – non ha certo paura di pronunciare la parola “three-peat”. L’obiettivo stagionale per i bi-campioni NBA in carica non può essere che uno soltanto.

Steph Curry
Gli Warriors potrebbero diventare la prima squadra NBA dai tempi dei Los Angeles Lakers 2000-2002 a vincere tre titoli consecutivi, ed avranno la possibilità di giocare la quinta finale NBA di fila.
Numeri che proiettano la franchigia della Baia nella storia delle grandi dinastie NBA, al pari delle grandi edizioni di Boston Celtics e Los Angeles Lakers, e dei Chicago Bulls di Michael Jordan.
“Vincere il titolo è il nostro obiettivo” racconta Steph Curry “Ciò che ci rende grandi, credo, è la nostra capacità di arrivare al grande obiettivo giorno dopo giorno, partita dopo partita e mese dopo mese, costantemente. Incoraggiarsi a vicenda, riuscire ad oltrepassare qualsiasi ostacolo che ci si pari davanti – che siano infortuni o serie negative – noi riusciamo sempre ad adattarci al meglio e superare velocemente i momenti difficili”
Steph Curry: “Three-peat? Dipende solo da noi”
Curry ed i Golden State Warriors sono naturalmente ben consapevoli del ruolo dominate che la squadra ricopre nella NBA di oggi.
L’aggiunta estiva di un talento come DeMarcus Cousins – per di più con un contratto “economico” – ad un roster già in grado di separarsi dal resto della lega per qualità di gioco e vittorie, ha gettato nello sconforto rivali e tifosi in ogni angolo di mondo.
Per Steph, la vittoria finale è nelle mani degli Warriors. Si tratta solamente di eseguire, e raccogliere con fiducia l’opportunità unica che si presenta davanti alla squadra:
“Sappiamo che la vittoria finale è alla nostra portata, se faremo tutto ciò che occorre. La possibilità di vincere per il terzo anno di fila rappresenta per noi un’opportunità unica. Qualcosa di cui non dovremmo aver timore di parlare e di cercare”
– Steph Curry sulle prospettive di titolo dei Golden State Warriors –
In apertura di training camp, coach Steve Kerr ha invitato i suoi giocatori a “godersi assieme il viaggio” ed il tempo passato assieme, senza subire la pressione di dover vincere di nuovo a tutti i costi.
L’estate 2019 sarà un periodo di scelte difficili per Golden State.
Kevin Durant e Klay Thompson potranno diventare free-agent, e subire la tentazione di provare a vincere, o accettare un’offerta al massimo salariale nel caso di Thompson, altrove, dopo aver rinunciato negli anni passati a diversi milioni di dollari per sposare il progetto Warriors.
Il “peso” di essere i campioni secondo Steph Curry
Dodici mesi separano però Golden State dalla cruciale estate 2019. Dopo quattro anni da dominatori assoluti della lega, Steph Curry riflette sulla singolare posizione che la sua squadra si trova a ricoprire ormai praticamente ogni sera.
Per molti dei restanti 29 team, la partita contro i Golden State Warriors è uno dei “main event” stagionali:
“E’ una cosa divertente, a pensarci. Che sia un martedì sera, o la seconda partita di un back-to-back in mezzo ad una trasferta ad est, gli avversari vogliono sempre metterti alla prova, non possiamo pretendere di passare inosservati (…) in passato hanno detto di noi che, quando la squadra non è concentrata, siamo battibili. Ma quando siamo ‘sul pezzo’, ci aiutiamo a vicenda e facciamo le nostre cose, siamo un osso davvero duro. Ed ogni sera ci viene richiesto di tenere tale livello di attenzione, perciò in ogni nostra partita – casa o trasferta che sia – l’atmosfera è questa, divertente e competitiva”
– Steph Curry sullo status di campioni in carica dei Golden State Warriors –
I Golden State Warriors sono scesi in campo stanotte ad Oakland contro i Phoenix Suns per la loro terza sfida di pre-season.
I Suns si sono imposti per 117-109, grazie ad un’altra solida prestazione del rookie Deandre Ayton, autore di 18 punti e 7 rimbalzi in soli 26 minuti di gioco.
Per Golden State, riposo per Thompson, Green, Iguodala e Shaun Livingston. Steph Curry è stato il migliore dei suoi, con 23 punti in 23 minuti di utilizzo.
Steph did 'em dirty. ? pic.twitter.com/vtNqeT5s0v
— NBA TV (@NBATV) October 9, 2018


