Andamento stagionale: 34 W – 19 L
Ripetere la passata regular season (conclusasi con il record di 62-20, il migliore) appariva fin dall’inizio difficile, figuriamoci se parliamo di riconfermare il titolo conquistato contro i Miami Heat. Ma, come la storia insegna, quando ci sono in mezzo in San Antonio Spurs mai dire mai. I campioni in carica sono attualmente settimi nella Western Conference e c’è molta curiosità di vedere come come la squadra si comporterà per le restanti partite e soprattutto in vista dei playoff (salvo un tracollo clamoroso che vedrebbe i texani fuori dalle prime otto posizioni): perchè tra certezze e alcuni dubbi, al momento pare esprimere una valutazione sull’operato della franchigia non è cosa facile.
I PUNTI DI FORZA
Si sa, coach Gregg Popovich è un vecchio volpone e quando si tratta di fare sul serio è pronto ad estrarre dal cilindro delle sorprese che lasciano gli avversari di stucco. L’esperienza, come è noto, in campo playoff è un fattore più che determinante e gli Spurs ne hanno in quantità industriale. E se l’ormai tanto decantato e lodato sistema di gioco che ha strappato solo applausi gira alla perfezione, allora è dura per tutti. Se poi contiamo un Kawhi Leonard sempre più determinate ( è il leader di squadra alla voce punti con una media di 15.4), un Tim Duncan in versione evergreen ( per il lungo quasi doppia doppia di media a partita a quasi 39 anni suonati) e i soliti Parker e Ginobili, allora la tradizione che vuole i neroargentati duri a morire resta ancora i piedi. Capitolo Belinelli: la guardia di San Giovanni in Persiceto continua ad essere una garanzia dalla panchina, con ben 23 minuti di media a partita che Popovich gli concede sul parquet. Nel recente match contro gli Indiana Pacers, l’italiano ha anche messo a segno il buzzer beater della vittoria, (la millesima per il suo allenatore), dimostrando che con la sua freddezza è sempre pronto a servire egregiamente la causa.
I PUNTI DEBOLI
In molti casi l’esperienza coincide con l’età avanzata di alcuni giocatori, fattore da non sottovalutare: come arriveranno gli Spurs nei momenti topici della stagione? Non è da escludere un calo fisico che potrebbe risultare decisivo, soprattutto al netto dell’alto tasso della competitività della Western Conference. Inoltre, negli ultimi tempi la squadra è stata colpita da tanti infortuni, senza contare un reparto lunghi non proprio profondo e una panchina dal rendimento pressochè altalenante. Dal fattore fisico – tecnico a quello psicologico: in quel di San Antonio la fame di gloria dei ragazzi di Pop potrebbe essere ormai saziata e ciò rappresenterebbe un invito a nozze per avversari alla ricerca ossessiva di nuovi successi.
IL FUTURO
In casa Spurs non sono state avviate le manovre per la prossima offseason. Questo perchè il tutto verrà valutato a bocce ferme, quando sarà più chiaro il futuro di alcuni senatori: recentemente Duncan ha ribadito che valuterà l’ipotesi di ritirarsi o meno solo in estate. Da valutare ovviamente la situazione legata a Manu Ginobili, anche lui in scadenza di contratto e attualmente indeciso sul da farsi. In ogni caso, si cercherà di svecchiare un roster che al momento vede arruolati (per ragioni contrattuali) i vari Tony Parker, Boris Diaw, Tiago Splitter, Patrick Mills e Kyle Anderson, attualmente assegnato agli Austin Spurs, formazione della D- League. La sensazione è che comunque si ripartirà da Leonard, che diventerà restricted free agent a fine stagione e per cui sarà probabilmente pareggiata qualsiasi offerta. Poi sarà data la caccia a qualche svincolato importante, con la pista Marc Gasol da tener d’occhio, soprattutto se Tim Duncan deciderà di dire addio al basket giocato.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)



