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NBA Focus on Spurs: tra certezze e dubbi, aspettando i playoff

di Olivio Daniele Maggio

Andamento stagionale: 34 W  – 19 L

Ripetere la passata regular season (conclusasi con il record di 62-20, il migliore) appariva fin dall’inizio difficile, figuriamoci se parliamo di riconfermare il titolo conquistato contro i Miami Heat. Ma, come la storia insegna, quando ci sono in mezzo in San Antonio Spurs mai dire mai. I campioni in carica sono attualmente settimi nella Western Conference  e c’è molta curiosità di vedere come come la squadra si comporterà per le restanti partite e soprattutto in vista dei playoff (salvo un tracollo clamoroso che vedrebbe i texani fuori dalle prime otto posizioni): perchè tra  certezze e alcuni dubbi, al momento pare esprimere una valutazione sull’operato della franchigia non è cosa facile.

I PUNTI DI FORZA

Gregg Popovich e Tim Duncan.

Gregg Popovich e Tim Duncan, pilastri dei San Antonio Spurs.

Si sa, coach Gregg Popovich è un vecchio volpone e quando si tratta di fare sul serio è pronto ad estrarre dal cilindro delle sorprese che lasciano gli avversari di stucco. L’esperienza, come è noto, in campo playoff è un fattore più che determinante e gli Spurs ne hanno in quantità industriale. E se l’ormai tanto decantato e lodato sistema  di gioco che ha strappato solo applausi gira alla perfezione, allora è dura per tutti. Se poi contiamo un Kawhi Leonard sempre più determinate ( è il leader di squadra alla voce punti con una media di 15.4), un Tim Duncan in versione evergreen ( per il lungo quasi doppia doppia di media a partita a quasi 39 anni suonati) e i soliti Parker e  Ginobili, allora la tradizione che vuole i neroargentati duri a morire resta ancora i piedi. Capitolo Belinelli: la guardia di San Giovanni in Persiceto continua ad essere una garanzia dalla panchina, con ben 23 minuti di media a partita che Popovich gli concede sul parquet. Nel recente match contro gli Indiana Pacers, l’italiano ha anche messo a segno il buzzer beater della vittoria, (la millesima per il suo allenatore), dimostrando che con la sua freddezza è sempre pronto a servire egregiamente la causa.

I PUNTI DEBOLI

In molti casi l’esperienza coincide con l’età avanzata di alcuni giocatori, fattore da non sottovalutare: come arriveranno gli Spurs nei momenti topici della stagione? Non è da escludere un calo fisico che potrebbe risultare decisivo, soprattutto al netto dell’alto tasso della competitività della Western Conference. Inoltre, negli ultimi tempi la squadra è stata colpita da tanti infortuni, senza contare un reparto lunghi non proprio profondo e una panchina dal rendimento pressochè altalenante. Dal fattore fisico – tecnico a quello psicologico: in quel di San Antonio la fame di gloria dei ragazzi di Pop potrebbe essere ormai saziata e ciò  rappresenterebbe un invito a nozze per avversari alla ricerca ossessiva di nuovi successi.

IL FUTURO

Kawhi Leonard.

Kawhi Leonard.

In casa Spurs non sono state avviate le manovre per la prossima offseason. Questo perchè il tutto verrà valutato a bocce ferme, quando sarà più chiaro il futuro di alcuni senatori: recentemente Duncan ha ribadito che valuterà l’ipotesi di ritirarsi o meno solo in estate. Da valutare ovviamente la situazione legata a Manu Ginobili, anche lui in scadenza di contratto e attualmente indeciso sul da farsi. In ogni caso, si cercherà di svecchiare un roster che al momento vede arruolati (per ragioni contrattuali) i vari Tony Parker, Boris Diaw, Tiago Splitter, Patrick Mills e Kyle Anderson, attualmente assegnato agli Austin Spurs, formazione della D- League. La sensazione è che comunque si ripartirà da Leonard, che diventerà restricted free agent a fine stagione e per cui sarà probabilmente pareggiata qualsiasi offerta. Poi sarà data la caccia a qualche svincolato importante, con la pista Marc Gasol da tener d’occhio, soprattutto se Tim Duncan deciderà di dire addio al basket giocato.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

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