Ha cominciato Tony Parker, hanno proseguito Manu Ginobili e Andres Nocioni: Rio 2016 diventa terra di ritiri illustri dopo le dichiarazioni anche di Bolt (all’ultima olimpiade dopo aver vinto praticamente tutto nei 100 e 200 metri) e Phelphs (un vero e proprio Cannibale il ragazzo di Baltimora).
Anche al basket tocca la sorte dei ritiri: Francia ed Argentina si sono godute le ultime apparizioni dei loro leader, dei due ragazzi dei San Antonio Spurs.

Parker
Tony Parker: The Best French player Forever
34 anni, ultima gara da 14 punti e 4 assist contro la Spagna di un altro veterano (e futuro compagno di squadra di Tony e Manu Ginobili) come Pau Gasol: Paker dice addio alla nazionale francese con una media a Rio di 13.2 punti, 3.8 assist, 51.2% dal campo in cinque gare. Un biglietto d’addio di tutto rispetto. Dopo 10 tornei internazionali nei quali ha rappresentato il suo paese ha deciso di mettere la parola fine alla sua avventura con la Francia: una medaglia d’oro ad EuroBasket 2013 (ed un premio MVP), un bronzo nel 2005 e nel 2015 ed un argento nel 2011. Ma mai la gioia di una medaglia alle Olimpiadi per lui. 66 gare con la maglia francese, tanto che l’head coach Vince Collet lo ha definito come “Il miglior giocatore francese di sempre”. Una investitura importante ed un addio che priverà la nazionale di un giocatore unico dentro e fuori dal campo.
Manu Ginobili ed Andres Nocioni: addio Generación dorada
Manu e Andres, in nazionale da oltre una decade, hanno annunciato che quella contro il Team USA è stata l’ultima gara giocata con l’Argentina. Fine di una era, niente da aggiungere: la Generación dorada lascia il posto ai giovani ad un nuovo corso.
Ho cominciato a giocare a 19, 20 anni ed ora ne ho 40- ha detto Manu Ginobili dopo la sfida persa con gli Stati Uniti,- dopo tutte le cose fantastiche che mi sono successe, dopo i momenti belli e quelli meno belli è arrivato il momento di una decisione. Molte avventure ho vissuto con questi ragazzi, con queste persone che amo. Oggi me ne torno a casa con una valigia piena di emozioni.
Stessa linea di pensiero espressa da Nocioni, un altro dei grandi veterani dell’Argentina che ha deciso di dire addio proprio a Rio 2016:
Sono nato in una piccola cittadina di 18.000 abitanti, ora sono in mezzo a questi giganti, è incredibile.
Fine di una generazione argentina fatta di grandissimi successi, fine di un basket spettacolare. L’Argentina ripartirà senza i suoi veterani alla ricerca di una medaglia Olimpica tra quattro anni.


