Damian Lillard fende senza sforzi la difesa dei Nuggets per una monster jam di prepotenza.
trail blazers
Alla Chesapeake Energy Arena di Ocklahoma City i Thunder affrontano i Portlan Trail Blazers. Nel primo periodo partono bene i Trail Blazers, che riescono ad andare in vantaggio e gestire il gioco per il 27-21 con il quale termina il tempo. Nel secondo periodo è OKC a dare segnali di ripresa e, nonostante Portland giochi abbastanza bene, riescono a rimontare lo svantaggio andando a concludere il primo tempo sul risultato di 52-51. Al rientro dagli spogliatoi i Trail Blazers cercano di difendere e allungare il vantaggio, ma si imbattano su uno scoglio più grande di loro: l’ennesima serata positiva, e non è più una notizia, di Kevin Durant, che nei secondi finali del quarto porta in vantaggio i suoi sul 75-77. Nell’ultimo periodo Portland riesce a tornare in vantaggio, ma Durant segna, soltanto ngli ultimi minuti, 11 punti raggiungendo e sorpassando gli ospiti per il definitivo 97-105.
Per i Thunder, come sempre, prestazione mostruosa di Kevin Durant, che va a mettere 46 punti lanciando la sua chiara candidatura al titolo di MVP. Buona anche la prova di Reggie Jackson, autore di 15 punti.

Per i Trail Blazers buonissima prova di LaMarcus Aldridge, in doppia doppia con 29 punti e 16 rimbalzi. Da segnalare anche la prestazione di Matthews, autore di 21 punti.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
Al Toyota Center di Houston, Texas, i Rockets affrontano i Portland Trail Blazers. Nel primo quarto le squadre partano forti, ma i Rockets hanno una marcia in più ed il quarto termina sul 28-37. Anche nel secondo periodo Houston sembra più decisa e mette altri punti tra se e Portland, che non riesce a limitare i Rockets. Si va al riposo sul risultato di 56-71. Al rientro sul parquet i padroni di casa cercano di chiudere definitivamente la partita, ma i Trail Blazes riescono a ribattere colpo su colpo evitando così un punteggio ancora più pesante e mantenendo le distaze, 91-106 il risultato. Nell’ultimo periodo Portland prova a tornare quantomeno in partita, ma Houston fa una buona guardia concedento agli ospiti di recuperare soltato 2 punti, per il 113-126 finale.
Per i Rockets grande prestazione di Chandler Parsons, in doppia doppia con 31 punti e 10 rimbalzi. Buone anche le prove di Howard, in doppia doppia anche lui con 24 punti e 12 rimbalzi, e Harden, autore di 22 punti.

Per i Trail Blazers buona prova di Aldridge, in doppia doppia con 27 punti e 20 rimbalzi. Buona prestazione anche di Lillard, autore di 24 punti.
Al Madison Square Garden di New York i Knicks affrontano i Los Angeles Clippers. Nel primo quarto i padroni di casa riescono a chiudere sul 23-27 senza particolari problemi. Il secondo periodo, invece, termina con lo stesso parziale, ma a parti invertite. Si va dunque al riposo sul 50-50, dopo un primo tempo divertente. Tornati sul parquet, però, i Knicks sembrano non avere la stessa brillantezza che hanno avuto nel primo tempo ed i Clippers ringraziano portandosi sul 76-67. Nell’ultimo periodo, nonostante New York si sia svegliata, gli ospiti sono devastanti sotto canestro, specialmente con Blake Griffin e Crawford e la partita termina 109-95. Altro stop, dunque, per i Knicks. Per i Clippers grande prova di Blake Griffin, che mette a referto 32 punti. Buona anche la prova di Jamal Crawford, che parte dalla panchina e segna 29 punti. Solita doppia doppia per DeAndre Jordan, autore di 11 punti e 16 rimbalzi. Per i Knicks buone prove di Carmelo Anthony, in doppia doppia con 26 punti e ben 20 rimbalzi, e J.R. Smith, che parte dalla panchina e segna 24 punti.

All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs, vittoriosi nelle ultime uscite, affrontano i Portland Trail Blazers. Nel primo periodo la partita è più che equilibrata ed il risultato finale non può che essere di parità: 27-27. Nel secondo periodo i Trail Blazers riescono a prendere un buon vantaggio e portano il risultato a proprio favore, chiudendo il primo tempo sul 54-49. Al rientro sul parquet gli Spurs riescono a raggiungere e superare, seppur di musura, Portland, grazie al layup sulla sirena di Manu Ginobili, sul 77-78. Nell’ultimo periodo, però, San Antonio sembra accusare la stanchezza accumolata nelle ultime uscite e Portland non si lascia scappare l’occasione di controsorpassare, ed allungare, sui padroni di casa per il 109-100 finale. Per i Trail Blazers buone prove di LaMarcus Aldridge, in doppia doppia con 13 rimbalzi e 26 punti, e Wesley Matthews, che mette a referto 24 punti. Per gli Spurs ottima prova di Manu Ginobili, autore di 29 punti.
Al Wells Fargo Center di Philadelphia i Seventysixers affrontano i Knicks, che sembrano aver trovato il giusto equilibrio. Nel primo quarto i padroni di casa cercano di mettere pressione agli ospiti e gli rifilano un parziale di 20-28 con il quale si chiude il primo periodo. Nel secondo quarto, invece, i Knicks raggiungono e sorpassano i padroni di casa con un perentorio 32-12, che manda le squadre al riposo sul risultato di 52-40. Al rientro sul parquet i Knicks riescono a mantenere il comando della gara andando anche ad allungare di ulteriori 2 punti, chiudendo il quarto sul 84-68. L’ultimo periodo vede Philadelphia rimontare su New York, che, però, ha un vantaggio che gli consente di gestire la partita senza tante pressioni. New York Knicks-Philadelphia Seventysixers 102-92. Per i Knicks ottima prova di Amar’e Stoudemire, autore di 21 punti in 22 minuti. Buona anche la prova di Anthony, autore di 18 punti e 9 rimbalzi. Nei Seventysixers buone le prove di Anderson e Hawes, autori di 17 punti a testa.
Al Moda Center di Portland i Trail Blazers affrontano i Celtics, che sono ormai da tempo in grave difficoltà. Nel primo quarto Boston riesce a prendere un piccolo vantaggio di 5 punti, grazie anche agli errori sotto canestro di Portland. Nel secondo quarto Portland riesce a limare lo svantaggio, andando così all’intevallo lungo sul risultato di 60-58. Nella ripresa i Celtics non riescono a tenere il passo dei Trail Blazers, che raggiungono e sorpassano gli ospiti chiudendo il quarto sull’86-90. Nell’ultimo periodo Boston Cede definitivamente e la partita si chiude sul 104-112. Per Portland ottima prova di Aldridge, autore di 21 punti e 13 assist. Per Boston non basta la buona prova di Bradley, autore di 25 punti.
Heat @ Trail Blazers 108-107, Bosh fa il James: 37 punti compresa la tripla vincente allo scadere
Scritto da Marco Tarantino
Al Moda Center di Portland i Trail Blazer ospitano gli Heat nel big match della notte NBA. La partita parte forte, fortissimo. Nel primo quarto, infatti, le squadre giocano in un sostanziale equilibrio, ma gli ultimi 60 secondi mostrano tutte le potenzialità di Portland che, in svantaggio per 30-27 a 1:00 dalla fine, rimonta fino al 30-34 con cui si chiude il primo quarto. Anche il secondo periodo è molto equilibrato, ma sono sempre i secondi finali ad essere importanti per i padroni di casa che riscono, non senza fatica, ad andare all’intervallo conservando il vantaggio di 4 punti ottenuto nel primo tempo (è di 28 pari il parziale del secondo quarto). 58-62 il risultato con cui si torna sul parquet. Anche al rientro dall’intervallo lungo i Trail Blazers non mollano la presa e riescono a guadagnare un ulteriore punto di vantaggio sugli ospiti, chiudendo il periodo sul risultato di 83-88. Nel quarto periodo, però, Portland ha un crollo, a livello fisico, e l’esperienza degli Heat fa la differenza. Nonostante ciò i Trail Blazers assaporano la vittoria quando, a 7 secondi dalla fine, Batum mette a segno entrambi i tiri liberi a sua disposizione, portando il risultato sul 105-107 a favore dei suoi. Evidentemente, però, i padroni di casa non hanno ancora fatto i conti con Chris Bosh che, a meno di un secondo dalla fine, mette la tripla decisiva che pesa come un macigno sul risultato finale. A Portland gli Heat battono i Trail Blazers 108-107. Per Miami grande, grandissima, prestazione di Chris Bosh che non fa rimpiangere l’assenza di James mettendo a segno 37 punti e aggiungendo 10 rimbalzi. Buona anche la prestazione di Wade che ha segnato 16 punti.

Per Portland buone le prestazioni di Wesley Matthews, autore di 23 punti, e LaMarcus Aldridge, 22 punti per lui.
Gli Spurs vincono senza patemi sul parquet dell’EnergySolutions Arena di Salt Lake Cityy. Dopo essere andati in vantaggio a 5 minuti e 11 secondi alla fine del primo quarto gli Spurs non ha mai ceduto un centimetro ai Jazz, allungando fino a che la sirena ha dato il suo verdetto: San Antonio 100 Utah 84. A confermarsi su alti livelli è Tim Duncan, che ha segnato 22 punti e recuperato 12 rimbalzi per la sua ennesima doppia doppia. Buona anche la prova di Tony Parker, autore di 15 punti e 7 assist. Nei Jazz, in partita praticamente per soli 6 minuti, prima che il ciclone San Antonio si imbattesse su Salt Lake City, ottime le prove di Trey Burk, autore di 20 punti, e Gordon Hayward, che ai 18 punti messi a segno fa registrare anche 5 assist, 5 rimbalzi, 2 palle rubate e una stoppata.
Al Wells Fargo Center di Philadelphia cadono i Seventysixers. Philadelphia, che pur non ha giocato male nel primo tempo, cede il passo ai Trail Blazers che hanno disputato una grande gara mettendo in mostra tutti i limiti, soprattutto in fase difensiva dei Sixers. Dopo aver chiuso in svantaggio per 32-34 il primo quarto gli ospiti hanno avuto una reazione incredibile. Alla ripresa del gioco, nel secondo quarto, i Trail Blazers sono andati subito in vantaggio con la tripla di Wright, per poi allungare nel finale di quarto fino al 71-64. Ma a chiudere definitivamente i giochi è il terzo periodo. Quando le squadre sono tornate sul parquet coach Brown deve aver mandato in campo le controfigure dei suoi visto l’impietoso parziale: 40-15. L’ultimo quarto serve solo a mettere in ghiaccio il risultato per Portland. Il risultato finale è 139-105. Per Philadelphia buona partita di Wroten, autore di 18 punti e 7 assist , e Thompson, 17 punti per lui. Continua a pesare l’assenza di Michael Carter-Williams per Brown. Mentre per Portland ottima prestazione di Aldridge, autore di 20 punti e 16 rimbalzi. Anche la panchina dei Trail Blazer si è comportata alla grande portando ben 60 punti.
NBA results: l’uragano Aldridge caccia via i Rockets, CP3 non fa girare la squadra e cadono i Clippers a Brooklyn
Scritto da Marco Tarantino
Grande prova di Aldridge: non serviva una conferma del suo valore assoluto, ma oggi è arrivata di nuovo una super prova dei Blazers che danno spettacolo con i Rockets a Portland. Nell’altra gara i Nets vincono con CP3 che si ferma a quota 2 assist, minimo stagionale: a Brooklyn con Deron ancora in campo i Nets cominciano a carburare, grazie anche a Joe Johnson, molto ispirato e che mette triple decisive.
Ecco tutti i risultati:
Clippers-Nets 93-102
Rockets-Trail Blazers 104-111

Grande sfida ad Ovest: a Portland si affrontano due grandissime squadre, che stanno dimostrandosi due delle candidate principali per i playoff.
Lillard e Aldridge sfidano Harden e Howard: ma non solo.
Robin Lopez, Lee, Batum si daranno battaglia sul parquet dell’Oregon e ci faranno godere di un ottimo spettacolo.
18 vittorie, 4 sconfitte, una percentuale di vittorie seconda solo a quella di Indiana, con 0.810: il primato in Western Conference di Portland non è di certo un caso.
I Trail Blazers sono noti per avere una tifoseria molto calda, che riempe la Rose Garden Arena ad ogni gara di Lillard e compagni: Terry Stotts sta tirato fuori il meglio da un roster ben costruito dal DG Neil Olshey, lo stesso che aveva ricostruito i disastrosi Clippers attorno al fenomeno Chris Paul.
Le due stelle della squadra sono indubbiamente il giovane play (ma non si direbbe) Damian Lillard e l’ala grande LaMarcus Aldridge: il centro titolare è Robin Lopez, fratello gemello di Brook, in forza ai Nets, Batum, ala, e Matthews, guardia, completano il quintetto base.
Aldridge è arrivato nel 2006, quando fu la seconda scelta assoluta dei Bulls al Draft, ma fu subito girato ai Blazers per la quarta scelta Thomas; Lillard invece è stata la sesta scelta del draft 2012 preso da Weber State, ed ha avuto un impatto straordinario diventato rookie of the year nel 2013: nonostante il grande rammarico del draft 2007, quello in cui avevano la prima scelta assoluta e chiamarono Oden invece che un certo Kevin Durant, adesso la franchigia dell’Oregon, sta dando buoni risultati.
L’head coach, Terry Stotts, sta dimostrando di curare soprattutto la fase offensiva della squadra, che è a dir poco impressionante: non a casao era l’assistente che si occupava della fase offensiva dei Mavs (con cui ha vinto un titolo NBA nel 2011). Wesley Matthews, Nicolas Batum e Dorell Wright, stanno dimostrando di possedere grandissime doti di tiratori, infilando una raffica di triple, che unite al gioco pick-and-roll di Aldridge e Damian Lillard sta creando un mix offensivo davvero esplosivo. Per Aldridge c’è il record di punti per gara della squadra, con 23.1 (con il suo record personale ottenuto contro i Thunder di 38 punti a parlare per lui) e quello di rimbalzi con 10.1 di media, è di Lillard invece la miglior media assist, con 5,7.
Non a caso Portland è in testa alla classifica di efficienza offensiva con 109,4 punti per 100 possessi, con un gioco da tre punti tra i migliori della lega: soltanto 7 squadre hanno tentato più tiri dalla distanza di Batum and co, ma nessuna di queste ha una percentuale alta quanto quella dei Blazers, che si assesta al 42,6%, insediata solo dai Warriors dei talenti purissimi Thompson e Curry. Matthews ha il 50,9% di tiri da tre realizzati, ed è il secondo nella classifica generale, mentre Nicolas Batum il 41,7% ed è il 13esimo, mentre Lillard il 14esimo con il 41,6%: oltre a loro tre non sono da meno due riserve, l’ex Los Angeles Clippers Mo Williams con il 40% e Dorrel Wright 36,4%.
Oltre a loro il centro Robin Lopez sta dimostrando di avere molti margini di miglioramento, tanto che i Blazers hanno negato ogni interessamento per Omer Asik, con ormai un futuro in NBA ormai lontano da Houston, dopo l’arrivo di Howard: per lui 8.8 punti di media, 7.3 rimbalzi, di cui 3.6 in attacco ed 1.4 stoppate per gara.
Con lui e Lillard i rimbalzi in attacco sono praticamente al sicuro e per questo i tiratori da 3 punti si prendono tanti rischi in ogni gara.
Il tallone di Achille dei Blazers c’è ed è evidenziato anche dalla classifica difensiva della squadra: sono infatti al 22esimo posto per efficienza difensiva dell’intere lega, e quando si è trovata di fronte a squadre con una solida fase difensiva come Houston e Phoenix, ha dimostrato di avere ancora delle mancanze importanti per potere puntare ai play-off.
Se giocasse ad Est sarebbe nelle prime tre della Conference, ma ad Ovest il livello è molto più elevato e dovrà vedersela con almeno sei franchigie in grado di lottare fino alla fine della regular season per un ticket per i play-off: si tratta dei San Antonio Spurs, LA Clippers, Oklahoma City Thunder, Memphis Grizzlies, Golden State Warriors e Houston Rockets.
Tralasciando le due mine vaganti come i Los Angeles Lakers e i Minnesota Timberwolves di Kevin Love e Ricky Rubio, ci sono altri roster davvero molto competitivi: quelli dei Denver Nuggets, dei Mavericks di Dallas e i New Orleans Pelicans di Anthony Davis.
Se Stotts riuscirà a migliorare nella fase difensiva e a mantenere queste percentuali di attacco, non ci sono dubbi che i Blazers potrebbero lottare anche per il primo posto della Conference con Warriors, Spurs e Thunder, ma la stagione è ancora lunga e bisognerà aspettare ancora qualche mese prima di poter tirare un primo bilancio.
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