L’attesa ufficialità dell’inizio della stagione NBA 2020/21 è finalmente arrivata, ma non sembra accontentare tutti i protagonisti. Ora che ogni data chiave è stata prontamente calendarizzata dalla lega, le franchigie sono nelle condizioni di curare la programmazione dei prossimi passi da compiere. Le complicazioni finanziarie e di calendario che una posticipazione della prima palla a due avrebbero comportato sono state elemento centrale nella discussione tra l’amministrazione della NBA e l’Associazione Giocatori.
La voce trainante riguardo le preoccupazioni scaturite da questa scelta proviene dai preparatori atletici. In particolare, coloro che si occupano dell‘allenamento fisico dei giocatori e della prevenzione degli infortuni. Come riportato da Baxter Holmes su ESPN, sono molteplici coloro che hanno espresso il loro punto di vista. I diretti interessati maggiormente esposti al rischio sono i Los Angeles Lakers e i Miami Heat, protagoniste delle NBA finals. E con loro, le otto squadre che non sono state invitate al Walt Disney Resort ad Orlando.
L’inizio della stagione NBA 2020/21 non soddisfa LeBron James
La gara 6 che ha incoronato i Los Angeles Lakers come campioni per il 2019/20 è distante solo 30 giorni. Con l’inizio del training camp fissato per il 1 dicembre, sarà la offseason più breve nella storia dello sport professionistico americano. La questione è stata ironicamente sollevata da LeBron James, anche con qualche accenno di polemica. Nel finale dell’ultimo episodio di The Shop, la star dei Lakers ha scherzato su quali siano i suoi piani. “Sarò molto selettivo su quando scendere in campo nella prima metà della stagione“.
71. Saranno i giorni che separeranno l’ultima gara disputata nella bolla di Orlando, dalla partita inaugurale della stagione NBA 2020/21. Gli esperti hanno sottolineato la possibilità che Heat, Lakers e potenzialmente altre squadre, prevedano un periodo di riposo minuziosamente studiato per le proprie star. Secondo questa concezione, parte iniziale della stagione potrà essere considerata come un prosieguo del training-camp e una pseudo preseason per alcuni giocatori.
Le otto squadre che non giocano da marzo
In accordo a quanto affermato, numerosi dubbi vengono posti in maggior quantità sulle otto squadre che ad Orlando non sono state invitate. Dallo scorso marzo, non hanno più disputato alcuna gara competitiva. Recentemente la NBA ha permesso alle 30 franchigie di aprire le proprie strutture di allenamento ai suoi giocatori, per un massimo di dieci. Ma la costruzione di una solida forma fisica che assicuri una prestanza di livello per il panorama di 72 partite, e oltre, è una questione delicata in termini di integrità e salute dei giocatori.
La fitta programmazione del calendario, prossimo ad essere comunicato, sarà oggetto di valutazioni da parte dei membri dello staff atletico delle squadre. In particolare, assume importante rilevanza la questione dei viaggi. Questa ridurrà il tempo di riposo e sarà generatore di ulteriori potenziali problemi per la qualità del recupero delle energie. Si tratta di un tema che la creazione della bolla aveva efficacemente annullato, ma che ora prontamente si ripresenta.
Su questo la NBA sta prontamente lavorando, al fine di introdurre degli adattamenti alla situazione attuale. In particolare, seppur nulla sia ancora stato comunicato, Baxter Holmes suggerisce che la lega sta valutando varie opzioni. Tra queste vi è la possibilità che una squadra giochi con lo stesso avversario per due partite consecutive, al fine di limitare spostamenti continui. Oppure, una seconda proposta riguarda la scelta di includere gare con squadre vicine geograficamente all’interno di un unico viaggio in trasferta.

La stagione NBA 2020/21 è pronta, ma le incertezze non mancano
È stato istintivo il grido di gioia alla notizia della data del 22 dicembre per l’inizio della stagione NBA 2020/21. E finora, la lega ha egregiamente combinato le richieste di ogni soggetto direttamente interessato. La presenza di potenziali rischi e la loro analisi fa parte del processo. È razionale ammettere che ora più che mai l’obiettivo sarà minimizzare la dannosità dei problemi.
Con lo speranzoso auspicio di portare anche i tifosi all’interno delle arene, la NBA dovrà ancora attraversare diversi ostacoli per costruire la stagione ad hoc. Costantemente si sono presentati dei fattori che potevano condizionare la riuscita di ogni iniziativa, sportiva e non solo. Ma la lega si è sempre fatta trovare magistralmente pronta. Perciò, ogni amante di questo sport è già consapevole che la stagione NBA 2020/21 sarà ancora una volta la dimostrazione di maestria imprenditoriale e sportiva.


