La stagione 2014/15 è stata a dir poco travagliata per i Sacramento Kings, con tre allenatori diversi in 79 partite. Nonostante ciò, i risultati non sono decollati e con coach Karl (9 W-18 L) la squadra ha subito addirittura un regresso rispetto alla gestione Malone (11 W-13 L), almeno dal punto di vista statistico. Anche i giocatori sono andati incontro a uno smarrimento psicologico, vedendosi costretti ad adattarsi a tre diversi metodi di allenamento.
Rudy Gay ha espresso tutto il suo disorientamento al sito Sactown Royalty, affermando che il sistema di coach Karl l’ha demoralizzato ed è insicuro su quello che la società vuole da lui. Inoltre ha rilasciato a proposito le seguenti dichiarazioni: “Per la maggior parte sono sempre stato d’accordo con la franchigia e ho sempre saputo il tipo di lavoro che mi richiedevano di fare. Ma come sapete, io devo accomodarmi e vedere ciò che loro vogliono, ciò che vogliono da me l’anno prossimo e cercare di arrivare il più vicino possibile all’obiettivo. Siamo ancora qui, siamo ancora uniti, siamo ancora una squadra e ci stimiamo ancora l’un l’altro. Lavoriamo insieme e la dirigenza si assicura che siamo uniti, ma in quanto a pallacanestro credo che stiamo ancora apprendendo“.
L’ala 28enne, dunque, è incerto sul da farsi, ma le sue dichiarazioni trovano ragione di esistere nel fatto che la stagione e l’offseason prossime dovrebbero rappresentare per i Kings l’anno zero per (ri)costruire una contender e si aspettano grandi mosse da parte del front office. Inoltre l’ex Raptors non è muovo a questo tipo di uscite e le dichiarazioni odierne rappresentano un miglioramento rispetto a gennaio, durante il quale Gay s’era detto perso sotto la gestione Corbin.
Per NBA Passion,
Antonio Greco

