Equilibrio doveva essere ed equilibrio è stato, quantomeno sino ad ora. Sembra di essere tornati un po’ tutti bambini in queste prime Gare-2 delle serie, con quella sensazione di “una a te e una a me” che, in questo caso, rende tutto molto più aperto e divertente per gli spettatori neutrali, lasciando le sfide molto più in bilico di quanto non si sia visto nel Primo Turno. Al momento, tutte le serie sono sul risultato di 1-1 e c’è da immaginare che, tale equilibrio, possa durare ancora.
Fattore campo: è importante oppure no?
C’è chi è a favore della tesi, chi invece se ne infischia proprio: è il caso dei Washington Wizards che, dopo aver ‘sweepato’ i Raptors, sono andati a vincere Gara-1 in casa dei più temibili Atlanta Hawks; è il caso dei Clippers che, senza un Chris Paul rimasto a riposo dopo i problemi evidenziati in Gara-7 contro gli Spurs, sono comunque riusciti a strappare una vittoria in quel di Houston; è il caso di Bulls e Grizzlies che, partendo con il fattore campo a loro sfavore, hanno saputo vincere una delle due sfide disputate sinora, portando la serie sul risultato di parità. L’1-1 è il punteggio che riecheggia in ogni serie in corso attualmente nelle Semi-Finals. Se pensiamo, poi, che Bulls, Clippers e Wizards sono riuscite a vincere Gara-1 in casa dell’avversario, allora il fattore campo sembra essere diventato qualcosa di davvero trascurabile, forse. Tutto merito dell’equilibrio presente al livello attuale in NBA che, dopo un deludente Primo Turno nel quale ci si aspettavano già diverse serie dove la vincitrice si sarebbe decisa in Gara-7, a causa di diversi fattori, non è andata propriamente come si poteva immaginare.
L’equilibrio si sta manifestando sotto diverse forme nel corso di questi Playoffs, prendete in esame i Clippers: ad oggi sono il team più equilibrato della lega, molto probabilmente. La vittoria contro gli Spurs ha dato loro un enorme vantaggio in quanto a solidità di gioco e certezze sulle possibilità di vittoria, risultando un fattore importante anche in Gara-1 contro i Rockets, permettendogli di spingere l’inerzia della serie subito a loro vantaggio e, nonostante l’assenza di CP3 ma con un Griffin versione “Mr. Triple-Double”, sono riusciti a imporsi sugli Houston Rockets di Harden. Lo stesso Harden, però, grazie ad un moto d’orgoglio, ha evitato nella notte la seconda vittoria dei Clippers al Toyota Center e, grazie ai 32 punti rifilati ai losangelini (16 dei quali arrivati nel solo quarto-quarto) hanno permesso a Houston di rialzare la testa e riportare il perfetto equilibrio nella serie: 1-1 e discorsi rimandati nella trasferta di Los Angeles.L’equilibrio si può manifestare in altre forme, però: quello difensivo, ad esempio, ha costretto Warriors a dover giocare in modo piuttosto snaturato in Gara-2, rovinando la festa di Curry da poco nominato MVP della stagione. Merito di Allen e Conley su tutti, che hanno pensato bene di rovinare la festa, facendo tirare il #30 di Golden State con un misero 2-11 dall’arco, merito di Memphis che ha causato 20 palle perse agli avversari: “Abbiamo perso il nostro equilibrio. Siamo stati troppo frenetici” ha dichiarato coach Kerr nel post-partita. Equilibrio perso, nel caso di Cleveland, innanzitutto dalle assenze di Love e Smith che, unite alla prestazione sottotono di James nella sfida d’apertura della serie, hanno favorito la vittoria di Chicago in Gara-1, letale dall’arco come poche volte in stagione. Ma si sa, se Lebron sbaglia una partita, potete stare certi che quella seguente andrà a finire diversamente. In Gara-2, infatti, ‘The King’ ha dominato sotto ogni aspetto, dettando legge, la sua legge, nella Q-Arena: Bulls mai in partita e serie, anche in questo caso, fissata sull’1-1. “Non volevamo andare sullo 0-2” le parole di James in conferenza stampa. C’è da giurare che, una volta atterrati a Chicago, non vorranno andare nemmeno sull’1-2, specie considerando l’atteso ritorno di J.R. Smith.

Il ritorno di Mike Conley e la super difesa dei Grizzlies, hanno riportato la serie tra Golden State e Memphis sull’1-1
Questo inizio di Semi-Finals, pertanto, ci lascia un’indicazione per precisa: equilibrio, equilibrio e ancora equilibrio. Il fattore campo è già stato messo a dura prova e le franchigie sono avvisate: giocare in casa non è più così sicuro; una motivazione in più che rende questi Playoffs NBA più intricanti e spettacolari.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)


