Westbrook-Khelcey Barrs una storia d’amicizia senza fine

Russel Westbrook

Westbrook-Khelcey Barrs una storia d’amore, amicizia, che va oltre il basket.

Quando Russell Westbrook era approdato all’High School non riusciva ancora a toccare il ferro. Non era il giocatore più forte della scuola e non era nemmeno il più forte in squadra, quello era il suo migliore amico, Khelcey Barrs. A confermarlo ci ha pensato proprio il numero 0 degli Oklahoma City Thunder
 
Allora, era il giocatore più forte che avessi mai visto. Quando gli allenatori venivano alle partite della High school, erano lì per vedere Barrs giocare. Giocare a UCLA era il suo sogno, lo desiderava più di qualsiasi altra cosa al mondo. Purtroppo un giorno, durante un allenamento pomeridiano, Barrs si è accasciato a terra ed è morto per un’ipertrofia al cuore sotto gli occhi del suo migliore amico, il suo compagno di vita. Ovviamente sarà sempre parte di me, in ogni cosa che faccio. Giocherò sempre per lui e per il suo sogno.
2017 NBA
Schiacciata di Westbrook con pitturato rosso.

Westbrook-Khelcey Barrs la morte del ragazzo

 Khelcey Barrs III, 16 anni, era solito giocare al Los Angeles Southwest College con i compagni, ogni martedì, contro talenti più grandi di lui. Quattro gare. Dopo l’ultima, Khelcey collassa al suolo, i suoi amici pensano sia uno scherzo, amava fare scherzi e ridere. Dopo qualche secondo a terra però qualcuno comincia a preoccuparsi:
 
“Khelcey non è divertente, smettila di giocare” lo implora il suo amico Roy Walker.
 
Il ragazzo viene portato di fretta in ospedale, il suo ex coach lo vede riaprire gli occhi, ed un secondo dopo di nuovo chiuderli, come a volersi assicurare di essere su un campo da basket, di aver vinto la partita. Da quell’ultimo sguardo lanciato non riapre più gli occhi.
 
In ospedale amici, famiglia, sono tutti lì, la madre Mona era inconsolabile. Tutti piangevano, anche lo staff medico, anche le infermiere informano i presenti.
 
Vedendo la scena, un dottore chiede al coach: “Chi era quel ragazzo?”
 
Chris Ghetto Bird Young, assistente allenatore dal 2003 al 2010 a Leuzinger le risponde: “Non era un ragazzo normale, era il migliore di noi, era speciale”
 
Al ritorno dall’ospedale il coach ed il vice del college si fermano prima a casa della madre di Barrs e poi vanno all’appartamento di Russell Westbrook.
 
Russell e Barrs vivevano a stretto contatto, erano una cosa sola, si andavano a trovare spesso. Ma durante la partita, durante l’ultima dannata partita del suo migliore amico Westbrook non era presente.
 
Il motivo? Aveva giocato i primi tre match, poi era tornato a casa. Non riesce a perdonarsi di non essere stato lì presente, reagisce in maniera diversa, si chiude.
 
Si mette a fissare la TV, stavano trasmettendo la partita tra Lakers e Spurs, Western Conference semifinals. Riflette, guarda la tv è ipnotizzato ma la sua mente è altrove.
 
Russell è stravolto ma convoglia questa energia in maniera positiva. I suoi ex compagni di squadra dicono che dopo la morte di Barrs Westbrook è diventato più determinato, più forte, più concentrato, con una energia mai vista.
Westbrook-Khelcey Barrs

Westbrook-Khelcey Barrs l’energia nelle sue vene, le parole di Young

 
“Russell sta vivendo il suo sogno e quello del suo amico, di Barrs. Credo, anzi sono certo, che l’energia di Khelcey dalla sua morte sia stata trasmessa a Russell, spingendolo ad essere un MVP in NBA. Sono sicuro, sicurissimo che anche stasera, anche oggi, come ieri, quello che è accaduto gli dà quella forza extra, quella carica, quella spinta ad andare oltre i suoi limiti.
La morte di Barrs non gli permetterà mai di abbandonare un campo di battaglia o ritirarsi, mai. Lotterà fino alla fine, per sé stesso e per quel braccialetto, quel nome che porta sempre con sé e che vuole tutti conoscano e ricordino per sempre.” 

Così Young ha commentato la vicenda. Ed è proprio così,  Westbrook-Khelcey Barrs una storia d’amicizia che non conoscerà mai la parola fine.