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Indiana Pacers: la stagione del riscatto

Dall'addio a George al sorprendente terzo posto nella Eastern Conference. La storia della stagione degli Indiana Pacers

Cosa aspettarsi da una squadra, come gli Indiana Pacers, che cede il suo miglior giocatore, all’apice della carriera, per due giovani reduci da una stagione non proprio brillantissima? Nulla, al massimo una stagione di transizione. Per gli Indiana Pacers, invece, le cose sono andate diversamente. Come in un classico film hollywoodiano, infatti, per i Pacers questa è stata la stagione del riscatto. Il riscatto di una franchigia che in estate è stata criticata per il mercato folle; il riscatto di un allenatore, Nate McMillan, bistrattato da tutti, e quello dei giocatori, due in particolare, come Victor Oladipo e Domantas Sabonis, che sono stati da molti considerati mediocri.

L’addio a Paul George e la nascita dei nuovi Indiana Pacers

Tutto ha avuto inizio il 30 giugno 2017 con la trade che ha portato Paul George lontano da Indianapolis. George ha lasciato un segno indelebile nella storia della franchigia riportandola, nel 2013 e nel 2014, ad un passo dalle Finals. L’ala californiana ha vestito la maglia dei Pacers per 7 stagioni diventando i leader della squadra. George era considerato da tutti il miglior giocatore della storia di Indiana, dopo ovviamente Reggie Miller. Nel 2017 era alla sua miglior stagione per produzione offensiva, ma i diversi malumori hanno costretto la franchigia a cederlo.

Gli Indiana Pacers, al termine di una stagione che ha deluso le aspettative, hanno quindi scambiato il loro uomo franchigia e giocatore simbolo con gli Oklahoma City Thunder. In cambio la squadra di Indianapolis ha ricevuto un giovane figlio d’arte lituano, al termine di una stagione da rookie non brillante, e un giocatore con il contratto pesante che aveva disatteso le più rosee previsioni. I due giocatori in questione sono Sabonis e Oladipo.

Sono nati così i nuovi Pacers. Tutti, sia tifosi che esperti, si aspettavano una stagione di transizione per avviare la ricostruzione della squadra. In molti proponevano anche l’opzione tanking per avviare la rifondazione. La squadra è giovane e priva di giocatori di riferimento; o almeno così si pensava.

Il sorprendente avvio di stagione

L’inizio di questa stagione per Indiana non è stato quello che tutti si aspettavano. I Pacers hanno iniziato subito a giocare molto bene e ad ottenere importanti vittorie. La squadra ha bruciato rapidamente le tappe ed ha sempre mantenuto un record positivo di vittorie. Il 50% di vittorie sembrava un miraggio in estate.

Il principale autore del successo dei Pacers è stato sicuramente Victor Oladipo. La guardia dal Maryland era reduce da qualche stagione deludente, in particolare con i Thunder non è mai riuscito a brillare. Il suo ritorno nel grande stato dell’Indiana, dopo l’esperienza al college con gli Hoosiers, ha segnato un nuovo inizio per il giovane Victor.

Oladipo, in questa stagione, è nettamente migliorato in ogni voce statistica. In questa momento mantiene una media di 23.8 punti a partita, contro i 15.9 del’anno scorso, con il 47.7% dal campo e il 37% da 3. Ha aumentato la quantità di tiri, ma ha migliorato le percentuali. Ha anche aumentato sensibilmente il numero di rimbalzi e assist a partita. Le statistiche, però, non bastano a descrivere il nuovo Oladipo che sembra più sicuro di se e più decisivo, diventando così il leader che mancava ad Indiana. Questo straordinario avvio di stagione è valso ad Oladipo il primo All Star Game della sua carriera.

L’eccellente avvio degli Indiana Pacers, però, passa ance attraverso altre belle sorprese. Più di tutti ha sorpreso Sabonis che ha cambiato radicalmente il suo modo di giocare adattandosi al meglio al sistema di coach McMillan. Rispetto alla stagione precedente il giovane lituano gioca più vicino a canestro e gioca spesso in post, mettendo in mostra tutta la sua duttilità. Questo cambio di approccio ha consentito a Sabonis di essere più efficace, segnare più punti e prendere più rimbalzi.

Dopo un inizio scintillante, però, erano ancora in molti ad avanzare dubbi sulla tenuta della squadra nel lungo periodo. Ancora una volta si sbagliavano.

La conquista della terza posizione in classifica

Gli Indiana Pacers, dopo lo sbalorditivo inizio di stagione, non si sono accontentati, ma hanno continuato a migliorare. Sono cresciuti in difesa e sono cresciuti come squadra trovando sempre più fiducia. Fino ad ora nel mese di marzo hanno dimostrato una grane costanza ed un ottimo stato di forma. Anche Myles Turner, fino ad ora limitato dagli infortuni, sta finalmente trovando il giusto impatto all’interno della squadra.

Questa continua e costante crescita, unita alle difficoltà delle rivali, Cleveland in particolare, ha portato i Pacers alla terza posizione nella Eastern Conference. Un risultato incredibile per una squadra che non doveva nemmeno arrivare ai playoff. Certo la strada è ancora lunga e la battaglia per la post-season è ancora apertissima, ma il risultato è comunque eccellente.

In questa settimana Indiana deve affrontare 3 partite cruciali per questa stagione, 3 scontri diretti contro Philadelphia 76ers, Toronto Raptors e Washington Wizards che possono cambiare sensibilmente la classifica. I Pacers, anche considerando lo stato di forma delle squadre, possono vincere almeno due di queste sfide e consolidare la propria posizione tra le prime 4 in classifica.

La stagione degli Indiana Pacers è comunque straordinaria. In questo momento Oladipo è il miglior candidato per il MIP e McMillan è pienamente in corsa come Coach Of The Year. Fino a qualche mese fa tutto questo era impensabile.

I Pacers Hanno dimostrato che il basket può ancora riservare incredibili sorprese e che troppo spesso tutti noi diamo giudizi affrettati.

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