
Il buzzer beater di Andrew Wiggins ha reso vana la rimonta dei Thunder
Nell’incomprensibile e affollato quadro delle pretendenti a un posto ai playoffs della competitiva Western Conference, le primissime uscite di questa stagione hanno messo in evidenza dei Minnesota Timberwolves tirati a lucido.
Le prime tre uscite contro altrettante serie contendenti alla postseason non potevano sinceramente andare meglio. Dopo aver perso negli ultimi minuti sul campo dei rodatissimi (seppur privi di Kawhi Leonard) San Antonio Spurs, sono arrivate due vittorie per certi versi esaltanti contro gli Utah Jazz e gli Oklahoma City Thunder.
Se contro i Jazz è stato esorcizzato il ritorno in grande stile (19 punti +10 assist +5 rimbalzi) dell’ex Ricky Rubio, contro i Thunder (del Big3 più atteso dell’anno) è arrivata una prestazione matura per lunghi tratti, e addirittura trascinante nei momenti decisivi.
Minnesota Timberwolves: chi si ruba la scena?
A rubare la scena in questa partenza lanciata non è stata tanto la superiorità disarmante di Karl-Anthony Towns (21.7 +11.7 in scioltezza) o l’esperienza del neoarrivato Jimmy Butler, quanto l’esplosività di un immarcabile Andrew Wiggins. L’ex prima scelta canadese è stato l’unico a scollinare oltre quota 20 punti in ogni partita (24.7 di media), catturando più rimbalzi rispetto alla sua media abituale (proposito preannunciato in estate) e mantenendo percentuali dal campo mai avute prima d’ora (49% totale e 42% da 3). La sua aggressività nei pressi del ferro lo porta spesso in lunetta (8° assoluto per liberi tentati), ma l’abulico 61% dalla linea della carità necessita di una rapida sistemata. Tralasciando un attimo le cifre, resta negli occhi il pirotecnico finale di partita alla Chesapeake Energy Arena di OKC, in cui ha risposto colpo su colpo alla spaventosa trance agonistica di Russell Westbrook, mantenendo quella lucidità necessaria per segnare la tripla della vittoria sulla sirena. Un buzzer beater di tabella “non dichiarato”, come scherzosamente precisato dallo stesso Wiggins nel post partita, ma chiaramente frutto di una presenza mentale differente rispetto a quella del passato. Coach Thibodeau per ora sta riuscendo nell’intento di amalgamare il talento senza eguali delle sue punte di diamante alla personalità dei nuovi arrivati in Minnesota.
I nuovi arrivati a Minnesota:
Se Jimmy Butler sta avendo problemi a calarsi nel nuovo ruolo (13.3 punti con meno del 40% dal campo), non si può certo dire lo stesso per Jeff Teague (13.3 + 6.3 assist) e Jamal Crawford (10 punti in 19′ col 50% da 3). Lo stesso Taj Gibson (7 + 7.3 rimbalzi) sembra essere la spalla ideale al fianco di Towns, ma in definitiva tutti i giocatori citati stanno contribuendo a cambiare la mentalità tristemente perdente che ha caratterizzato l’ultimo decennio di questa franchigia.
Non poteva esserci approccio migliore a questa regular season dei Minnesota Timberwolves; adesso sta a Wiggins e KAT dimostrare di poter essere leader di una realtà ambiziosa e – chi lo sa – vincente.

