Gilbert Arenas: “Trash talking, non debiti di gioco, dietro l’incidente con Javaris Crittenton”

Gilbert Arenas

Gilbert Arenas: “Trash talking, non debiti di gioco, dietro l’incidente con Javaris Crittenton”

Gilbert Arenas torna alla sera del 24 dicembre 2009. In un’intervista rilasciata a Jon Gold di actionnetwork.com, “Agent Zero” ricostruisce dopo nove anni i motivi che portarono l’allora compagno agli Washington Wizards Javaris Crittenton a puntargli addosso un’arma carica, dentro uno spogliatoio del Verizon Center.

La vicenda è cosa nota per ogni appassionato NBA. Arenas, teatrale e provocatorio come di consueto, dispone su di un tavolo ben 4 pistole scariche (tra cui una Desert Eagle ed una Smith & Wesson calibro 29, quella dell’ispettore Callahan) ed invita Crittenton a scegliere l’arma per la resa dei conti tra i due.

Per tutta risposta Crittenton, adirato per i debiti di gioco contratti con i suoi compagni e per le continue provocazioni di Arenas, estrae la sua pistola e la punta contro il 3 volte All-Star con la maglia degli Wizards.

Nessun colpo fu sparato. Dopo alcuni secondi, Javaris abbassò l’arma ma l’incidente costò ad entrambi i giocatori la sospensione per l’intera stagione NBA 2009\10. Crittenton avrebbe smesso di giocare di lì a pochi mesi. Escluso dalla NBA, nel 2011 fu incriminato ed in seguito condannato a 23 anni di carcere per l’omicidio della 22 enne Jullian Jones.

Arenas finì ad Orlando l’anno successivo. Nel dicembre 2011 viene rilasciato dai Magic e si accasa a Memphis, per poi ritirarsi nel 2013 dopo una breve esperienza in Cina.

L’ex giocatore dei Golden State Warriors ricostruisce la sequenza di eventi che portò allo scontro con Javaris Crittenton, raccontando nel dettaglio una delle abitudini più diffuse tra i giocatori NBA – ed in generale tra compagni di squadra quale che sia lo sport praticato – fuori dal campo: le carte.

Gilbert Arenas: una mano di “Boo-ray” con Crittenton dietro l’incidente

Se ci imbarcassimo su un aereo che trasporti una qualunque squadra NBA verso la prossima trasferta, una delle scene tipiche a cui assisteremmo – oltre a gente che sonnecchia o tiene gli occhi bassi sul proprio tablet\smartphone – sarebbero capannelli di quattro o cinque giocatori impegnati in un chiassoso gioco di carte. Il Bourrè, o Boo-ray, gioco francese introdotto negli Stati Uniti dai coloni d’oltralpe in Lousiana, nel 1800.

Il Bourrè americano è un gioco – naturalmente a soldi – che mischia elementi del poker, dei più noti Spades e Hearts (che gli utenti di Windows XP conoscono bene) e della briscola. Mazzo francese da 52, cinque carte per ogni giocatore, il giocatore di mazzo sceglie la briscola dalle sue carte dopo aver visionato la propria mano. I giocatori possono quindi “vedere” o passare, e cambiare la quantità desiderata di carte. Ad ogni giro, colui che ha giocato la carta, o combinazione di carte più alta, conquista il mazzo. Il giocatore in vantaggio al termine dei cinque giri, vince la mano, e di conseguenza l’intero jackpot.

Il Boo-ray versione NBA rende le cose ancor più eccitanti, obbligando il giocatore rimasto a secco di “giri” a pareggiare la somma in palio nel jackpot, qualora si verifichi una situazione di parità tra i restanti giocatori al termine della mano.

Nel suo racconto, Gilbert Arenas ricorda di essere intervenuto a metà di una partita cui stavano partecipando – tra gli altri – JaVale McGee, Earl Boykins e Javaris Crittenton:

Javaris era già rimasto ‘a secco’ un paio di volte, e quando era di mazzo lui, persino! Due volte! La partita era diventata interessante, perché c’erano già 1.100 dollari sul tavolo. Io sento l’odore del sangue… raddoppio la posta ed entro in partita, e Javaris se ne sta lì, livido. Diventa matto: ‘Non puoi entrare adesso!’ E’ nervoso perché sarà l’ultimo a ricevere le carte e giocare

A questo punto Arenas srotola la sua rinomata “lingua” da trash talker, ed inizia a stuzzicare un Crittenton sempre più incartato:

Comincio col mio solito show: ‘Hey amico, non dormire, occhio!’ Oppure, quando qualcuno viene ‘ammazzato’ (perde il giro, ndr), fingo di chiamare delle hostess: ‘Signorina! C’è uno che si vuole buttare, qui! Chiamate il comandante…’ Cose così. Javaris comincia a scaldarsi, ma sia lui che tutti gli altri sanno chi sono, sanno che continuerò a martellare

Arenas nota una sguardo tra McGee ed Earl Boykins, e capisce che JaVale ha una gran mano. Boykins scopre, McGee passa ed aspetta la mossa dell’ultimo, ovvero Crittenton.

Arenas prosegue, divertito:

Javaris ha la faccia disperata di chi ha bisogno di un full. Se ne sta lì a maledire le carte, a maledire me. Grida: ‘cinque carte!’ Io urlo: ‘Adesso si impiccherà con le cinture di sicurezza, gente! Questo è il record dei giri a secco!’

Crittenton cambia tutte e cinque le carte. Arenas ha capito che McGee ha una mano vincente e scopre. Ha un tris, non ci perde niente. A mano conclusa, Arenas se ne torna al suo posto, mentre Crittenton è furioso ed accusa il capitano della squadra di “averlo fregato”.

Arenas conclude il suo racconto ricordando come, una volta a terra, Crittenton avesse continuato a protestare con JaVale McGee, chiedendo a gran voce di potersi rifare, arrivando quasi alle minacce.

Al che, Gilbert sfodera la provocazione definitiva:

Lo sentivo protestare, e quindi gli ho detto: ‘Javaris, darò fuoco alla tua macchina, CON TE DENTRO. Poi prenderò un estintore e verrò a spegnerti le fiamme da sotto il c..’ Ricordo che lui rispose: ‘Ed io ti sparerò, dopo’. Io chiusi dicendo ‘Bene, le pistole allora le porto io’

Arenas decide di dare una lezione all’insolente Crittenton, (o meglio – nelle parole del fu “Agent Zero” – di vedere il suo bluff). Tre giorni più tardi, Gilbert introduce nello spogliatoio quattro pistole scariche, dando inizio al confronto citato in apertura di articolo.

Nell’intervista, Arenas sostiene che quello fu uno scherzo, l’ennesima provocazione del veterano nei confronti della giovane testa calda. Alcuni dei giocatori presenti hanno dato nel corso degli anni la loro versione dei fatti. Interessante è soprattutto la testimonianza di Caron Butler, giocatore di Washington tra 2005 e 2010:

Entrai nello spogliatoio, e mi sembrò di essere tornato per strada a Racine (Illinois, città natale di Butler, ndr). Gilbert era in piedi davanti all’armadietto che fu di Michael Jordan, con 4 pistole messe in bella vista di fronte a lui. Javaris Crittenton era di spalle. ‘Hey, figlio di p…’ Disse Arenas indicando le pistole ‘Scegline una. Ti sparerò dritto nel c… con una di queste’

– Caron Butler in un passaggio della sua autobiografia “Tuff Juice: My Journey from the Streets to the NBA” –

 

Secondo Butler, Javaris Crittenton si girò quindi lentamente verso Arenas, dicendo di non aver bisogno delle sue pistole, estraendo a sua volta una pistola carica. Le persone presenti lasciarono in fretta lo spogliatoio.

“Trash talking, non debiti di gioco” Gilbert Arenas sull’incidente del 2009

Javaris Crittenton, oggi recluso in una prigione di stato in Georgia, non ha il permesso di parlare con la stampa, e di fornire dunque la propria versione dei fatti.

Per Arenas, in ogni caso “L’intera questione non ebbe niente a che fare col gioco d’azzardo, come invece si disse e come la gente crede. Trash talking, niente altro. E stavo pure perdendo. Io sono il trash-talker, in campo e fuori. Posso perdere, posso essere sotto di 40mila, ma se riesco a farti arrabbiare al punto tale che ti sembrerà d’aver perso 20mila dollari, io sono a posto. Ho vinto. Non sono il perdente assoluto della serata“.

Arenas sostiene come il gioco d’azzardo tra compagni rappresenti un surrogato dell’ambiente competitivo che i giocatori vivono sul campo, sera dopo sera. Lo spirito competitivo, il “machismo” esistente tra giocatori sfocia spesso in gare di tiro post-allenamento in cui le puntate superano le migliaia di dollari ciascuna. Tirarsi indietro di fronte a tali scommesse non è pratica ammissibile per un professionista, soprattutto quando i guadagni sono di livello NBA:

La prima vittoria a Boo-ray mi fruttò 700 dollari. Non stavo zitto un secondo, ero il re dell’aereo (…) Da rookie, tenevo via i contanti per poter giocare. Non sapevo neppure le regole, l’importante era esserci, poter dire d’aver giocato a Boo-ray quella sera (…) Nessuno vince mai, in realtà. I soldi girano, quando giochi così tante partite. Passano di mano. La gente firma dei ‘pagherò’. Una volta che l’aereo atterra, ci hanno rimesso tutti

Nel 2009 la carriera di Gilbert Arenas, giocatore in grado di segnare tiri da tre punti “no look” alla Steph Curry e guidare gli Washington Wizards alle semifinali della Western Conference (nel 2005), era già stata minata da ripetuti problemi alle ginocchia.

Tra 2010 e 2012, Arenas è apparso in sole 87 partite in tre stagioni, con le maglie di Orlando e Memphis, senza mai riuscire a raggiungere i vertici toccati a Washington, durante quegli otto anni da “Agent Zero” e “Hibachi” vissuti pericolosamente.

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

No Comments

Post A Comment