Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiIndiana Pacers: ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

Indiana Pacers: ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

di Pierangelo Rubin
Celtics Indiana Pacers

“Se adesso non rispettate gli Indiana Pacers, sarò io il primo a non averne nei vostri confronti. Questo è il modo in cui vedo le cose, nessuno avrebbe immaginato che saremmo arrivati a questo punto. Sottolineo, neanche una persona. Tranne noi in spogliatoio. Sento che ci siamo presi e meritati il rispetto di tutti”. – Also sprach  Victor Oladipo dopo l’eliminazione al primo round dei suoi e non poteva essere altrimenti (non a caso vendono già orgogliose t-shirt che ripropongono la frase di Victor).

Oladipo stoppato da LeBron James

Oladipo stoppato da LeBron James nella sfida tra Indiana Pacers e Cavs.

BRINGING IT ALL BACK HOME

Oladipo era giunto ad Indianapolis alla corte degli Indiana Pacers la scorsa estate, accolto dallo scetticismo generale. La sua stagione alla corte di Russell Westbrook non era stata un granché. Coinvolto nella trade che aveva portato George in Oklahoma, per Victor era un ritorno giacché il giocatore figlio di immigrati africani (il padre sierraleonese, la madre nigeriana) aveva frequentato Indiana University giocando per gli Hoosiers (già squadra di leggende come Walt Bellamy o Isiah Thomas). L’aria di casa ha particolarmente giovato al numero 4 che nella stagione ha sciorinato ottime statistiche: la sua miglior percentuale dal campo (.477), la sua miglior percentuale da tre (.371), la sua miglior media punti (23.1) e si potrebbe continuare con assist, palle rubate, blocchi… Numeri importanti che profumano di consacrazione per un giocatore che fino a pochi mesi prima non scintillava e che appariva come una fugace promessa di gloria altalenante, l’ennesimo cestista capace di vivere esclusivamente di sprazzi, perennemente in bilico. Un’estate passata ad asciugare e potenziare il fisico ed una ritrovata invidiabile forma  hanno però permesso al mondo di ammirare un Oladipo tirato a lucido e capace di battagliare nei playoff col Re. Proprio nei playoff (medie importanti anche qui: 22.7 punti, 41.7% dal campo, 40.4% da tre, 8.3 rimbalzi, 6 assist) Victor ha mostrato tutto il suo repertorio che spesso si declina variegatamente dopo un pick and roll: tiri dal midrange, passaggi, penetrazioni. Sontuosa anche la sua prestazione in gara 7: 30 punti, 12 rimbalzi e 6 assist. Per conferire maggior, e più giusto, valore alla sua opera è necessario ricordare che l’avversario che gli si poneva innanzi era un LeBron James sferragliante in versione congegno fine di mondo (chi ha visto Il dottor Stranamore… di Kubrick ha capito il riferimento). Non a caso i Cavaliers (che pochi giorni dopo si sono liberati con una scrollata di spalle dei Raptors, che molti indicavano come una delle migliori realtà della lega) hanno faticato parecchio con Indiana. Tuttavia Oladipo non è che la punta di diamante dei suoi, non bisogna infatti dimenticare il suo compagno di viaggio da Oklahoma ad Indiana, Domantas Sabonis (Ladipo a tempo debito gli accennò del grande affetto del pubblico di Indianapolis). Anche su Sabonis figlio in pochi avrebbero scommesso ed anche lui ha avuto la sua rivincita, le sue percentuali sono infatti decollate: dal campo è passato da .399 a .514 e da tre è passato da .321 a .351. Sempre a proposito di mere percentuali si segnala il croato Bogdanovic capace di raddoppiare quasi la sua media punti: da 5.9 a 11.6.

Alla seconda stagione alla guida di coach Nate McMillan, Indiana sembra aver trovato la quadratura del cerchio (un anno fa chiusero la regular season settimi con un record di 42-40 e furono spazzati via dai Cavaliers); ma se la perfezione non è di questo mondo, la perfettibilità è una possibilità esistente. Come migliorare, quindi, la squadra in offseason?

INDIANA PACERS: CHI VA E CHI VIENE?

Intervenendo sul mercato, evidentemente. Il playroll del general manager Kevin Pritchard, infatti, lo permette. Prima però bisogna capire il futuro di alcuni beniamini della Bankers Life Fieldhouse e dipanare eventuali dubbi. Cory Joseph ha già fatto sapere che eserciterà la sua opzione e rimarrà un hoosier anche per la prossima stagione. Il futuro di Al Jefferson sembra scritto (cambierà aria), vi sono meno certezze a proposito di Darren Collison e Bojan Bogdanovic. Capitolo Thaddeus Young. Il giocatore, molto stimato e considerato nello spogliatoio Pacers, può diventare un free agent. Pochi giorni fa ha ammesso di non aver preso ancora una decisione a riguardo ma pare gradirebbe restare ad Indianapolis. Dovesse Young lasciare il Midwest, Indiana punterebbe il camerunense Luc Mbah a Moute, il turco (uzbeko?) Ersan Iliasova o, meno probabile, il texano Julius Randle. In realtà svariati nomi sono stati accostati ai Pacers nelle ultime settimane, così tanti e così variegati che sembra che qualche giornalista o beat writer giochi a fantabasket. Per dovere di cronaca ve li proponiamo, scriveteci nei commenti cosa ne pensate valutando la fattibilità di queste presunte operazioni di mercato: Rodney Hood (dopo averla combinata grossissima pare destinato a cambiare aria), Derrick Favors (destinato pare ad altri lidi), Will Barton (che però resterebbe volentieri a Denver), Wayne Ellington, Marcus Smart, Yogi Ferrell, Montrelz Harrell, Patrick McCaw.

ANCORA TU, MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ?!?

Della serie a volte ritornano? Nelle ultime ore alcune dichiarazioni del general manager Kevin Pritchard (un passato nel nostro campionato) sono rimbalzate ovunque. Il perché è presto detto: queste vertevano su un possibile ritorno di Paul George. L’ex reggino (stagione 1993-94) non ha chiuso le porte ad un ritorno del figliol prodig(i)o (operato da poco al ginocchio sinistro), ammettendo tuttavia che da parte del giocatore sia necessaria la volontà di calarsi in un ambiente non alla ricerca dei big names ma piuttosto di cestisti adatti (fit).

Questo è stato davvero un anno straordinario. A volte le parole non possono esprimere quanta gratitudine abbiamo per questa squadra” – così Pritchard ha commentato la stagione dei suoi nella rituale conferenza stampa di fine stagione. Difficile dargli torto, difficile… Ma i Pacers possono fare di meglio e ciò dipenderà anche da lui, ma visto le sue scelte della scorsa estate crediamo riuscirà a perfezionare ancor di più i suoi.

 

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