Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersTutta l’inesperienza di Magic: i Lakers cresceranno con lui

Tutta l’inesperienza di Magic: i Lakers cresceranno con lui

di Roberto Rossi
Magic accoglie James-Lakers mercato-Magic Johnson & Kobe Bryant

Tutta l’inesperienza di Magic si è dimostrata dal suo arrivo fino ad oggi in casa Los Angeles Lakers: nulla da dire sul giocatore, ma come dirigente, beh, è ancora alle prime armi, evidentemente. Siamo al giro di boa, la stagione si è fermata per l’All Star game, ed è tempo di fare un parziale bilancio della gestione tecnica dentro e soprattutto fuori dal campo da parti dei Lakers nella persona di Magic Johnson.

Magic gli errori della gestione fino ad oggi

  • Idea di gioco

Non siamo Golden State, non giocheremo come loro, non abbiamo bisogno di tiratori, avremo i nostri vantaggi attaccando il canestro con tutti giocatori che possano creare vantaggi causando falli e tiri liberi. Questi erano i propositi, il risultato ci ha visto aumentare il ritmo con pace fuori dal mondo, rinunciando completamente alla difesa facendo si che i giocatori arrivassero stanchi nel finale e dulcis in fundo siamo ultimi nella percentuale ai liberi nella lega. Lebron ha corretto il tiro prendendosi di nuovo la palla e ci ha portato sulle spalle prima dell’infortunio. A quel punto della stagione eravamo quarti e saldi ai playoff, poi senza Lebron abbiamo stentato a trovare di nuovo un equilibrio e quando lo abbiamo trovato si è rotto pure Lonzo. Tornato Lebron una vittoria bellissima a Boston e poi di nuovo il baratro. Aggiungiamo che a questo sono stati aggiunti due tiratori, che il front office aveva deciso di non prendere in estate. Quindi il bilancio è estremamente negativo, l’idea concettuale era palesemente utopica e sbagliata, si è cercato di porre rimedio più per forza individuale che per sistema di gioco, fino che Lebron è stato in campo abbiamo retto, ma poi siamo miseramente affondati.

  • Gestione Spogliatoio

Un vero e proprio disastro, prendere gente con contratti annuali è pericoloso, diventa un suicidio se questa gente ha fama di spacca spogliatoio e disfunzionalità. Lance oltre a fare la chitarra in qualche tripla non ha mai dato la sensazione di poter integrarsi in un sistema, eterno iso man e bomba pronta ad esplodere in qualsiasi momento. McGee, una grandissima delusione, partito con atteggiamento giusto poi è tornato ad essere il problema che è sempre stato in tutte le squadre dove ha giocato. Non difende, non sa difendere sa solo stoppare ma ogni azione viene messo in mezzo e sistematicamente sono mani nei capelli. Inoltre dopo la polmonite non è tornato più lui, ed ha avuto anche l’ardire di protestare per il poco minutaggio con Walton. Beasley è stato un caso umano che finalmente è finito, ma è durato fin troppo. Kcp vive di alti e bassi, come la sua storia e poi Rondo nel suo momento migliore o si spacca o viene provato a scambiare o messo fuori dai titolari. Insomma non ci siamo. La ciliegina sulla torta l’abbiamo poi avuta a Phila, dove Magic parlando coi ragazzi post trade dead-line ha trasmesso insicurezza per il futuro a gente che sa che alla prima occasione saranno mandati via per il free agent buono. Infine le multe o le accuse di tampering a Magic fioccano, meno parole e più fatti sarebbero più graditi.

In sintesi il bilancio è ad oggi molto negativo, i Lakers con Lebron non possono permettersi di stare fuori dai playoff soprattutto se i competitor sono una Sacramento di giovani rampanti ma senza esperienza o i Clippers in dismissione totale. L’obiettivo è ancora li ed è raggiungibile ma tutti e dico tutti devono svegliarsi, altrimenti qualche testa potrebbe seriamente saltare. L’estate ci dirà poi se riusciremo a prendere Davis o uno free agent di spicco, ma questo non significa mollare la stagione, non deve succedere.

Di questo e altro abbiamo parlato nella puntata settimanale del podcast buon ascolto

 

You may also like

Lascia un commento