Quella tra Pallacanestro Trieste-Germani Brescia sarà una sfida interessante: infatti, dopo la prima vittoria ed essersi scrollata di dosso la pesantezza di quello 0 in classifica alla voce “punti fatti”, ora per Trieste è tutta discesa. O almeno è quello che ci si auspica. Trieste non ha tra le sue file giocatori fenomenali che ad oggi possono permettersi l’Olimpia Milano, la Reyer Venezia o Virtus Bologna, ma resta nel complesso una squadra che in Serie A può starci benissimo senza correre il rischio della discesa nel purgatorio della serie cadetta, dopo l’agognata conquista del 2018. Non è un caso che Fernandez abbia affermato che la vittoria contro il Banco di Sardegna sia oro, per i giuliani, così come coach Eugenio Dalmasson ha evidenziato come sia stato un successo che ripaga la squadra, società e tifosi dei sacrifici fatti e dell’impegno che tutte le componenti in causa ci stanno mettendo.
Ma andiamo con ordine.
Pallacanestro Trieste-Germani Brescia: sprazzi di Sassari
Sostiene Flavio Tranquillo nel suo Altro tiro, altro giro, altro regalo che l’allenatore conti all’incirca il venti percento nell’economia totale della squadra. Vero, verissimo, e non sembri una bordata verso la sempre precaria categoria dei coach perché è una percentuale molto più alta di quanto il sentire comune percepisca.
È una percentuale, per fare un esempio, in cui può fare la differenza avere un Dalmasson o un Pozzecco. Pur con tutta la stima per Gianmarco, che porta nel basket nostrano quella joie de vivre in un ambiente che tende a prendersi troppo sul serio, e così facendo si condanna all’elefantismo più stanziale, nel derby tra allenatori del fu Triveneto è stato messo alle corde dal collega mestrino.
Sarebbe superfluo, per non dire un insulto all’intelligenza del lettore, sprecare righe per evidenziare la lapalissiana differenza di esperienza in panchina tra i due. Logico: Poz dava l’addio ufficiale alla Serie A nel 2008, anno in cui Dalmasson terminava il suo primo ciclo alla Reyer, e quello al basket giocato vero e proprio nel 2010, quando il collega finiva la sua seconda avventura in Laguna e si apprestava a sposare la causa triestina, da cui ancora non è separato.
Per fortuna di entrambi i coniugi, perché un sodalizio tanto duraturo vuol dire capacità di conoscersi e saper costruire un sistema i cui meccanismi siano ben oliati ed efficaci nei momenti topici (“clutch” direbbero gli statunitensi). Prova ne sia il sacco sassarese: dopo una gara sempre sotto nel punteggio per 38′ ma mai a troppa distanza, Trieste ha espugnato il PalaSerradimigni grazie a una mentalità aggressiva messa in campo tanto in difesa quanto in attacco, a cui i padroni di casa non riuscivano a controbattere se non a sprazzi.
La sintesi dell’allenatore ospite è stata perfetta: “Se ti porti dietro l’avversario negli ultimi minuti rischi e Sassari non l’ha mai chiusa fino in fondo. Noi siamo stati bravi a restare li e non perdere fiducia”.
Pallacanestro Trieste-Germani Brescia: la leonessa non vuole farsi domare
La gara con i lombardi avrà diverse sfumature. Un’occhiata alle statistiche mostra come Brescia sia la terza squadra per punti segnati (83.3), la quarta per percentuale da due (56.3) e la prima da tre (40.3). L’attacco della squadra di coach Esposito prevede la ricerca della transizione primaria ove possibile; in alternativa la squadra bresciana esegue il proprio attacco in transizione con un pick&roll che permetta al palleggiatore di avere ulteriore spazio per il tiro.
A metà campo, invece, un classico penetra-e-scarica che mette in condizione di essere efficace gente come Horton o Lansdowne, entrambi anche abili nell’inserirsi sulle linee di passaggio e guadagnare conclusioni in solitaria su contropiede. Horton peraltro è un’ala bidimensionale che ben si accoppia con Cain, lungo che taglia ottimamente senza palla.
La difesa fisica e ingombrante di Trieste dovrà quindi anzitutto di coprire il pitturato, azione che nelle gare finora disputate è andata a corrente alternata, creando a volte (come contro Milano) veri grattacapi a coach Dalmasson. I cambi difensivi, vera specialità del tecnico mestrino, dovranno essere eseguiti con la giusta energia, per evitare di venire surclassati.
L’attacco giuliano invece dovrà… fare quello in cui riesce meglio, ovvero allargare il campo con le spaziature dei giocatori, muovere la palla per far muovere la difesa e creare sovrannumero per una conclusione non contestata. Come sempre sarà cruciale Peric, la cui maestria nel servire i compagni e di tenere i contatti sotto canestro pur essendo solo 2.01 è ancora oggi uno dei motivi per Trieste resta compagine da non sottostimare.
Pallacanestro Trieste-Germani Brescia: il pronostico
Pallacanestro Trieste-Germani Brescia è una gara difficilmente pronosticabile: infatti i triestini hanno il morale alle stelle dopo aver raggiunto la prima vittoria in campionato, ma la Germani Brescia è senza dubbio un avversario ostico che difficilmente si fa battere senza dare battaglia. Sulla carta parte leggermente favorita la squadra lombarda, ma occhio alla sfrontatezza della squadra di coach Dalmasson, che sulle ali dell’entusiasmo e con meno pressione sulle spalle potrebbero tirar fuori una partita con i fiocchi.

