Quella che in un primo momento della stagione poteva sembrare una sorpresa dall’incerta durata si è trasformata nei mesi in una potenza difensiva, costantemente in lotta per i playoffs della Eastern Conference. Ora i New York Knicks di Julius Randle sono a cinque vittorie di fila, e vedono la qualificazione diretta alla post-season con 1.5 gare di vantaggio sui Miami Heat settimi.
Ad allungare la serie di vittorie, nella notte, il risultato di 117-109 ai danni dei Dallas Mavericks, altra squadra in piena lotta playoffs, anche se ad Ovest. Decisivo ancora una volta Randle stesso, ormai leader consolidato dei suoi che chiude con 44 punti, 10 rimbalzi, 7 assist e 6 su 11 da tre punti. Una prova che insomma farebbe pensare a tutto meno che a un lungo.
L’ex Los Angeles Lakers però si sta dimostrando sempre più un giocatore completo, in grado di dare un apporto decisivo su entrambe le metà campo. “Per come sta giocando difficilmente le difese avversarie lo lasciano uno contro uno.” ha infatti commentato coach Thom Thibodeau “Riesce a fare sempre le giocate giuste e vincenti. E’ il nostro motore, e ci permette di andare avanti.”
Menzione d’onore anche per la giocata più spettacolare della notte, una stoppata a una mano che Nerlens Noel ha rifilato al poderoso tentativo di schiacciata di Dorian Finney-Smith. “Ci sono molte giocate vincenti che durante una partita aiutano la squadra a caricarsi.” ha sottolineato coach Thibodeau “Quando vedono una giocata del genere, i compagni si infiammano.”
I Knicks e un Randle in versione “revenge”
Nelle ultime 5 gare disputate, e vinte, Randle ha mantenuto medie da 30.2 punti, 9.2 rimbalzi e 6.4 assist, tirando con il 42.9 percento da oltre l’arco su 7 tentativi a notte. Ma non finisce qui, nell’ultima settimana ha infatti incontrato sia i Los Angeles Lakers che i New Orleans Pelicans, abbattendosi così su entrambe le squadre del suo passato dimostrando tutta la sua crescita.
“Si è preparato per questa stagione.” ha infatti enfatizzato coach Thibodeau “Non puoi non farci caso. So bene in che stato di forma era quando l’ho visto la prima volta la scorsa estate. Ho già avuto giocatori come lui durante la mia carriera e so bene come si preparino durante l’estate per poter sopportare i carichi della stagione.”
Insomma, da oggetto misterioso Randle è diventato il vero simbolo dei New York Knicks, i cui pochi tifosi presenti nell’arena gli hanno rivolto non a caso i canonici cori “MVP“. Ora, per entrare davvero nel cuore dei tifosi della Grande Mela serve raggiungere il grande obiettivo: il ritorno ai playoffs.
